Fall in Love: foto di Mayur Gala

ERIK WAHL.
Spark and Grind: innamoratevi!

Erik Wahl è un artista di graffiti ampiamente riconosciuto a livello internazionalmente, al primo posto come autore e imprenditore. Erik è un artista che ridefinisce il significato di oratore. Attingendo alla sua storia personale, sia di businessman che di scrittore, è cresciuto fino a divenire uno dei più ricercati Corporate Speakers esistenti al giorno d’oggi. Quello che Erik dipinge ininterrottamente quando è sul palco è una metafora visuale che si trasforma nel nucleo del messaggio, incoraggiando le varie aziende alla ricerca del profitto attraverso l’innovazione e un miglioramento delle prestazioni. Tra i suoi clienti ci sono: AT&T, Disney, London School of Business, Microsoft, FedEx, Exxon Mobile, Ernest & Young e XPrize. Erik  è stato, inoltre, selezionato da TED.
La risposta del pubblico è stata a dir poco incredibile e gli applausi a scena aperta ne sono la prova. Il manuale di business campione di vendite UNTHINK è stato definito da Forbes Magazien come Il modello progettuale per una creatività d’azione e da Fast Company Magazine come Provocatorio con un obiettivo.

In The Spark and the Grind (il suo ultimo libro) Erik ci racconta di come si è difeso, tra mille difficoltà, dall’annichilimento dopo che il suo business è crollato: accrescendo la sua mente creativa alimentandola con quelle che lui definisce scintille (sparks). Wahl offre un percorso per sbloccare il potere crescente della creatività. Inoltre, offre un metodo per sbloccare il tesoro più grande che si ha nella vita: sperimentare nuovamente quel senso di meraviglia che provavamo da bambini e che ora diamo per scontato.

Erik Whal, l'arte e la creatività per il business

Quando accettiamo le difficoltà giornaliere in modo più aperto, la mente genera nuove idee, rendendoti sia più efficiente che più creativo. Come hai scritto, la creatività è al centro di una vita ben vissuta. Allora, qual è il modo migliore per confrontarsi con il mondo? …Vivere?
«La struttura crea libertà; è questo il paradosso della creatività. Tutti noi siamo potenzialmente creativi, ma per esserlo in modo completo, dobbiamo possedere un altissimo livello di disciplina e consapevolezza. Non posso parlare per tutti – o per chiunque altro all’infuori di me – circa il miglior modo di vivere. Tutto quello che so è che la mia struttura e la routine quotidiana sono le cose che mi hanno donato la fiducia, la libertà, la passione e la curiosità di esplorare nuove forme di pensiero. Quando abbiamo l’opportunità di scombinare le cose, di espandere la conoscenza, di differenziarci dalla concorrenza e di creare un’esperienza unica per i clienti, otteniamo una epifania. E questo innalza il nostro brand e incrementa la nostra proposta di valore. Dopo 12 anni di silenziosa elucubrazione nelle tenebre che mi ha portato ad avere un successo fulmineo, ho imparato la pazienza e ad accettare la dolce agonia della sconfitta.»

Un segreto che hai condiviso è di approcciare le cose che ci sono familiari come se non lo fossero: ma in che modo possiamo farlo?
«Fondamentale è lo sforzo consapevole di defamiliarizzare l’ordinario. Creatività vuol dire cogliere una prospettiva diversa da quella pensata e vissuta da tutti gli altri. Per esempio, diciamo che tu vai al lavoro ogni giorno, questo fa parte della tua realtà. Ma il come ci vai e la strada che percorri sono mutabili: quando vari dalla routine, crei terreno fertile per l’ispirazione

Sai già quale sarà la tua prossima sfida?
«In questo momento, sto aspettando tecnologie e richieste di consumo in sinergia con i miei sogni e le mie speranze. Sto già immaginando cosa creare in un mondo con l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale, e in cui i social media sono scomparsi. Ho dozzine di progetti e investimenti che aspettano solo l’occasione di venire realizzati. Ma cerco di non guardarmi indietro, e impegnarmi al massimo sul presente. Penso solo a continuare a creare, procedendo in avanti, collaborando e facendo partnership con le persone giuste, quelle appassionate e interessate a inventare e a esplorare ciò che ancora non esiste. Ho imparato che essere un ambasciatore e un precursore delle tendenze può essere desolante e frustrante, ma non saprei vivere diversamente, né lo vorrei. Molto spesso siamo noi stessi che ci impediamo di essere felici. Smettiamola di tentare di controllare tutto. Il controllo produce una vita mediocre. Proviamo a essere più audaci. Amiamo le persone il cui genio creativo produce un’improvvisa scintilla di ispirazione. Pensiamo ad Archimede con la vasca o Newton sotto l’albero di mele. Innamoriamoci!»

Lui è Erik Wahl: artista del graffito, autore, imprenditore e filantropo.

Qui l’intervista originale (traduzione dall’inglese all’italiano a cura di Edoardo Montanari).

Cover: Erik Wahl – Anaheim – San Diego, October 2011.

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The Spark and The Grind 
The world needs dreamers and the world needs doers. This book is about dreamers who do!

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

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