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CHIOSTROLOVE.
Interviste after show per moderni comizi d’amore

Arte di Serena Carollo

17 ottobre 2016

Come Pier Paolo Pasolini conduceva «le interviste di strada sull’amore» (definite in tal modo, quindici anni più tardi, da Michel Foucault) nella «vecchissima, caldissima e innocentissima Italia degli anni sessanta», così Serena Carollo ha indagato i sentimenti dei visitatori del ChiostroLove nella nostra non più innocentissima Roma.
Il risultato è stato questa serie di variegate risposte, raccolte appunto all’uscita della mostra Love, in corso al Chiostro del Bramante (dal 29 Settembre 2016 al 19 Febbraio 2017).

La prima intervista, al ChiostroLove, è stata fatta a una coppia. Due ragazze di ventotto anni, fidanzate da uno. Giulia e Marta.
Mi puoi dare una definizione veloce di amore?
G: Vita.
M: E’ quella cosa che io… Boh.

Cosa significa per te compatibilità con un’altra persona?
G. Rispettarsi.
M: Essere compatibili anche quando non si è compatibili.

Sei disponibile ad accettare gli aspetti negativi di una persona con cui sei insieme, cercando di comprenderli, oppure la tua tendenza è quella di abbandonare una situazione negativa che può farti stare male?
G. La mia tendenza davanti a troppe difficoltà è quella di mollare e stare da sola.
M. Accetto tutti gli aspetti di una persona, positivi e negativi.

Conoscete Tinder? Cosa ne pensate dell’amore che inizia online, tramite questo medium, come anche tramite i social?
G. Non l’ho mai usato Tinder, ma so cos’è. Per me è solo un mezzo come un altro. Un modo diverso di incontrarsi. L’amore poi se c’è, se parte, è lo stesso di chi si incontra in un parco o tramite amici in comune.
M. La penso così anche io.

La seconda intervista, al ChiostroLove, è stata fatta ad una coppia adulta. Uomo e donna di sessant’anni. Paolo e Loredana.
Mi potete dare velocemente una definizione di amore?
L: Gioia, riso.
P: (mi guarda e non risponde)

Cosa significa per voi compatibilità?
L: Compatibilità è condividere nello stesso momento una stessa passione. Vuoi un esempio pratico? Ecco, ora io e Paolo stavamo guardando queste poltrone e abbiamo pensato entrambi che sono davvero belle. Davvero belle. Anche la mostra l’abbiamo vista insieme e ci siamo detti cosa c’è piaciuto, cosa no. Fare le cose insieme e goderne alla pari, questo vuol dire che c’è intesa.
P: (non mi guarda più, si guarda le scarpe. Ha messo le mani in tasca)

Sei in un momento di incomprensione il tuo compagno dovesse chiederti “Cosa c’è? Che hai?” quale sarebbe la tua risposta istintiva?
L: Dire cosa ho, subito. Ho imparato a non rimandare nulla.
P: (sorride)

Se dovessi chiedervi quale film tra tutti è quello che più vi fa pensare all’amore?
L: Bè, Colazione da Tiffany.
P: (ha annunciato a Loredana che si allontanava per andare a prendere l’acqua al bar, dove l’avrebbe aspettata)

La terza intervista, al ChiostroLove, è a due ragazze, amiche da tanto. Entrambe ventiduenni. Simona non è mai stata innamorata, Claudia si innamora ogni ora.

Mi puoi dare una definizione veloce di amore?
S: Io non l’ho mai provato, ma posso dirti cosa penso. Penso che sia una cosa molto bella ma allo stesso tempo impegnativa.
C: Dolcezza e felicità.

In un momento di incomprensione la persona con cui state vi chiede “che c’è?” “che hai?” qual è la vostra risposta istintiva?
S: Io ti dico ogni cosa in faccia. Ti dico pure quello che non mi piace senza farmi troppi problemi.
C: “Lo dovresti sapere! Te ne dovresti accorgere!” Io direi questo. Se lui ti chiede cosa c’è, significa che lui sa che c’è qualcosa che non va bene. Lo percepisce, ma vorrebbe da te la risposta esplicita. Io penso che invece dovrebbe essere abbastanza intelligente da capirlo da solo e cercare di rimediare.

Cos’ è per voi compatibilità con un’altra persona?
S: Parlare, dialogare. Non avere argomenti tabù, ma essere anche capaci di stare bene in silenzio. E poi non avere mai momenti di noia. La noia uccide.
C: Io mi sento compatibile con un ragazzo quando mi va di fare una cosa e la propone lui prima che io possa dirlo. Quando pensiamo alla stessa cosa.

Qual è la cosa che vi emoziona di più in un ragazzo?
S: Le mani, lo sguardo.
C: Quando ti fa delle sorprese, non in senso materiale. Sorprese in tutti i sensi.

Cosa ne pensate di Tinder? Degli amori nati in rete, tramite un app oppure un social network, che sia Facebook o Instagram? Pensate che siano solo mezzi alternativi per conoscersi?
S: Odio Tinder. Io non lo concepisco perché va a togliere quella che è l’essenza dell’amore, il romanticismo.
C: L’ho fatto per scherzo, l’ho scaricato Tinder, te lo dico, perché mi ero da poco lasciata e volevo vedere se il mio ex era lì. E’ orribile. Non c’è sentimento. E’ solo aspetto fisico, come se fossimo degli animali. Proprio una cosa animale, se vogliamo.

L’amore vissuto dagli altri influenza il vostro modo di vivere una relazione?
S: Dipende dalla coppia. Alcune coppie sono troppo sdolcinate, non vorrei mai essere in una coppia del genere.
C: Io guardo sempre le altre coppie e mi emoziono. Sì, beh a volte rosico. Dipende se sono fidanzata oppure no. A volte penso guarda quanto sono felici loro e io no.

Infine una sola domanda a Daniele Votta, Ceo & Founder di Bake Agency.

Mi puoi dare una definizione veloce di amore?
D: L’amore è la pazzia più folle (e bella).

Nella nostra caldissima e non più innocentissima Italia, la speranza dell’Amore sembra ancora esistere e vincere sulla pigrizia, la noia, la superficialità della società dell’immagine… Anche sui new media, incredibile.
«Alla fine, certo, un po’ confusi, un po’ ridenti, un po’ ammiccanti, un po’ disperati, se qualcuno glielo chiede, potrebbero darsi un bacio», annota Pasolini negli appunti preparatori alla sceneggiatura dei suoi «comizi d’amore». Il rapido e casto bacio dei vecchi film: è così che si immagina il finale della sua indagine sulla sessualità.

Bello l’augurio che rivolge agli sposi, «al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore», allude a una consapevolezza a cui aspira lui stesso. Ed è questo l’augurio che anche noi di Just Baked rivolgiamo a tutti i visitatori del ChiostroLove.

Serena Carollo

Serena Carollo

Italianista 2.0, paladina dell’Accademia della Crusca e amante della comunicazione integrata. Tra la lista delle cose da fare: scrivere un libro, avere un gatto e chiamarlo Marcello, inventare qualche slogan pubblicitario che vi rimanga in testa, semplice e persuasivo, in grado di perseguitare me e voi per buona parte della giornata. Per ora? Affino l’ingegno scrivendo articoli di comunicazione e lifestyle, ma occhio…
Serena Carollo