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REBEL GIRLS.
Frida vs Biancaneve

Libri di Miriam Bendìa

16 settembre 2016

Good Night Stories for Rebel Girls: 100 favole della buona notte che raccontano la storia di 100 donne straordinarie, attraverso le illustrazioni di 100 artiste provenienti da tutto il mondo.
Frida Kahlo vs Biancaneve, Serena Williams vs la Sirenetta, Elisabetta I d’Inghilterra vs Cenerentola, le sorelle Brontë vs Raperonzolo, Mae Jemison vs Campanellino e molte altre anti-principesse, come le definisce Donatella Brindisi.


Elena Favilli e Francesca Cavallo, DNA italiano, immaginazione, grinta e perseveranza.
Due Rebel Girls, degne di questo nome, emigrate verso il sole della California per realizzare i loro BIG dreams.
Dopo il successo di Timbuktu Labs, in appena 140 giorni hanno raccolto quasi un milione di dollari (preordini del loro libro), con una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

Francesca Cavallo (6 settembre 2016): “140 giorni fa a quest’ora avevamo il cuore in gola.
Avevamo lanciato la campagna su Kickstarter, per Good Night Stories for Rebel Girls, da poche ore. Pianificato il progetto da mesi, avevamo una scaletta delle azioni da fare così precisa che la nostra giornata del lancio era scandita in slot da 15 minuti ciascuno.
Sono passati 140 giorni e Good Night Stories for Rebel Girls è il libro originale più crowdfunded della storia.
Per dire libro e basta dobbiamo battere un’edizione della Bibbia che 2 anni fa raccolse $1.4 milioni. Un fun fact? I backers non l’hanno ancora ricevuta.

In questi mesi di lavoro senza sosta, senza un giorno di vacanza, mai un’ora senza pensare al libro (non solo alle storie e alle illustrazioni, ma alla produzione, ai contratti, ai materiali, ai partner, alla logistica, non è banale organizzare in così poco tempo la creazione, produzione e spedizione di un libro a 20,000 persone in 71 paesi), i vostri messaggi ci hanno aiutato a mantenere sempre in vista l’obiettivo.
Ieri ci ha scritto una giovane donna che ha perso i suoi due fratelli nell’ultimo anno. Uno d’infarto, l’altro suicida (uno dei tanti veterani che, tornati in patria, non riescono a emergere dal PTSD). Ci ha detto che la nostra campagna le ha dato il coraggio di provare a raccontare la sua storia e la loro.

Fare impresa, vogliamo dirvi, è anche questo. Incontrare le persone, mettere in moto risorse, energie, processi. Raccontare nuove storie.
Si parla ancora troppo poco di questo aspetto dell’imprenditorialità. Si preferisce parlare di proiezioni, tecniche, fund raising. È importante. Bisogna avere un grosso bagaglio tecnico per portare nel mondo le proprie idee in modo efficace. L’efficacia di una campagna di crowdfunding di questa portata non si raggiunge soltanto con i buoni sentimenti.
Ma bisogna anche parlare del perché facciamo tutto questo lavoro.

Quando il gioco si fa duro, è avere chiaro il perché che fa la differenza.”

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa