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Da mi basia mille…

Libri di Luca Perini

20 Dicembre 2013

Per molto tempo far incontrare la cultura umanistica con quella scientifica equivaleva ad ipotizzare scenari apocalittici, premonizioni paradisiache e bipolari in grado di far convivere il lupo con l’agnello sotto la stessa tonaca. Questo a dispetto della stessa grande tradizione filosofica che nei suoi antichi rappresentanti amava confondere il ruolo del matematico con quel del pensatore logico o illogico, a seconda dei casi.

Saltando di palo in iphone e dintorni, il demone tecnologico di oggi, le sue derivazioni social e la stessa rivoluzione del nostro modo di comunicare sembrerebbero mal adattarsi alla vetusta e algida carica di valori che i padri della della cultura umanistica, gli autori della nostra biblioteca universale ci hanno lasciato in eredità. Demonizzare la tecnologia, specie da parte della Scuola è stato un leitmotiv degli ultimi 30 anni. A cominciare dal videogioco fino ad arrivare oggi alle ossessioni del controllo supposto di Facebook e delle varie sindromi associate all’uso compulsivo della socialità virtuale. Come al solito il male non è nello strumento in se ma nell’uso che ne viene fatto. L’idea semplice e intelligente è stata quella di partire da un semplice presupposto. Che cos’è un grande classico da leggere per uno studente? Una rottura. Ma il valore dell’opera a prescindere dalla percezione svogliata può essere uno strumento di “rottura” se posto e divulgato, fatto conoscere sotto una nuova luce. La tecnologia e i social network, in questo caso parliamo di Twitter, al servizio e in estensione dell’attività didattica sono quindi in grado di attivare partendo dalle pagine di un classico, di attualizzarne il passato. Il nuovo nell’antico e l’antico nel nuovo.

Con Elisa Lucchesi, docente di ruolo di Latino e Materie Letterarie presso il Liceo Scientifico “E. Fermi” di San Marcello Pistoiese, affrontiamo questo ed altri spunti dal momento che in questo angolo di paradiso didattico sta portando avanti una rivoluzione silenziosa ma “socialmente” molto rumorosa.

“Sono toscana di origine, ma da 13 anni vivo a Roma quindi viaggio spesso. Ho scelto questa scuola nella montagna pistoiese a San Marcello pistoiese. Ha le classi molto piccole e inoltre la scuola è aoerta fino alle 18.30. il blog è nato per vincere l’isolamento. Nell’era dei social non importa dove si è per avere delle opportunità e aprirsi al mondo e vedere quello che succede. Sono un utente con una competenza standard cui piace utilizzare la rete. A scuola si parlava già di scuola 2.0, digitalizzazione e  registri elettronici così ho iniziato a pensare di inserire le nuove tecnologie nella scuola non soltanto a livello di strumentazione ma piuttosto di innovare i contenuti partendo da una interazione con la rete di tipo intelligente. I nostri ragazzi la usano in una modalità non proficua e la scuola, può trarre un giovamento da un sistema di link usati bene…Insegno italiano e latino. Il latino in particolar modo è una materia difficile. È difficile catturare l’attenzione dei ragazzi… L’idea di innovare la didattica nasce da un amore per le lingue e la letteratura classica. Volevo dare un volto contemporaneo all’antico per far vedere quanto c’è d’attuale in messaggi o in un pensiero che viene da lontano…

A parte il colore del soffitto quello che importa è che la scuola cominci grazie anche ad Internet a non avere più pareti. Aprendosi al confronto e risoprendo un nuovo coraggio.

“Bisogna avere il coraggio di osare di camminare sul limite di vedere se ci sono strade alternative rischiando e la volontà di reagire ad una stasi che attanagli a la scuola che deve essere un luogo dove si fa cultura. La scuola ha una modalità assertiva e le cose vanno fatte senza passare attraverso in canale emozionale. In questo senso il docente dovrebbe essere un discente eterno che vuole solo imparare. Lla scuola offre possibilità di long life learning e buona dose di volontà non dietro la cattedra ma tra i banchi. Tieni conto che la dirigente nella nostra scuola ha tolto le cattedre. non vuole che i docenti salgano in cattedra… per annullare l’effetto ipse dixit.”

Queste le premesse teoriche. Le conseguenze: Twitteratura (con la recente costola di #TwitSofia”) e #Basia1000. La cultura ha il becco affilato.

Twitteratura è un progetto Creative Commons nel quale rileggere, parafrasare, commentare, interpretare impersonandone i personaggi e le vicende di alcuni intramontabili classici. Convertendo Manzoni al “socialismo” digitale, ad esempio (#TwSposi). Ma anche riscrivendo Calvino e ritrovando Cesare Pavese. Un nuovo approccio alla didattica, allo studio che al solito trovando nuove e più accattivanti forme di trasmissione tramite un uso appropriato e alternativo della tecnologia, mostrando come questa possa essere messa al servizio anche della cultura e utilmente, dimostra come spesso sia la scuola stessa ad allontanare per vizio burocratico quanti dovrebbe attirare a se. Fino a distorcere nel peggiore dei casi il significato stesso di un’opera piegandola a delle letture che corrispondono più alle necessità egemoniche di un pensiero dominante che al puro e svincolato messaggio insito nell’opera e nel tempo cui essa appartiene.

#Basia1000 nasce come blog didattico e un modo nuovo di rielggere il Liber catulliano.

