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i 5 ingredienti per la torta del mese: BAKE e l’advertising interattivo

Uncategorized di Laura Carrozza

10 Ottobre 2014

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Gli ingredienti per cucinare una buona comunicazione sono tanti e i casi da poter citare nei diversi campi di attinenza possono essere innumerevoli. Possono colpire per svariati motivi e fare una classifica non è nelle nostre intenzioni e così, confrontandoci, spesso in Bake Agency ci siamo chiesti “ha senso parlare di classifiche nell’ambito della comunicazione?”
Ha senso stilare una classifica delle “cose giuste da fare”, delle “campagne più belle” o della “miglior azienda che”? Chi studia comunicazione sa che molti sono i fattori da prendere in considerazione e che ogni situazione è unica, va affrontata sulla base dell’esperienza e quindi “caso per caso”.

Con questi presupposti nasce oggi una nuova rubrica mensile che spazierà nei campi più diversi che interessano il campo della comunicazione. La nostra Laura Carrozza ci presenterà di volta in volta i 5 suoi ingredienti, 5 spunti da cui partire per immaginare una buona comunicazione. Partiamo con l’advertising interattivo. Buona lettura!


“Fai in modo che il consumatore sia l’eroe della tua storia.”

Ann Handley, Chief Content Officer – MarketingProfs

1

Gimme five – La KLM, compagnia di bandiera olandese, negli ultimi anni ha mostrato e dimostrato molta attenzione verso le campagne di comunicazione unconventional, realizzando adv originali e coinvolgenti. Questa volta, però, si è superata, e ha deciso di rendere i propri clienti (attuali e potenziali) protagonisti indiscussi della sua ultima campagna. Per promuovere la tratta diretta Amsterdam – New York, infatti, sono stati installati dei billboard interattivi, con cui, attraverso una webcam puntata sulle rispettive piazze, i passanti potevano vedere cosa stava accadendo in tempo reale nell’altra città. Il plus è stato rappresentato dalla possibilità di vincere un viaggio: la campagna si intitolava, infatti, Live High Five, e invitava ciascuno a “dare un cinque” virtuale alla persona dall’altra parte dello schermo. Missione “five” compiuta, biglietti assicurati.

2

Paura e delirio – Impossibile dimenticare Chucky, la bambola assassina che dal 1988 terrorizza intere generazioni di appassionati degli horror movie vecchio stampo. C’è qualcuno, però, per cui Chucky diventerà molto più che un semplice ricordo. Qualche mese fa, infatti, per promuovere l’uscita dell’ennesimo sequel del film, è stata ideata una candid camera spaventosamente originale. Brasile, fermata dell’autobus, ignari e sventurati passanti in attesa, immancabile buio: dal cartellone che raffigura la locandina di “La maledizione di Chucky”, all’improvviso sbuca fuori un attore con le sembianze di Chucky, infrange il vetro e rincorre i malcapitati di turno agitando un finto coltello. Vi lasciamo immaginare le reazioni. Più interattivo di così….si muore!

3

Scratch it! – Riuscite a ricordare l’ultima volta che avete cliccato su un banner? Le recenti statistiche hanno dimostrato che le probabilità di riuscita della campagne banner sono piuttosto scarse, e che catturare l’attenzione dei web surfer con questo strumento diventa sempre più difficile. Ancora una volta, i Paesi scandinavi sono avanguardisti e raccolgono la sfida: é danese, infatti, il brand che ha realizzato il primo banner che si può scratchare! AIAIAI, nota casa di sound/audio design, in partnership con un’etichetta discografica (Stones Throw) ha creato un banner sul proprio sito che si può usare esattamente come fanno i dj con i propri vinili durante i live show. Il banner non riconduce a nessun altro sito, è stato concepito solo per far divertire chi lo usa. Così facendo, l’azienda ha sfruttato in modo intelligente lo spazio dedicato all’adv, creando buzz intorno al prodotto (una serie dedicata di headphones), senza annoiare né manipolare il consumatore.

4

Do it social – L’adv non è solo profitto e questa campagna dell’agenzia Kolle Rebbe di Amburgo lo dimostra. Per sostenere l’organizzazione umanitaria tedesca Misereor, che dal 1958 combatte la povertà in Africa, Asia e America Latina, l’agenzia ha utilizzato il gesto che ciascuno di noi compie quando usa la carta di credito per acquistare qualcosa, rendendolo parte integrante dell’adv stesso. I creativi hanno realizzato un video da proiettare su un totem digitale, attrezzato per le donazioni con carte di credito; l’effetto benefico della donazione è stato reso immediatamente tangibile e visibile, strisciando la carta si affettava del pane oppure si tagliavano le corde attorno ai polsi di un prigioniero. L’iniziativa ha raccolto l’entusiasmo dei passanti, e il Social Swipe ha ottenuto l’effetto sperato.

Tutte le campagne elencate fino ad ora sono state realizzate poche settimane o pochi mesi fa, e rappresentano un’inversione di tendenza rispetto all’adv tradizionale, oltre a dimostrare un interesse sempre crescente verso il consumatore e il ruolo da protagonista in pubblicità. Come per ogni tendenza che si rispetti, anche l’adv interattivo ha avuto i suoi precursori: ne abbiamo scelto uno, la cui lungimiranza era stata avvistata già nel lontano 2010.

 

5

I’m lovin it – Si tratta di una delle aziende più amate e odiate al mondo: Mc Donald’s. Nel mese di aprile 2010, l’agenzia DDB di Stoccolma ha creato un gioco interattivo e coinvolgente: in città sono stati installati dei maxi schermi che proiettavano immagini di vari oggetti, tra cui alcuni prodotti del fast food. I passanti venivano invitati a fotografare lo schermo, se riuscivano ad inquadrare il prodotto di volta in volta pubblicizzato potevano recarsi nel vicino Mc Donald’s e averne uno gratis. Una campagna unconventional decisamente istituzionale, finalizzata ad accrescere la sempre più potente brand awareness della celeberrima M gialla.

Laura Carrozza
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