Nerve di Henry Joost e Ariel Schulman

NERVE.
Generazione
Young Adult

Nerve è un film basato sul libro omonimo di Jeanne Ryan e girato (senza difetti) da Henry Joost e Ariel Schulman. I due, per alcuni, sono riusciti a creare un prodotto audiovisivo migliore dell’originale cartaceo.
La storia è ambientata a New York e potremo riconoscere, fin dalla prima inquadratura, Emma Roberts (la Chanel della serie Horror/Glamour intitolata Scream Queens) nella parte di Venus “Vee” Delmonico, una ragazza poco popolare e amante della fotografia.
Le fa da controparte il timido Tommy (Miles Heizer), volto che abbiamo già visto in 13 Reasons Why nella parte di Alex, e che qui viene relegato in Friendzone ad libitum.

Nerve di Henry Joost e Ariel Schulman

Venus, quasi per caso, scopre l’esistenza di un gioco, Nerve appunto, che consiste nel superare delle sfide anche potenzialmente mortali, in cambio di soldi. Le sfide vengono scelte dalla comunità online che paga per essere Spettatore o Giocatore, nel tipico dualismo americano tra chi comanda la propria vita e chi lascia che gli passi davanti senza fare niente.

Vorrei far notare, fin da subito, che Nerve non ha niente in comune con Blue Whale, checché ne dicano alcuni recensori, se non per il fatto di essere un gioco che si sviluppa attraverso il cellulare e la rete; perché non paragonare Blue Whale a Candy Crush allora, mi chiedo.
Ovviamente, anche se evito lo spoiler, ci sarà la storia d’amore, un cambiamento di campo da buono a cattivo e da cattivo a buono, e tutto quello che un film con il target Teen e di stampo americano richiede.

Nerve di Henry Joost e Ariel Schulman

Una regia scorrevole e ben fatta e con una CGI al limite dello sperimentale trascinano lo spettatore, con il cuore in gola, fino alla fine del film concedendoci anche qualche colpo di scena degno di nota.
Peccato che Nerve non sia un film che riesce a soddisfare la mente e il pensiero, ma solo gli occhi. Forse, con qualche profondità in più di sceneggiatura, avrebbe potuto essere un ottimo film. Per ora, lo relego alla pari di Hackers, 1995 di Iain Softley, quindi fortemente sconsigliato a chi ha più di 25 anni. Popcorn di conforto e bibita consigliati.

Edoardo Montanari

Edoardo Montanari

Sceneggiatore di documentari, narratore e autore nel senso più ampio del termine: ho adottato Hayao Miyazaki come padre putativo dal giorno in cui ho visto "La città incantata" e tutte le puntate di "Conan il ragazzo del futuro".
Giornalista dal 2015, scrivo per diverse testate online (Puntatona.it e Cinemamente.com) e cartacee (Mzk News) come esperto di cinema e scrittura. Sono un sostenitore della dottrina Zen.
Il mio motto è: «Se puoi pensarlo e capirlo, puoi scriverlo».
Edoardo Montanari

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