A Day in The Life: Handfasting

A DAY IN THE LIFE.
Handfasting

Un ringraziamento speciale a Edoardo Carnevale che mi ha aiutato in questa esperienza.

È passata da poco l’una del pomeriggio e sto raccogliendo fiorellini rosa e gialli su un prato, intorno a me solo poche case di campagna e una vecchia chiesa sconsacrata. Non molto lontana, dietro dei grandi alberi, si impone con prepotenza una nave da carico della quale vedo solo il possente fumaiolo. Il vento soffia forte da nord e faccio fatica a non far volar via dal cestino i petali colorati.
La giornata è soleggiata e limpida e sono arrivato al Ruigoord questa mattina presto, per assistere alla celebrazione dell’handfasting.

L’handfasting è un rituale di nozze neopagano praticato in Irlanda e Scozia, durante il primo periodo cristiano. La cerimonia consiste nel legare i polsi dei congiunti con una corda che sta a rappresentare la loro unione e l’impegno reciproco. Solitamente il legame dura un anno e un giorno ma può durare un secolo o un’eternità.

A Day in The Life: Handfasting

Il Ruigoord è un villaggio situato nel nord dell’Olanda, nel territorio di Amsterdam. Durante gli anni settanta fu fatto evacuare per poter estendere il porto industriale. In seguito, nel 1973, il villaggio fu occupato da un gruppo di artisti che vi si stabilirono ai fini di formare una colonia che tutt’ora anima questo piccolo e accogliente luogo, malgrado a essi non sia concesso viverci permanentemente. Infatti nel villaggio hanno i propri laboratori molti artisti che, in genere, vivono ad Amsterdam o dintorni. Oltre ai molteplici eventi musicali (dal Trance al Jazz), ogni anno in giugno si organizza il festival di poesia Vurige Tongen (lingue di fuoco).

Il laboratorio di Michael è grande e luminoso, circondato su tre parti da ampie vetrate. Un pianoforte a coda in un angolo è coperto da un telo, oggetti dal retrogusto enigmatico sono sparsi per la stanza: qualche dragone orientale di pietra, un’antica e massiccia Bibbia con cardini di ferro, una vecchia doppietta. In cima alla grande biblioteca piena di volumi ci sono una dozzina di minerali, li stiamo spostando sul parquet in modo da formare un cerchio abbastanza grande da contenere due persone in piedi. Gioiosamente nella stanza fanno irruzione Leoni e Rena, sono loro le due ragazze che si occuperanno di mantenere l’energia positiva della stanza, cercando la migliore sistemazione degli oggetti, bruciando incenso e dando il benvenuto agli ospiti con i loro sorrisi e la loro gioia. Divinamente ammalianti mi si presentano e immediatamente mi spediscono a cogliere fiorellini rosa e gialli che serviranno per fare un altro cerchio nel quale starà Michael.

Gli invitati e le coppie iniziano ad arrivare, la sensazione è quella di essere in un paese dei balocchi. Chiome esuberanti, vestiti di stoffe orientali o che richiamano vagamente il Medioevo, molti sorrisi e ovviamente tante corone di petali e foglie. Leoni e Rena danno il benvenuto a tutti, all’ingresso, bruciando legnetti di sandalo.

A Day in The Life: Handfasting

Michael si erge fiero al centro del salone, porta con eleganza dei pantaloni e una camicia di lino bianchi con un gilet dorato dai ricami scintillanti. La sua folta chioma candida e l’abbigliamento lo fanno sembrare una figura scesa dai cieli quella mattina stessa, senza neanche prendere il caffè.
Gli invitati si sistemano seduti in cerchio, Michael all’interno del cerchio di fiori e la coppia nel cerchio di minerali. Molti cerchi in effetti.
Inizia la cerimonia, ognuno dei consorti pronuncia a turno al compagno parole d’amore e le promesse precedentemente scritte. Michael con fare teatrale e scherzoso recita:

«Tu non puoi possedermi perché io appartengo a me stesso. Ma finché entrambi lo vorremmo, io ti darò tutto ciò che posso darti. Tu non puoi comandarmi perché io sono una persona libera. Ma io ti aiuterò in tutto ciò di cui necessiti e ogni cosa ti sarà più dolce se verrà dalle mie mani. Io ti prometto che il tuo nome sarà quello che griderò forte nella notte e i tuoi saranno gli occhi dentro i quali sorriderò al mattino…»

La formula rituale continua per poi terminare in: «Se doveste rinnegare la promessa che vi siete fatti oggi, gli elementi vi troveranno ovunque e vi distruggeranno…»

A questo punto Michael storce il naso e dice: «Nahh… Non vi distruggeranno!»

Poi prende una corda, lega i polsi dei coniugi e serve loro due coppe di idromele.
Dopo aver bevuto, sorridono e si baciano.

A Day in The Life: Handfasting

Ruben e Maartje li ho incontrati la seconda volta che sono venuto al Ruigoord, ero finito a casa loro a mangiare famosi biscotti italiani e a chiacchierare. Oggi stanno rinnovando, dopo un anno e un giorno, il loro matrimonio. Hanno una piccola abitazione nel villaggio dove trascorrono weekend felici tra quadri, musica, bambini e amici.

A Day in The Life: Handfasting

I matrimoni sono andati avanti per l’intero giorno, a ciclo continuo: ne sono stati celebrati sette.

Una volta che tutti gli ospiti hanno lasciato il salone e le porte sono state chiuse, Michael esausto si accomoda sulla poltrona dell’atrio e, mangiando un’aringa, mi racconta di come tutto sia iniziato.
Il posto dove sediamo ora è stato interamente costruito da lui che, oltre ad essere prete, maestro e organizzatore dei matrimoni, ha studiato drammaturgia all’Università di Amsterdam e in Scozia. Per quindici anni ha diretto il proprio teatro ad Amsterdam, anche quello costruito da lui.

Attualmente si esibisce in molti spettacoli per bambini, con la sua compagnia teatrale.
Dice ai giovani: «Cari amici, la politica e il denaro stanno cercando di tirarvi e spingervi e prendervi oggi e questa non è la vostra personale, individuale crescita… Liberatevi dalle catene. Apprezzate i pensieri e l’ispirazione, trovate la vostra musa e credete nel suo potere, perché nulla vi regalerà passione più dell’ispirazione.»

A Day in The Life: Handfasting

Ed è con queste parole nel cuore che riprendo il bus per tornare in città e penso che se quei piccoli fiori stavano cercando di volar via dal mio cestino un motivo ci deve pur essere: libertà.

Buona fortuna, amici miei.

“A Day In The Life” (oltre a essere una canzone dei Beatles) è una rubrica per persone curiose che hanno bisogno di sapere cosa succede al di fuori dell’ordinario. Il piano è quello di spendere un giorno, o più se necessario, nella vita di qualcun altro, in un luogo o in una comunità. Per meglio comprendere, un angolo di mondo alla volta.


Ph © Manlio Crognale

Manlio Crognale

Manlio Crognale

Nella vita ho fatto un po' di tutto. Dal benzinaio, barista, raccoglitore di olive (sì, in Abruzzo vige ancora questa pratica) al social media/content marketing coordinator per una fresca e grintosa start-up californiana. Sono laureato in Marketing e Comunicazione Globale ma neanch'io so bene il perché.
Attualmente vivo ad Amsterdam e lavoro per una grande multinazionale americana (immaginatevela pure come la megaditta fantozziana). Nel tempo libero leggo molto, mi cimento nella pittura e nella grafica digitale.
Per farmi felice basta una copia in vinile di "Kind of Blue" di Miles Davis o chiudetemi a chiave in una galleria d'arte.
Sono un grande ammiratore di Gigi Marzullo e un decente chitarrista.
Non mi disturbate il giovedì sera, ci sono le prove del gruppo!
Manlio Crognale

Comments are closed.