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SERIE TV.
Quando la passione diventa ossessione

Libri di Chiara Ciolfi

11 Maggio 2016

Alzi la mano chi non ha mai trascorso uno sconsiderato numero di ore davanti allo schermo del pc incapace di staccarsi prima di aver finito di guardare l’ultima puntata di Homeland, House of Cards, Trono di Spade o le italianissime Romanzo Criminale e Gomorra.

Il binge watching è una malattia del nostro tempo, ma a redimere – almeno in parte – tutto il tempo passato a farsi una cultura del genere interviene la casa editrice romana Edizioni Estemporanee, che ha creato una collana dedicata alla fenomenologia di alcune serie tv tra politica, studi sociali e semiologici. Perché in fondo questi prodotti raccontano il mondo contemporaneo e non possiamo più prescindere dalla loro conoscenza.

Ha risposto alle nostre domande Tommaso Matano, direttore della collana.

Da quanto tempo lavori con Edizioni Estemporanee?
La mia esperienza in casa editrice è iniziata con questa collana, che si inserisce nell’ambito della saggistica divulgativa, ma diverge un po’ dalle altre pubblicazioni in catalogo. Infatti Edizioni Estemporanee si occupa soprattutto di enogastronomia, ma era sorto il desiderio di aprirsi anche ad altri argomenti.

Fargo
Martin Freeman in un episodio della serie “Fargo”

Come è nata l’idea di una collana dedicata all’analisi di alcune tra le più famose serie tv italiane e straniere?
Una volta appurato il nostro interesse ad occuparci di questo nuovo filone della serialità, abbiamo iniziato a riflettere su quali serie analizzare, su quali fossero i prodotti più attuali. Da Lost in poi, che ha agito come catalizzatore di questo cambiamento, c’è l’imbarazzo della scelta. In realtà, negli USA già dagli anni ’90 con ER i prodotti per la tv hanno dettato un nuovo corso: tanti protagonisti, tanto ritmo e una grande attenzione al lavoro di sceneggiatura e di regia, un bel salto rispetto agli intrecci facili e al girato fatto quasi esclusivamente di primi piani.

Gli autori sono stati contattati da voi oppure si occupavano già di questi argomenti?
Ci siamo rivolti a studiosi di scienze umane, di filosofia, di semiotica, di cinema e poi li abbiamo lasciati liberi di scegliere su quale serie concentrarsi oppure è capitato che qualcuno di loro avesse già scritto articoli o saggi su una delle nostre scelte.

Il fatto che le serie siano ancora in onda – penso a Gomorra – La serie. La famiglia, il potere, lo sguardo del male di Angela Maiello – può essere un limite per il testo? Rischia di diventare presto superato?
Ce lo siamo chiesto e ci siamo risposti che non lo è, perché il concetto stesso di serialità ruota attorno a una riproducibilità potenzialmente infinita e poi perché i saggi cercano di cogliere gli ingranaggi alla base delle dinamiche narrate e quelli possono essere individuati una volta per tutte.

Game_of_Thrones_S06_Tyrion
Peter Dinklage in un episodio di «Game of thrones»

Il libro viene presentato giovedì 12 maggio alle ore 20.30 presso Kino e sarà presente anche lo sceneggiatore della serie Leonardo Fasoli, come si è rapportato alla vostra iniziativa?
Il fatto che intorno a Gomorra si sia creato un vero e proprio dibattito culturale non può che far piacere ai creatori. Fasoli è stato da subito molto disponibile e credo che anche per lui sia interessante vivere un momento di confronto su quello che scrive. Mi fa molto piacere la presenza anche del conduttore di Hollywood party Valerio Magrelli: si incontrano un critico come lui, uno sceneggiatore e Angela Maiella che oltre a essere l’autrice è una filosofa per esprimere tre diverse relazioni con il mondo dell’audiovisivo.

Domanda d’obbligo: quali sono i prossimi titoli in pubblicazione?
Al momento stiamo lavorando sui saggi dedicati a Game of Thrones e Fargo.

Che tipo di pubblico volete intercettare?
Sicuramente sono testi per appassionati del genere, quindi una nicchia – anche se non così angusta come si potrebbe pensare – a cui proponiamo uno strumento serio e rigoroso per analizzare in profondità il linguaggio visivo delle serie, ma abbiamo anche l’ambizione di catturare gli accademici e gli studiosi del genere, che possono servirsene per le loro ricerche.

Chiara Ciolfi