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The Revolution Will Be Televised?

Arte di Chiara Ribaldo

16 dicembre 2013

E’ di poche settimane fa il lancio globale di Revolt TV, il nuovo network digitale interamente dedicato alla musica, erede dichiarato del modello MTV ormai defunto, distribuito negli USA grazie alla broadcasting partnership tra i colossi Time Warner Cable e Comcast e nato con la dichiarata ambizione di diventare la prima multi-platform per l’interazione costante tra gli artisti e i loro pubblico, con l’intento di conquistare rapidamente l’audience della millennials generation, nella fascia d’età 18-34 anni, captandone l’istinto multi-device, l’attitudine social media oriented e l’appetibile carattere instant consumer.

Revolt TV è affidato alla guida carismatica e alla direzione artistica del leggendario rapper e produttore discografico Sean “Diddy” Combs, CEO della Bad Boy Records, assistito nell’impresa da un dream team di media manager d’esperienza, come l’amministratore delegato Keith Clinkscales (ESPN, VIBE Magazine), il presidente Andy Schuon (Ticketmaster, Warner Bros, MTV) e Val Boreland (Comedy Central, Lifetime Television), responsabile delle strategia e della programmazione.

Come ha dichiarato lo stesso Combs intervenendo al Cannes Lions Festival of Creativity, il network sarà dedicato a promuovere “la nuova generazione di creativi” e “rappresenterà gli architetti che definiscono le nuove tendenze culturali e in grado di influenzare la società. Non c’era più una piattaforma cross-genre a cui gli artisti musicali potessero affidare la loro arte e la loro espressività, e neanche un canale che coprisse la musica come ESPN fa con lo sport e CNN con le notizie di attualità”.

Si tratta di un trend confermato dalla ricerca di Dan Cryan, analista dell’autorevole centro studi HIS Screen Digest, secondo il quale la fascia demografica consumer più rilevante  per il music business ha sdoganato definitivamente i modelli televisivi tradizionali per incoronare la rete come unica risorsa per placare la propria fame di musica.

Per il kick-off del nuovo music channell P Diddy si è rivolto al pubblico con queste parole: ”a tutti i sognatori là fuori, tutti i credenti là fuori, tutte le persone che vogliono un cambiamento nella musica, è arrivato il momento. Revolt è il primo canale creato interamente da zero in questa nuova era dei social media, un’occasione per gli artisti di mostrare la propria arte uncut, senza censure, raggiungendo un numero straordinario di persone in un modo completamente diverso”.

Il riferimento all’integrazione con i social media e alla possibilità per gli utenti di interagire virtualmente con i propri artisti preferiti è evidente nelle parole di Sean Combs; tuttavia, è lecito chiedersi quale sia la novità rivoluzionaria del nuovo network che, al di là un’interfaccia on-line molto stilosa e molto ben costruita, trasmette H24 video musicali, performance live, notizie, interviste ed altri programmi orientati dalle regole dettate dalle potenti major statunitensi e dal mercato, con un’attenzione particolare all’universo dell’hip-hop e, in definitiva, alle star del music business.

Nonostante questa contraddizione di fondo, Revolt TV si avvia a diventare un caso mediatico grazie ad una serie di elementi innovativi, quali un approccio non tradizionale alla pubblicità che predilige il native advertising, l’utilizzo di citizen journalist reclutati attraverso un casting globale su Twitter, Instagram, Vimeo, Facebook e YouTube, chiamati a raccontare in prima persona il loro punto di vista condividendo contenuti sulla piattaforma on-line, la fruizione customizzata dell’offerta musicale mediante la creazione dei profili utenti, il feed social-inspired e il responsive design, studiati appositamente quali elementi caratterizzanti di un posizionamento diverso, che punta alla competizione con gli appassionati di musica e non con gli altri potenziali player del mercato.

Fabrizio Montini Trotti | Bake Agency

Chiara Ribaldo

Chiara Ribaldo

Frammenti, sequenze, insoliti movimenti di macchina, dialoghi serrati, volti sacri e bellissimi, il grande schermo e i tanti molteplici schermi virtuali della Rete. Questo è il mondo di Chiara praticamente da sempre – , un dottorato e una laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma e tanti, tantissimi lavori dentro e fuori il mondo accademico. Scrive di cinema per la rivista Quaderni d’Altri Tempi. Si interessa di web cinema, industria culturale e sociologia dell’audiovisivo. Per sopravvivere a questo tempo così cupo fa più lavori e usa scomodare il vecchio Tolstoj “Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa”.
Chiara Ribaldo