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WORLD BUSINESS FORUM.
Be Beta ogni giorno!

Uncategorized di Miriam Bendìa

9 novembre 2016

Sei in grado di anticipare la prossima grande onda? Sei pronto a cavalcarla?
Due giorni (8 e 9 Novembre) per scoprirlo, a Milano, firmati dal WOBI (World Of Business Ideas): è il World Business Forum.
Dopo la prima edizione al Radio City Music Hall di New York City (2004), l’evento si è propagato in tutto il mondo, dando a centinaia di migliaia di persone l’opportunità di vivere un’esperienza di apprendimento e di reale trasformazione.
Da Milano a Sydney, da Città del Messico a Madrid, da Hong Kong a Bogotá, WOBI si è posizionato come un luogo di incontro in cui le idee diventano progetti e i progetti diventano imprese.

Organizzato e curato annualmente da WOBI (tra America, Europa e Asia), il World Business Forum è un evento di due giornate che riunisce migliaia di menti instancabili accomunate dalla stressa passione: quella per il business.
Vengono a imparare e trarre ispirazione da alcuni dei più famosi personaggi del mondo degli affari e non solo, da una miscela di contributi provenienti da CEO, imprenditori, innovatori, pensatori, artisti e sportivi. In un momento caratterizzato da un eccesso di informazione, il World Business Forum si concentra sui temi più rilevanti per chi fa business, stimolando il pensiero e ispirando all’azione.
Il tema 2016 è BE BETA.
Scaricando l’App ufficiale del #WOBIMI potrete proporre una delle vostre domande per gli speaker.

Apprenderemo cosa significa BE BETA da quelle aziende in continuo fermento e dalle strategie dinamiche. Ascolteremo quelle persone le cui storie e carriere testimoniano la capacità di vivere in stato Beta, avendo dimostrato di essere disposte a provare, sbagliare e tornare a rischiare.

Joichi Ito (Direttore del Media Lab del MIT di Boston): “La parola d’ordine nell’innovazione è anti-disciplina. Infatti al Media Lab ci occupiamo dello spazio tra le discipline, con il criterio dell’anti-disciplinarietà.
Con l’avvento di Internet il mondo è cambiato e le vecchie regole sono diventate obsolete. Internet è più una filosofia che una tecnologia, è una sorta di innovazione senza permesso.

L’Intelligenza Artificiale (o Extended Intelligence), in futuro, sarà parte dell’esperienza umana, non un qualcosa di separato. Unire le intelligenze attraverso le connessioni umane con le macchine è fondamentale: Intelligenza colletiva = insieme è meglio. In futuro ci sarà un nuovo sistema di formazione, i giovani saranno efficienti come i computer che progetteranno.
Gli esseri umani dovranno fare un passo in avanti ed essere in grado di fare ciò che le macchine non riusciranno a fare.
Il creative learning si basa sulle 4 P: Projects, Peers, Passion, Play.

Incontreremo i leader di pensiero che illustreranno le abilità e le qualità da sviluppare per avere successo in un ecosistema in stato Beta.

Herminia Ibarra, esperta di leadership e uno dei 10 pensatori di business più influenti al mondo, ci dà subito un buon consiglio: “Siamo narcisi e pigri, costruire network in maniera strategica non è nella nostra natura… Dobbiamo ampliare le nostri reti, serve un range più grande e disomogeneo di persone con le quali collaborare.”

Martin Lindstrom al World Business Forum 2016, a Milano.

Ieri abbiamo ascoltato Martin Lindstrom, tra le 100 persone più influenti al mondo secondo TIME Magazine.

Lindstrom ha citato Moravia: “La noia è il motore (creativo) del mondo, con lo smartphone sempre in mano non ci annoiamo più… Io cerco di fare da detective e scovare i DNA emotivi, sui dati che hanno a che fare con le emozioni. Noi possiamo avere tutti i Big Data che desideriamo ma, per danzare abbiamo bisogno di un partner: gli Small Data. Gli Small Data sono apparentemente insignificanti, ma in realtà importantissimi per capire i consumatori.

Gli Small Data sono i dati frutto dell’intuito, insieme ai Big Data definiscono le azioni aziendali.”

