Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

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MOSTRE.
#ChiostroLove.
Tutti si dicono Amore mio

Arte di Serena Carollo

12 ottobre 2016

ChiostroLove: «L’amore fa dell’arte, il mondo delle possibilità», questo è quello che sussurra David mentre cerco di posizionare bene le cuffiette tra i ciuffi di capelli e le orecchie. David è la voce che ho scelto per farmi accompagnare in questa passeggiata di cuore. Appena arrivata al Chiostro del Bramante ho subito sorriso, primo perché ho realizzato di avere 25 anni e quindi di pagare 11 euro, invece che 13 (biglietto ridotto), poi perché mi si chiedeva di scegliere da quale partner farmi accompagnare durante la mostra. L’ho trovata una possibilità bellissima. Avevo a disposizione cinque voci diverse, due femminili, Cocò e Amy, due maschili, David e John, e quella di due cagnolini, Lilli e Biagio, che (purtroppo non so dirvi – e me ne dispiaccio – in che modalità canine) mi avrebbero parlato di amore e di arte.

ChiostroLove, Lulu di Tom Wesselmann
ChiostroLove, Lulu di Tom Wesselmann.

Ho scelto David: un uomo senza tempo e senza età. Come and dream by me. Questa la sua proposta. Se mi si chiede di sognare, beh signori, io sono quella che sa farlo meglio, senza nemmeno chiudere gli occhi, quindi ho accettato. La sua voce calda mi ha fatto sentire subito accolta in quello spazio nuovo, fatto di moquette rosa, in cui il bianco delle pareti incontrava i colori accesi delle prime opere esposte. Mentre guardavo un quadro che proponeva in primo piano delle orchidee e dei pachino, David si è messo a canticchiare una canzone buffa e io ho sorriso. Poi ho preso a pensare a tutti quegli amori che nascono al banco frutta e verdura, con in sottofondo quella musica un po’ ridicola un po’ imbarazzante che si trova in ogni supermercato.

Marc Quinn mostra Love
ChiostroLove, DART e Serena Carollo.

L’arte riesce a suscitare le nostre fantasie ed è questo il motivo per cui, per rappresentare l’amore, non c’è mezzo migliore. Non l’ha detto David, lo sto scrivendo io.
Camminando, ascoltando, osservando, emozionandomi, stanza dopo stanza ho fatto la conoscenza di artisti provenienti da tutto il mondo e da epoche diverse. Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Natalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & Greorge, Robert Indiana, Ragnar Kjarttansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Tom Wesselmann. Tante mani e occhi e cuori e ingegni capaci di mettere davanti a chi guarda le loro opere, l’amore, in ogni sua sfaccettatura. L’amore che può essere felice oppure no, atteso o incompreso, violento, ambiguo e trasgressivo, infantile, concluso o impossibile da dimenticare.
love-chiostro-del-bramante
A metà di questo percorso, un’esperienza mi ha colpito particolarmente. Davanti a me un muro pieno di scritte fatte a mano e l’invito ad esprimere “Cosa ami di più?” “Cosa vorresti ora?” “Quanto sei innamorato?”. Il rumore dei pennarelli pescati dai contenitori era costante, era il rumore delle idee, dei pensieri di tutte quelle persone che intorno accettavano il gioco. Esprimere i nostri sentimenti, esprimere l’amore non è una cosa facile, non è un gioco, ma qui sembrava di sì. Se lo sì fa tutti insieme, allora, esprimere un’emozione diventa un gesto comune. Dire cosa amiamo, chi, cosa ci emoziona e quanto, mostrare la nostra intimità, diventa la cosa più immediata, una cosa che appartiene alla nostra natura, anche se prima ci sembrava impossibile.

La comunicazione nell’amore è fondamentale, in fondo.
Ecco perché c’era accesso libero al wifi e l’invito a condividere ogni foto o post con l’hashtag #chiostrolove. In questo modo ognuno dei partecipanti alla mostra si appropriava come meglio credeva degli spazi, delle opere: chi inseriva il suo volto nel centro e scattava un selfie, chi registrava note audio, chi realizzava uno snap, chi pensava ad un tweet adatto, chi collezionava hashtag.

Io la mia forma di condivisione preferita l’ho trovata dopo la Infinity Mirrored room di Yayoi Kusama con la sua All the Eternal Love I Have for the Pumpkins.

Mostra ChiostroLove Infinity Mirrored room di Yayoi Kusama
ChiostroLove, Infinity Mirrored room di Yayoi Kusama.

Mi sono vista moltiplicare più e più volte in quegli specchi e con me, oltre alle zucche, anche le mie riflessioni. In quel momento preciso ho percepito la volontà di scoprire oltre alla mia idea, al mio modo di vedere, quello degli altri. Amalgamare alle mie proiezioni, quelle altrui per riuscire a percepire, un po’ più chiaramente, cosa vuol dire Amore.
Ho pensato bene di armarmi di smartphone e di importunare alcune persone con domande sulla vita, sull’amore, sulla complicità, sulla tecnologia mescolata alle relazioni, sui film del cuore.
Ho aspettato che concludessero la mostra e che prendessero un espresso nella Caffetteria del Chiostro. Poi sono partita all’attacco. Qui le risposte alle mie interviste…
Read and dream by me!

Cover: fotografia di Gaicomo Latorrata

Serena Carollo

Serena Carollo

Italianista 2.0, paladina dell’Accademia della Crusca e amante della comunicazione integrata. Tra la lista delle cose da fare: scrivere un libro, avere un gatto e chiamarlo Marcello, inventare qualche slogan pubblicitario che vi rimanga in testa, semplice e persuasivo, in grado di perseguitare me e voi per buona parte della giornata. Per ora? Affino l’ingegno scrivendo articoli di comunicazione e lifestyle, ma occhio…
Serena Carollo