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WEB COPYRIGHT.
Diritto d’autore: verso un nuovo equilibrio?

Uncategorized di Claudia Roggero

10 Ottobre 2016

Non esistono formule per trovare un nuovo equilibrio tra gli interessi dei molti e quelli dei pochi. Ogni soluzione proposta, letta ed elaborata va valutata con attenzione e nella sua dimensione sia tecnica che sociale.

Lo scenario è contradditorio: i consumatori digitali amano la rete libera e gratuita. I soggetti che agiscono sulla rete (o che la subiscono come una necessità inevitabile) desidererebbero una rete a pagamento con servizi monetizzati. I content provider forse non amano la rete. La classe politica non ha ancora compreso appieno il valore e l’importanza dell’accesso aperto e pieno alle informazioni e ai dati di interesse generale.

Molte le domande irrisolte: superare le tutele restrittive del diritto d’autore può rappresentare un beneficio per la società? È possibile raggiungere un nuovo equilibrio tra il diritto d’autore, il diritto esclusivo che il titolare detiene sulle proprie opere e quella che è la libertà d’accesso all’informazione e alla conoscenza? Si giungerà, prima o poi, a un nuovo sistema integrato di tutele e libere utilizzazioni, di diritti e forme inedite di diffusione delle informazioni e della cultura?

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Occorre una valida alternativa che rappresenti un punto di equilibrio tra i diversi interessi in gioco, garantisca i giusti diritti ai soggetti interessati e sia promotrice al contempo di una più ampia e libera circolazione del sapere: Internet può aiutare la cultura a diffondersi.
Senza dubbio la disciplina attuale della proprietà intellettuale si mostra fortemente rigida, poco adattabile al nuovo contesto e si avverte da più parti la necessità di costruire un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore.

Il diritto d’autore è anacronistico e nel tempo attuale deve far fronte a:

  • accesso libero e gratuito ai contenuti
  • superamento dei modelli classici di mercato
  • pirateria dei contenuti e file sharing

Sarebbe forse il caso di facilitare la creazione di opere sulla base di lavori altrui, rendendo semplice la circolazione delle informazioni, e far accettare agli autori che altri siano liberi di attingere al loro lavoro e di creare a partire da esso? Molti sono di questo parere.

Il caso delle licenze Creative Commons, ad esempio, rappresentano un diritto d’autore flessibile che si pone come obiettivo quello di realizzare un livello di copyright ragionevole.
Mozilla, la comunità free-software fondata nel 1998 dai membri di Netscape, si batte da sempre per la libera circolazione delle informazioni su internet e di recente ha lanciato una campagna per la riforma del copyright in Europa.
Chi sostiene la causa di Mozilla pensa che UNA DELLE PECULIARITÀ che rendono Internet così straordinario sia il principio di innovare senza dover chiedere il permesso: chiunque, ovunque, è libero di creare contenuti e condividerli pubblicamente senza ostacoli.

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Questo principio fondamentale è sotto continua minaccia. Alcune aziende richiedono l’istituzione di imposte di licenza e restrizioni alle società internet, per operazioni basilari come la creazione di collegamenti ipertestuali e il caricamento di contenuti online. Altre ancora reclamano leggi per autorizzare, il monitoraggio e il filtraggio del traffico online. Questi cambiamenti sancirebbero l’istituzione di guardiani e barriere per accedere alla rete, mettendo a repentaglio l’utilizzo di Internet come piattaforma per la crescita economica e la libera espressione.
“Sapevi che in molti paesi europei i meme sono tecnicamente illegali? Sapevi che è illegale condividere delle immagini delle installazioni notturne di luci della torre Eiffel? Sapevi che in alcuni paesi europei, agli insegnanti non è consentito mostrare dei film e documentari o condividere materiali didattici in classe?Un po’ assurdo non ti pare? A noi sembra di sì. È giunto il tempo che le leggi si adeguino alle innovazioni tecnologiche.
Ecco tre modi in cui possiamo aiutare a dirimere la questione del copyright:

  • aggiornare la legge europea in materia di copyright secondo le necessità del ventunesimo secolo
  • introdurre apertura e flessibilità per favorire creatività e innovazione
  • non tarpare le ali a Internet

Tu, lettore, cosa ne pensi?

Claudia Roggero