Oggi, Erik Wahl (artista, imprenditore e autore di bestseller) dipinge dal vivo sul palco, invitandoci a non aver paura.

“Lo stato Beta è lo spirito di innovazione, la capacità di abbracciare il cambiamento.
Uscite dal business as usual, dalla vostra comfort zone. Pensate a tutto quello che potremmo fare nel nostro business se non avessimo paura. La paura influenza la nostra performance, è il rischio di essere troppo strutturati.
What’s F.E.A.R.? False Evidence Appearing Real.

Erik Wahl al World Business Forum 2016
Ph sketchapensieri

Da piccolo amavo disegnare, ma smisi perché mi avevano detto che non ero abbastanza bravo e attento ai dettagli.
Da adulto ho ripreso a dipingere e ho iniziato a vedere tutte le cose che avevo imparato sotto un altro punto di vista.
Dobbiamo ripensare a noi stessi, sperimentare ed essere creativi, anche se ci hanno detto che non lo siamo.
Pensare Big Data significa conformarsi a regole univoche. Io volevo esprimere i miei Small Data, l’istinto per troppo tempo represso.
La domanda che vi pongo è: come avete intenzione di riaccendere la vostra mente e armonizzare Big Data e Small Data?
Come Einstein dobbiamo avere coraggio di guardarci intorno e capovolgere quello che vediamo. Questa è l’arte della visione…”

Prendersi dei rischi ripaga, non c’è dubbio: Erik Wahl ha portato sul palco una persona, dalla platea, e le ha regalato l’opera realizzata.

Il World Business Forum è un luogo di preziosa interazione che offre un’esperienza unica, progettata per preparare chi vi partecipa ad affrontare con successo le proprie sfide personali e professionali.

Arianna Huffington: “Tutti noi sappiamo a che livello è batteria del nostro smartphone, ma qual è il livello della nostra batteria? Abbiamo più cura del nostro cellulare che di noi stessi.”

Abbiamo chiesto a Oscar di Montigny (Chief Marketing Communication & Innovation Officer di Banca Mediolanum), ospite del summit, che cosa significa per lui essere BETA ogni giorno, nella vita e nel lavoro…

“Il tema di quest’anno risuona con molti principi dell’Economia 0.0 (di cui parlo nel mio libro Il Tempo dei Nuovi Eroi). Nel dettaglio, la capacità di vivere in stato Beta è la condizione di prontezza a provare, sbagliare e tornare a rischiare. Una skill evolutiva, poiché tutti noi lavoriamo e ci muoviamo in un ecosistema in stato Beta, ossia perennemente sottoposto a forti tensioni verso l’innovazione e il cambiamento.

Oscar Di Montigny
Ph sketchapensieri

Essere BETA è potersi rinnovare ogni mattina (come il bruco che diventa crisalide e poi farfalla), con un obiettivo che rimetta un mondo di valori al centro della nostra vita e della nostra professione. Essere BETA è concedersi la possibilità di essere nuovi in ogni istante, sia come individui sia come professionisti. E ciò vale anche per le aziende. Significa darsi la possibilità di iniziare nuovamente in una maniera più ampia ed inclusiva di quanto non si sia fatto fino ad oggi. Una sfida per il marketing, per il business. Una sfida che riparta dalla centralità delle idee, prima ancora che dal prodotto.

Ogni volta che mi ricordo quanto sia importante essere beta, ogni singolo giorno, al risveglio rinnovo l’impegno con me stesso di vivere beta. Un proposito di breve durata, per la giornata, senza dimenticare tuttavia che ciò è parte di un tutto: la nostra vita. Beta è una condizione esistenziale. Ho vissuto, personalmente, l’esperienza che la condizione beta serve dopo grandi gioie e dopo grandi sofferenze. Almeno così è stato per me. Dopo le gioie perché quelli sono gli istanti nei quali siamo tentati di sederci sugli allori. Si corre il rischio di non evolvere, non rinnovarsi. Dopo i dolori, perché solo riscoprendo di essere BETA siamo capaci di rialzarci e ripartire.

Quindi siate beta ogni giorno!”

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa