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Non chiamatelo festival: è una festa!

Film di Chiara Ribaldo

6 novembre 2013

 Vorremmo che Roma diventasse la Toronto europea”, così il direttore del Festival di Roma, Marco Müller – fino al 2011 a capo della kermesse veneziana – spiega la selezione delle pellicole, “fatta con la pancia e con il cuore”, e si schiera, forse non volendo, contro una gestione troppo intellettualistica che allontana il pubblico e ammorba la critica e che tanto ha fatto discutere all’indomani della 70° Mostra del cinema di Venezia.

Roma, invece, più che un festival sembra voler essere una festa in cui c’è posto davvero per tutti. L’eterogeneità – di stile e provenienza geografica – è visibile già tra i film in concorso: action, dramma, fantascienza, thriller, pellicole provenienti da Cina, Turchia, Giappone, Italia, Stati Uniti, Danimarca, anteprime mondiali e internazionali e molte opere prime.

Tra queste ultime spicca indubbiamente Blue Sky Bones, ovvero l’amore ai tempi della Rivoluzione Culturale tra impegno politico e musica, che segna l’esordio alla regia del “pioniere del rock cinese”, Cui Jian, celebre in tutto il mondo per la sua Nothing To My Name, divenuta nel 1989 l’inno delle proteste studentesche a piazza Tienanmen.

Prima mondiale anche per The Mole Song – Undercover Agent Reiji del regista cult Takashi Miike, considerato tra i migliori cineasti del cinema mondiale contemporaneo. La storia della recluta Reiji Kikukawa, che sembra richiamare quella di Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak, promette sequenze splatter, scene surreali, risoluzioni impossibili e una lunga carrellata di personaggi folli e disperati.

Tra i 3 film italiani in concorso, c’è grande attesa per l’opera seconda di Mirko Locatelli con Filippo Timi, I corpi estranei, storia di solitudine, disperazione e dolore tra le mura di un ospedale di Milano che accoglie, per ragioni diverse, i due protagonisti.

E di dolore e paura si parla anche in Dallas Buyers Club del canadese Jean – Marc Vallee, storia vera di Ron Woodroof, attivista malato di AIDS, nel film interpretato magistralmente da un insospettabile Matthew McConaughey, dimagrito di 20 kg per calarsi a pieno nell’inferno fisico e mentale del personaggio.

Nella sezione fuori concorso, invece, l’autorialità strizza l’occhio al pop e ci regala l’anteprima di The Hunger games: la ragazza di fuoco di Francis Lawrence – flash e orde di fan sono già pronti per immortalare sul red carpet la bellissima Jennifer Lawrence, al momento l’unica star hollywoodiana ad aver confermato la propria presenza.

C’è attesa per il debutto cinematografico in lingua inglese del regista sud – coreano Joon-Ho Bong. Il suo Snowpiercer – basato sulla serie a fumetti francese Le Transperceneige – racconta di un futuro post apocalittico in cui i sopravvissuti vivono nei vagoni di un treno divisi tra poveri e ricchi. Ci sono anche Come il vento di Marco Simon Puccioni, ispirato alla vita di Armida Miserere, una delle prime donne a dirigere un carcere in Italia alla metà degli anni Ottanta, e Stalingrad 3D, il primo kolossal bellico russo in 3D del figlio d’arte Fedor Bondarchuk (il padre firmò la regia di Guerra e pace nel 1967).

 E se ad Alberto Barbera si rimprovera ancora oggi di essersi fatto sfuggire l’ultima pellicola di McQueen, Müller riesce ad accaparrarsi, all’interno della sezione CinemaXXI, Fear of falling, l’ultima fatica di Jonathan Demme, regista, tra gli altri, de Il silenzio degli innocenti, Philadelphia, The Manchurian Candidate. Ispirato ad una rappresentazione teatrale di André Gregory, basata sul dramma di Henrik Ibsen, Il costruttore Solness, e adattata da Wallace Shawn, il film racconta in chiave moderna la vita di un celebre architetto, sempre più schiavo e dipendente dalle proprie fantasie. Visto, poi, che questo festival aspira ad avere una vocazione popolare, l’11 novembre il premio Oscar Jonathan Demme sarà anche protagonista di una masterclass in cui incontrerà il pubblico.

È ancora troppo presto per dire se Roma diventerà la Toronto europea e naturalmente molto dipenderà dalla direzione artistica anche per gli anni a venire, certo è che questa 8°edizione rappresenta un piccolo ma importante passo in avanti.

 

Per conoscere tutti i film e gli eventi del Festival, http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home

 

Chiara Ribaldo | Bake Agency

Chiara Ribaldo

Chiara Ribaldo

Frammenti, sequenze, insoliti movimenti di macchina, dialoghi serrati, volti sacri e bellissimi, il grande schermo e i tanti molteplici schermi virtuali della Rete. Questo è il mondo di Chiara praticamente da sempre – , un dottorato e una laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma e tanti, tantissimi lavori dentro e fuori il mondo accademico. Scrive di cinema per la rivista Quaderni d’Altri Tempi. Si interessa di web cinema, industria culturale e sociologia dell’audiovisivo. Per sopravvivere a questo tempo così cupo fa più lavori e usa scomodare il vecchio Tolstoj “Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa”.
Chiara Ribaldo