Enrico Cogno per la Bake Academy

INDUSTRY 4.0.
L’era del successo
diventa
l’era dell’accesso

Enrico Cogno è sociologo, giornalista e formatore. Attualmente docente presso la LUISS per l’Executive MBA, l’area Creatività e Comunicazione Pubblicitaria (Facoltà di Scienze della Comunicazione) UTIU – Università Telematica Internazionale UniNettuno, Membro della Faculty di CONSEL (Gruppo ELIS), Direttore del Master in Communication Management del Centro Studi Giornalismo e Comunicazione e Direttore Responsabile di LUXORY, periodico dell’eccellenza del Made in Italy.

Per Bake Agency sarà docente nell’ambito della Bake Academy, durante il corso “L’impresa 4.0 – Come comunicarla”, percorso che affronterà il tema della comunicazione nel mondo sempre più digital che è il business oggi. Siete tutti benvenuti all’open day gratuito di domani (a partire dalle 17).

business marketing

L’avvento delle connessioni ubiquitarie e pervasive ha preso il nome di Industry 4.0 da quando, nel 2011, il governo tedesco presentò alla Fiera di Hannover la proposta di un piano industriale per l’ammodernamento del sistema produttivo.
Lo scenario offerto da questa rivoluzione tecnologica è affascinante ma non privo di criticità, così oggi tutti stanno cercando di aggiornarsi per non essere travolti da questo tsunami.

I tre principali aspetti del fenomeno i4.0 vedono ripetute in una curiosa sequenza il numero quattro, che sta diventando una specie di tormentone: sono quattro i momenti storici delle rivoluzioni industriali, sono nuovamente quattro le evoluzioni del web e sono anche quattro le direttrici di sviluppo per la connessione totalizzante.

Analizziamole: la prima rivoluzione industriale, lo sappiamo tutti, avvenne nel 1784 con l’introduzione della macchina a vapore; nel 1870 avvenne l’introduzione dell’elettricità, un secolo esatto dopo vi fu l’avvento dell’elettronica e dell’informatica e, come si è visto prima, nel 2011 la presentazione del piano i4.0, anche se venne applicato di fatto solo nel 2013.
Poi, il progresso del web è stato scandito dalla successione delle epoche del Web 1.0 (la nascita dei primi siti web, delle directory e dei motori di ricerca), seguiti dal Web 2.0 (con la condivisione dei contenuti tramite i social media), poi il Web 3.0 (uso del Web Semantico con l’analisi del significato del testo e degli ambiti tematici di riferimento) e infine il Web 4.0, la cosiddetta connessione totalizzante.
L’ultima trafila dei magici “quattro” si riferisce alle direttrici d’azione: gestione dei dati, estrazione di valore dai dati raccolti, interazione uomo/macchina e passaggio dal digitale al “reale”.
Si piomba così, a tutta velocità, nel mondo dei Big Data, degli Open Data, dello IOT (l’internet delle cose) e dello IOE (l’internet di ogni cosa) cercando di districarsi in questo affollato mondo delle nuove sigle: M2M, P2M, M2H, M2E, relative al rapporto tra l’uomo e le macchine, nel quale l’intelligenza artificiale spadroneggia. Non è solo una questione di aggiornamento professionale: è una questione di sopravvivenza nel mondo del lavoro.

Le forze coinvolte dal ciclone tecnologico non sono soltanto le imprese, ma soprattutto i singoli professionisti, di tutti i settori, nessuno escluso: dagli avvocati ai commercialisti, dai medici ai notai, dagli ingegneri ai consulenti. E anche, le associazioni del terzo settore, il mondo del credito e della finanza, le forze armate e l’intelligence, le cordate di imprese e le università, i centri di ricerca e formazione e, soprattutto, l’amministrazione pubblica nel suo insieme.
Stiamo già assistendo al passaggio dallo Smartphone ai Wearable, gli oggetti indossabili che modificheranno sempre più il nostro quotidiano, con applicazioni nel settore biomedicale, nell’info/mobilità, dello smart home, nella robotica, nella moda, nell’agricoltura, nelle energie rinnovabili, negli eventi e nella sharing economy, solo per citare alcune delle applicazioni che toccano, però, anche la logistica, l’avionica, il gaming, il fitness, la cyber security e molto altro.

smartwatch

Soprattutto nel campo del marketing si avranno le maggiori ripercussioni. È già in atto un poderoso sviluppo del marketing sostitutivo nel quale le imprese vedono i loro prodotti sostituiti da concorrenti fantasma, prima non considerati come competitor.
Il fenomeno era già presente da anni in vari mercati: chi, ad esempio, produceva bottoni era andato in crisi quando arrivarono le zip e le chiusure in velcro, prodotte da un tipo diverso di concorrenti; le industrie metalmeccaniche produttrici di guard-rail andarono in crisi quando arrivarono i muretti New Jersey, realizzati da imprese del settore del cemento. Stesso uso ma settore produttivo diverso. Oggi il marketing sostitutivo è dilagante: si pensi allo smartphone che sta rendendo superflui gli orologi, le macchine fotografiche a pellicola, i navigatori portatili, le consolle dei videogame, le forme di pagamento cash e via dicendo.

Whatsapp ha messo in crisi i ricavi degli operatori telefonici, Amazon e Alibaba fanno strage di edicole e librerie, lo streaming ruba spazio al download, Uber minaccia il monopolio dei taxi, AirBnb minaccia gli albergatori medio/piccoli. Le tradizionali agenzie di viaggio e i tour operator sono in continua trasformazione per sopravvivere alle transazioni via web; si modifica l’artigianato con l’avvento delle tecnologie 3D. Nella finanza tecnologica, la tecnologia blockchain consente la tracciabilità degli scambi di valute e l’identificazione dei soggetti che effettuano le operazioni (che è una forte minaccia per i notai).

binary system

Il ciclo di vita delle aziende è sempre più breve. I cicli economici ora sono più veloci e le aziende devono adattarsi più velocemente, oppure uscire dal mercato.

La radio ha impiegato 38 anni a raggiungere 50 milioni di utenti, la televisione 14 anni, l’iPad 80 giorni. Sono i business tradizionali che vengono stravolti. La nuova velocità stupisce solo le vecchie generazioni.

Come dice Alvin Toffler: «Gli analfabeti del terzo millennio non sono quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare e ri-apprendere».

…Ma se volete saperne di più, non mancate all’open day gratuito di domani.

Enrico Cogno

Enrico Cogno

ENRICO COGNO (Torino, 28 aprile 1937), sociologo, giornalista, formatore, risiede a Roma dal 1966. È stato responsabile della comunicazione di gruppi internazionali e formatore presso le maggiori organizzazioni del settore (vedi i dettagli su: www.enricocogno.it).
Attualmente è: docente presso la LUISS per l’Executive MBA; docente dell’area Creatività e Comunicazione Pubblicitaria (Facoltà di Scienze della Comunicazione) presso UTIU – Università Telematica Internazionale UniNettuno; Membro della Faculty di CONSEL (Gruppo ELIS); Direttore del Master in Communication Management del Centrostudi Giornalismo e Comunicazione; Direttore Responsabile di LUXORY, periodico dell’eccellenza del Made in Italy.
È stato vice presidente della FERPI (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche) ed è consulente e formatore dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma.
Enrico Cogno

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