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Electric Campfire 2013 (Roma, Villa Massimo)

Uncategorized di Chiara Ribaldo

14 Settembre 2013

 

Appuntamento irrinunciabile per gli amanti dell’elettronica, declinata nella forma musica+digital art, quello celebrato venerdì scorso nel giardino neo-classico di Villa Massimo a Roma, sede dell’Accademia Tedesca, che ha ospitato l’Electric Campfire 2013, l’annuale showcase della collaborative label Raster-Noton.

Punto di riferimento del panorama minimal-glitch contemporaneo, nata dal genio creativo di Olaf Bender (aka Byetone) e Carsten Nicolai (aka Alva Noto), la piattaforma Raster-Noton nel corso degli anni ha ampliato la propria idea sperimentale di sound design sia grazie al contributo di giovani artisti emergenti, provenienti dall’underground, quanto di illustri collaborazioni, tra le quali il maestro Ryuichi Sakamoto e Martin Gore dei Depeche Mode, incuriositi dall’attitudine innovativa dell’etichetta.

Suoni materici, beat astratti, visual & contemporary art sono gli elementi del puzzle che compone l’offerta eclettica del network sassone, forte di decine di preziose release discografiche/editoriali nonché apprezzata factory creativa nell’ambito della scena cultural-electronica internazionale.

Ne è stata prova la performance audiovisuale Uni Acronym che ha visto protagonista Alva Noto insieme al poeta digitale di origini svizzere Anne-James Chaton: un detour sensoriale nell’era del web 2.0 che ha visto come tema centrale il concetto di logo, percepito allo stesso tempo come immagine e come suono.

Il minimalismo dance del berlinese Robert Lippok, le atmosfere noise-industrial di Senking, le elettro-frequenze di Grischa Lichtenberger e la battuta lenta con influenze footwork di Frank Bretschneider hanno fatto il resto, degno corollario di un evento che per la qualità della proposta artistica meriterebbe per il futuro di essere rinnovato nel concept e nella formula.

Fabrizio Montini Trotti | Bake Agency

Chiara Ribaldo