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LORENZO MATTOTTI.
L’arte senza confini

Arte di Chiara Ciolfi

20 Dicembre 2016

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Ne ha fatta di strada Lorenzo Mattotti dai primi anni Ottanta quando con un gruppo di altri disegnatori fondò Valvoline. Una delle sue ultime fatiche è la mostra Sconfini, dove la prima lettera, la S, è fondamentale per il ponte che getta tra viaggi, amori, esperienze di vita e di lavoro alle quali attinge per creare le sue tavole.
La mostra, curata da David Rosenberg, è ospitata fino al 19 marzo 2017 nella Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine), dopo il successo della prima tappa a Landerneau, in Bretagna.

Disegnatore, illustratore, artista, forse prima di tutto viaggiatore nel mondo fuori e nel mondo dentro di sé, Mattotti ha selezionato oltre 300 opere tra quaderni, disegni, tele e filmati d’animazione. Come pezzi di un puzzle compongono il mosaico della sua ispirazione, sempre seguendo il filo di un colore potentissimo.

mattotti sconfini
Tante le illustrazioni che ha realizzato per i classici, tra cui Hansel e Gretel e i Racconti Analitici di Freud, ma anche bozzetti di moda ispirati a Vivienne Westwood, ad esempio, in un caleidoscopio di riferimenti diversi che ricordano l’eclettismo e la grande forza visiva degli affiches di Toulouse-Lautrec o delle caricature di Daumier.

Diverse sono anche le tecniche che impiega – dall’acquerello, alla china, dal tradizionale pastello all’acrilico – e i formati, da piccoli fogli per appunti a enormi tele esposte nelle gallerie. Il suo segno si fa grafico o si ammorbidisce in un colore soffuso e sfumato, ma sempre fortemente espressionistico.

mattotti sconfini

È bene non aspettarsi nulla prima di visitare questa mostra, abbandonare luoghi comuni e preconcetti. Sciogliere il più possibile i nodi che legano ai propri personali limiti e seguire i passaggi, gli sconfinamenti di senso e di genere che Mattotti, curioso del mondo e dei sentimenti, distribuisce a piene mani tra un libro e un manifesto, un’illustrazione e uno schizzo.

Chiara Ciolfi