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MUSICA.
Savana Mash Festival:
confondere l’identità.

Musica di Andrea Cazzani

23 novembre 2016

Faccenda complessa, l’identità. Nel caso del Savana Mash festival che si occupa degli sviluppi contemporanei della world music e delle sue contaminazioni mantenere una propria identità senza perdersi nelle migliaia di rivoli che possono scaturire da una tematica simile richiede uno sforzo non comune.

Qui si segue il tema dello scambio, “musicisti occidentali che assorbono nel proprio lavoro influenze dal resto del mondo” e, come contraltare, “musicisti del resto del mondo che hanno fatto propri stili occidentali”, generalmente elettronica.
Mi piacerebbe prima o poi vedere anche un gruppo grindcore filippino o noise indonesiano, generi che in quei paesi sembrano trovare terreno fertile, ma accontentiamoci per ora di quello che propone Savana Mash, quasi una curatela più che una semplice programmazione.
Accompagnata da una nutrita serie di talk e incontri, la programmazione musicale (suddivisa fra Mudec, Base e Biko) vedrà esibirsi il primo giorno il duo libanese Rabih Beaini/Mazen Kerbaj, uno già molto noto al nostro pubblico, il secondo improvvisatore, e come tale dalle collaborazioni infinite (Franz Hautzinger, Lê Quan Ninh, Michael Zerang, Sharif Sehnaoui, Axel Dörner…).

savana mash festival

A seguire, piatto forte al Base, il 2 dicembre: due show audio/video con Roly Porter & Mfo e Sote & Boris Vitazek, interrotti dal dj set di Helm alle prese con i dischi di Muslimgauze (instancabile musicista di Manchester prematuramente scomparso, ossessionato dalla cultura che va dal mondo arabo all’India) e chiusi dal live di Don’t Dj, tedesco difficilmente inquadrabile (e notevolissimo) che invita il pubblico a superare le barriere percettive culturali: techno-gamelan? Ce l’abbiamo; tabla-dub che pare fatto in Brasile? Eccoci.

savana mash festival

Il 3, live al Biko con Yussef Kamaal, splendido duo jazz-funk britannico lanciato dall’onnipresente (in questo ambito) Gilles Peterson, mentre l’afterparty del 4 (con il veterano Dj Rupture e Yør Kultura, remixer world di Rotterdam) si terrà nell’atmosfera surreale di un ristorante messicano solitamente teatro di addii al celibato e spettacoli di drag queen. In tutto questo il pubblico rischia di perdere la propria identità…

 dj rupture

Andrea Cazzani

La bio? Sarebbe lunga e complessa. Sintetizzando, posso dire che sono stato un redattore storico di Zero, magazine con il quale ancora collaboro occupandomi di musica sperimentale e cinema, sono autore per Frequencies, webzine che si occupa principalmente di musica elettronica e editor/copywriter per alcune agenzie di comunicazione. Inoltre mi occupo di selezioni radiofoniche curando una trasmissione su Gioconda Radio, saltuariamente faccio anche il dj, collaboro con un artista (Giorgio Bartocci) alla realizzazione di mostre multimediali, commercio in dischi in vinile e organizzo un piccolo cineforum a casa mia. Sono mancino, vado in bicicletta, sui vizi preferisco stendere un velo di riserbo.
Andrea Cazzani

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