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MAKER FAIRE.
Il R.O.M.E. Prize
a Talking Hands

Uncategorized di Chiara Ciolfi

18 Ottobre 2016

Lo scorso weekend ogni artigiano, amante del fai da te, nerd della tecnologia o maker a Roma aveva una sola meta: la Maker Faire presso la Nuova Fiera di Roma. Un vero e proprio parco giochi della creatività e dell’innovazione, obiettivo mostrare ai visitatori tutto il bello del nuovo che avanza.

Nuovo, come recita lo Zingarelli, è moderno, migliore, riveste di entusiasmo ogni sostantivo a cui lo si accosta. Tuttavia il rovescio della medaglia si chiama kainofobia, in greco “paura del nuovo”, interpretato come minaccia che genera timore nei confronti di tutto quello con cui non abbiamo familiarità.

Contro questa paura la Maker Faire fa miracoli! Alla sua prima edizione, quattro anni fa, aveva presentato le iniziali stampanti 3d che oggi sono a misura di bambino. Per non parlare dei primi androidi che oggi suonano la batteria… Come quelli creati dagli studenti dell’ITIS Marconi di Campobasso. Ma la manifestazione promuove anche i progetti belli e buoni. E il R.O.M.E. Prize (Rome Outstanding Maker of Europe) è andato a Talking Hands, un guanto capace di tradurre in voce i segni in LIS tramite un app per smartphone.

I curatori sono  Massimo Banzi, co-founder di Arduino e Riccardo Luna, con l’ausilio di Alessandro Ranellucci, coordinatore esecutivo dei contenuti. Un team di supervisori di area: Stefano Micelli (Futuro Artigiano), Professore della Ca’ Foscari di Venezia, con Luca De Pietro, docente di Innovazione digitale all’Università di Padova, per il New Manufacturing. Fabio D’Agnano direttore del Master in Architettura Digitale dell’Università IUAV di Venezia per Scuole, Centri di Ricerca e Università. Paolo Mirabelli per l’Area Droni. Sara Roversi, co-founder di You Can Group e Future Food Institute per l’Area Food. Chiara Russo, co-founder di Codemotion, per l’Area Kids.

La città di Roma si conferma, per il quarto anno consecutivo, come centro propulsivo, a livello europeo, di nuove idee, contenuti e modelli economici. Oltre 400 i progetti selezionati tra gli oltre 1.200 presentati alla sola Call for Makers da oltre 65 Paesi. Germania, Spagna e Grecia ma anche Regno Unito, Turchia, Cina e Stati Uniti, Singapore, Emirati Arabi, Taiwan e molti altri.

Alla Maker Faire Rome si può toccare con mano come il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su varietà e personalizzazione dei prodotti. Un esempio concreto sono i 50 progetti provenienti dalla Call for New Manufacturing che uniscono saperi artigianali e nuove tecnologie proprie del nostro tessuto manifatturiero più all’avanguardia.

Quest’anno è stata lanciata, per la prima volta, la Call for Big Bang Projects rivolta a maker, artisti e visionari con l’intento di costruire la manifestazione, oltre che nei contenuti, anche nelle sue attrazioni più importanti. Su oltre 100 progetti pervenuti – dall’Italia e dall’estero – ne sono stati selezionati 15 in grado d’incantare i visitatori. Solo per citarne alcuni… La parete interattiva di 10 metri che reagisce al tocco. Una pista di 200 mq per i gokart integrati con la Realtà Virtuale (rivolta a un pubblico di giovanissimi). Una caccia al tesoro per risolvere un delitto con la tecnologia dell’IoT – Internet delle cose.

Dal riuso creativo degli elettrodomestici all’impiego di materiali ecologici, passando per la robotica, ecco una selezione made by Bake Agency di tutto il bello e il nuovo della fiera…

Foto e video: Cristina Labib

Chiara Ciolfi