 “Nasce da una costola di Twitteratura e partendo da quel modello si è sviluppato in maniera autonoma dal momento che si trattava di un progetto per la scuola.La differenza con Twitteratura risiede ovviamente nelle finalità didatttiche dell’iniziative che richiede approcci differenti. Abbiamo lavorato con delle messe in onda strutturate, dei copioni messi in onda da un’ora all’altra, rielaborati dalla comunità sociale. Twitteratura lavora con dei canovacci aperti. Ad esempio parte da alcuni capitoli dei promessi sposi e li rielabora liberamente… L’idea di base  comunque è la stessa: quella di passare riattualizzare contenuti classici riproponendoli in maniera innovativa. Tutto è partito come un giornale di classe e quindi siamo arrivati naturalmente al blog. L’apertura di un blog è ultimamente stata sollecitata anche dal Ministero…Abbiamo fatto un corso di formazione in cui ore di lezione erano indirizzate alla creazione una piattaforma digitale di cui twitter è una delle estensioni possibili. Io lo uso con cadenza quotidiana come diario di bordo delle attività. Ad esempio domani faremo una proiezione in modalità maratona. Una maratona infernale. Un viaggio dedicato all’inferno dantesco. È previsto un live twitting emozionale durante la proiezione. La proiezione dura  7 ore. Si tratta della proiezione di filmati, uno per canto della durata di 12 minuti ciascuno che inizialmente erano stati pensati e realizzati per il 150 anniversario dell’unità d’Italia. Ciascun canto inoltre è stato realizzato in differenti province del territorio nazionale. Per allargare questa sperimentazione coinvolgendola in una prospettiva europea e extraeuropea il primo passo è twittare in inglese. Scrivere solo in italiano chiude le porte al confronto. Il prossimo progetto lo stiamo pensando in italiano e in inglese. Cosa che all’interno della realtà scolastica non è facile perché spesso si studia la lingua estera con animo svogliato. 

Un ‘operazione coraggiosa dunque e di rottura. Perché i grandi classici sono stati a suo tempo breccie del tempo della mentalità corrente, nuovi punti di osservazione, opere di rottura e non semplicemente una “rottura” come vengono apostrofate dai giovani e distratti studenti.

“Ho pensato #Basia1000 in collaborazione con Utet e lavoriamo al fianco di #TwitSofia che ha come riferimento Armando Massarenti. Anche in questo caso si tratta di una collaborazione che guarda all’antico per proiettarsi nel contemporaneo. Amo Catullo e ho voluto giocare con gli studenti dicendogli che li avrei fatti innamorare di questo poeta proponendoglielo in una modalità del tutto nuova. Da qui l’idea dei live twitting dei commenti fatti con delle piccole messe in onda che partono da uno studio tradizionale del testo avviato in classe attraverso una serie di seminari che però in seguito trovano un momento di confronto e approfondimento nella rete. Si tratta di un approccio radicalmente nuovo ma non  esclusivo. Abbiamo volutamente escluso l’uso del latino dal momento che volevamo che tutti fossero in grado di comprendere, partecipare e interagire. Siamo partiti senza aspettative. Era un progetto impegnativo ma creato con lo spirito del gioco. Non pensavamo di ricevere tanto riscontro di pubblico e attenzione nei confronti di una modalità didattica nuova. Il modo in cui questo porgetto si pone è quello di aprire uno spiraglio su tutta una serie di problematiche. Questo nuovo modo di fare insegnamento mi costringe inoltre a ripensarlo costantemente per meglio definirlo e trovare nuove vie di applicazione.Le sperimentazioni sono infinite e le idee vengono da partner eterogenei. Un blog di classe ha mostrato come sia possibile, se utilizzato con semplictà e buona volontà,  allargare i propri orizzonti didattici a delle contaminazioni altrimenti impensate. Bisogna fare sentire i ragazzi vivi e dinamici. Dimostrargli che il tempo passato a scuola non è tempo sprecato.”

Nel frattempo grazie a tweetbook, un nuovo servizio che trasforma le conversazioni via twitter in un utile libro digitale in formato pdf potete scaricare da qui quanto è stato prodotto da #Basia1000,

Il futuro prevede un comune approccio muovendosi nella contemporaneità e a servizio delle nuove voci narrative.

Abbiamo due progetti in partenza. Uno dedicato all’Età lirica di Letizia Pezzali. Romanzo che è stato finalista del premio Calvino. Letteratura e recensione condivisa con gli utenti. Sempre su twitter. L’altro è un libro di Einaudi: A Viso coperto di Riccardo Gazzaniga e con cui vorremo portare avanti un progetto simile. Inoltre Emilia Zazza di Rai Edu che ci ha fatto una breve intervista a ottobre, ci ha proposto di caricare la migliore recensione  nella sezione di “inviati da voi” di Rai letteratura. Inoltre credo sia bello entrare in contatatto con l’autore e quindi con la genesi dell’opera.

 

Luca Perini | Bake Agency

 

elisa_lucchesiElisa Lucchesi (@IsaInghirami) – È nata in Toscana nel 1976. Dopo la laurea in Glottologia, a Pisa, perfeziona gli studi all’Università “La Sapienza” di Roma.
Nel 2004 consegue il dottorato di ricerca in “Linguistica Storica e Storia della Linguistica italiana” ed è borsista DAAD presso lo Sprachwissenschaft Institut di Köeln.
Dal 2012 è docente di ruolo di Latino e Materie Letterarie presso il Liceo Scientifico “E. Fermi” di San Marcello Pistoiese (PT).
Dal 2012 partecipa al Festival Antropologico “Pistoia – Dialoghi sull’Uomo” in qualità di Twitter Coordinator.
Dal Febbraio 2013 ha fondato e dirige #unblogdiclasse.
È inoltre redattore sul “Lolington Post”.
Attualmente Elisa Lucchesi (@IsaInghirami su Twitter) è TW Coordinator di @TwitSofia_it, primo esperimento di filosofia su Twitter a cura di Armando Massarenti (@massarenti24) in collaborazione con Utet De Agostini Libri (@UtetLibri).

 

 

 

 

 

 

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