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Racconto e user experience su Instagram: tre casi vincenti

Uncategorized di Licia Giglio

9 Aprile 2014

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Sono passati quattro anni dal lancio di Instagram e in questo periodo relativamente breve di vita le evoluzioni di questa semplice App sono state molte e i suoi utilizzi sono stati spesso oggetto di case study per merito della straordinaria freschezza e originalità con le quali si è dato vita a progetti incentrati sul racconto. Il punto di forza di questa applicazione è quello di essersi collocata a metà fra un’app vera e propria e un Social Network, nonché il fatto di porsi non come un semplice strumento per scattare fotografie e condividerle sui social network, ma come uno strumento perfetto per raccogliere e i nostri momenti di vita, attimi ed emozioni. Insomma una sorta di diario fotografico che racconta la nostra storia. In questi quattro anni, alla crescita esponenziale degli utilizzatori dell’App, che attualmente conta 150 milioni di utenti attivi ogni mese, si è accompagnata una evoluzione creativa riguardo suoi utilizzi rispetto alle modalità del racconto, il cambiamento è avvenuto da un lato con l’adozione di una strategia di comunicazione-racconto da parte dei brand e delle aziende ma anche di molti personaggi famosi che hanno iniziato ad usare Instragram per raccontare momenti della vita puntando (con grande successo) al quotidiano e all’informale: ottimi esempi di questa strategia sono giornali come l’account di Vogue che spesso condivide backstage e momenti informali oltre che alle foto patinate, oppure personaggi come Victoria Beckham che mixano nel proprio “racconto” le varie sfaccettature della loro vita: lavoro, showbiz, party e momenti privati. Dall’altro lato però, si è fatta strada un altro tipo di evoluzione sempre dal punto di vista del racconto ma che ha investito l’aspetto prettamente strumentale dell’App nonché la sua specifica struttura; è bastato un po’ di creatività applicata alle potenzialità di Intragram per dare vita a progetti originali e che hanno fatto parlare di sé. E’ il caso del Toronto Silent Film Festival che per celebrare Charlie Chaplin ha voluto sperimentare un tipo di racconto non convenzionale e mai azzardato su Twitter: l’obiettivo era quello di parlare del suo cinema adoperando strumenti moderni, facendo collimare il temi del vecchio e del nuovo. Il progetto si è svolto tutto su Instagram sul profilo ufficiale del Toronto Silent Film Festival, @TSFF2014 e al contrari di quello che si possa pensare il racconto non prevedeva nessuno scatto live dagli eventi in programma bensì un collage, (fruibile solo da smartphone e tablet) che ricostruiva tutta la carriera artistica di Charli Chaplin puntando al coinvolgimento degli utenti attraverso una modalità non convenzionale della user experience: i contenuti dell’account @TSFF2014 erano e sono tutt’ora fruibili sul profilo Instagram del Festival semplicemente girando orizzontalmente il dispositivo e scorrendo l’album delle foto…Un bellissimo esempio di come si possa raccontare una storia capovolgendo il ruolo dello strumento utilizzato.
Ma altrove c’è chi ha fatto di più ed ha inventato il primo racconto interattivo su Instagram (anche stavolta fruibile solo attraverso smartphone e tablet): per l’uscita del libro “Thirteen” di Tom Hoyle,  è stato creato un progetto basato sulla co-creazione di un racconto ispirato alla storia del protagonista del libro: dal profilo ufficiale del libro, @thirteenbook, l’utente può leggere estratti del racconto e attraverso i tag può scegliere come far continuare la storia, ogni foto caricata contiene due tag che portano ad altrettante azioni che il protagonista può compiere, l’utente scegli e quale comportamento deve assumere il protagonista e cliccando sul tag viene catapultato in un’altra scena e così via fino alla fine della storia, una fine in senso lato perché le avventure del protagonista continuano poi nel libro. Sicuramente l’aspetto geniale di questo racconto/gioco è l’aver dato un senso nuovo sia allo strumento Instagram che al tema del racconto: la co-creazione guidata di una storia catapulta gli utenti in una esperienza sicuramente singolare. Ad oggi quello di @thirteenbook appare come un caso singolare che concilia in modo non convenzionale le potenzialità di un’app con l’originalità di un racconto costruito dagli utenti, seppur in maniera guidata.
Ma il racconto può assumere anche altre forme e sempre attraverso la modalità della co-creazione può coinvolgere direttamente i singoli utenti che escono dal loro privato e si fanno creatori di contenuti per costruire una storia comune: è il caso  #MyBologna are you che sfruttando l’account ufficiale Instagram della città di Bologna, @Twiperbole,  vuole coinvolgere i cittadini a raccontare la città attraverso i loro occhi.
Il progetto che ha preso il via il 7 aprile e si protrarrà fino dicembre, prevede che la gestione dell’account ufficiale sia affidata a turno ai cittadini che si sono candidati e per una settimana a testa racconteranno la città attraverso gli scatti in giro per le vie di Bologna, raccontando la città secondo la loro quotidianità. Lidea degli account condivisi in realtà non è nuova, sono molti i progetti che prevedono utilizzi liberi di account con rilascio libero della password, in questo caso però l’idea era quella di raccogliere sotto un unico profilo (e in maniera controllata) tanti racconti  quanti sono i punti di vista della gente che giornalmente vive la città, con le proprie abitudini: sicuramente un ottimo modo per rendere giustizia alla ricchezza di una città sotto ogni suo aspetto. Instagram appare oggi più che mai lo strumento ideale per costruire strategie incentrare sul racconto, che sia condiviso o guidato, quello che sappiamo è che con un po’ di fantasia si riescono a triplicare le potenzialità di questa app riuscendo a coinvolgere gli utenti in esperienze nuove e accattivanti. Da quando Intragram è stata lanciata, quattro anni fa, i modi di reinventare il racconto sono stati tanti ma andando a guardare l’evoluzione nel suo complesso notiamo che la personalizzazione, anche sotto un aspetto ludico, acquisisce sempre più importanza e fa da fil rouge per progetti originali, dunque la strada da seguire oggi per creare un bel progetto su Intragram incentrato sul racconto pare una sola: coinvolgi, personalizza, reinventa e sopratutto trova altri modi di utilizzare gli strumenti che hai.

Licia Giglio
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