Barbara Damiano aka mammafelice

BARBARA DAMIANO.
Mammafelice

Barbara Damiano è la fondatrice del sito mammafelice, creato nel 2008 dopo che era rimasta senza lavoro in seguito alla nascita della sua bimba. Mettendo insieme l’amore per la scrittura e quello per il web, oltre alle competenze di marketing e blogging, Barbara (in meno di un decennio) ha messo in piedi una realtà avviata e con numeri di tutto rispetto: un network da700mila pageviews/mese.

Con l’aiuto di suo marito e di una squadra di collaboratori, ha inoltre creato una società di servizi di hosting e consulenza per la gestione e monetizzazione di blog e siti web. Grande sostenitrice e vera autorità in materia della piattaforma di WordPress, Barbara è stata protagonista di un rutilante e divertente speech all’ultimo WordCamp di Torino, dal titolo Da 0 a 100mila pageviews/mese in sei mesi con WP dedicato a chi, partendo anche da un numero di visualizzazioni inferiore a 5000, voglia aumentare il traffico velocemente, puntando tutto sull’argomento verticale del proprio blog. Questo è quello che ci ha raccontato a proposito di quell’intervento e del suo modo di lavorare.

Barbara Damiano aka mammafelice

Quali sono gli strumenti utili per conoscere l’audience potenziale? Quali sono i tuoi preferiti?

«Una combinazione tra analytics e semrush, ma anche uno studio fatto a monte, tenendo sempre presenti alcune domande fondamentali: a chi mi rivolgo? Quante sono le persone che potenzialmente mi potrebbero leggere nella mia lingua? Quante di queste usano Internet per cercare informazioni? Non è una ricerca banale, ma è una vera e propria analisi di marketing: se non si è mai lavorato nel marketing online, sarà necessario commissionarla esternamente.»

Si fa un gran parlare dell’importanza di rivolgersi a una nicchia, cosa ne pensi? Per chi può avere senso?

«La nicchia può avere senso per i liberi professionisti, per chi lavora nell’ambito locale, per chi vende un servizio online molto specifico e mirato. Se si vuole essere blogger di professione, la nicchia non è sufficiente, ma è un’ottima partenza, perché può rappresentare la ‘base fan’ utile ad avere dati di engagement molto importanti.»

La lunghezza dei post non è più un tabù, perché?

«Probabilmente la lunghezza dei post non è mai stata un tabù, almeno per Google. Il motore di ricerca ha sempre detto content is the king e nelle linee guida ha sempre parlato di post completi, dettagliati, con immagini, infografiche, punti elenco e informazioni utili a chi legge. Probabilmente negli anni passati ha funzionato la formula tanti post corti, soprattutto nelle redazioni delle testate editoriali, perché tra i parametri che Google tiene in considerazione per il posizionamento c’è la freschezza dei contenuti. Ma le due cose non si devono escludere a vicenda. La mia regola è: se ho tanto da dire su un argomento, lo dico e, se l’argomento può essere sviluppato in modo sintetico, non aggiungo paragrafi inutili solo per far numero.»

Hai detto: “No keyword, sì al topic, perché Google è diventato un motore di ricerca semantico e per questo WP è il mezzo ideale”, mi spieghi meglio questo concetto?

«Per anni si è parlato di keyword density: inserire le parole chiave nel testo, il più possibile. Questo modello è ampiamente superato, soprattutto negli ultimi 2 anni in cui Google è diventato un motore di ricerca semantico. Google è ormai in grado di riconoscere i testi in base al loro topic, ovvero argomento principale, e in base al loro linguaggio naturale: se scriviamo per le persone (e non per i motori di ricerca), dobbiamo scrivere nel linguaggio naturale delle persone. Quando mai usiamo le keyword, mentre parliamo con i nostri amici? La singola keyword di per sé dunque non influenza il posizionamento, ma anzi potrebbe addirittura penalizzarlo, se un testo viene eccessivamente ottimizzato. Io lavoro cercando una via di mezzo: una long tail keyword sviluppata in un linguaggio naturale, come fosse un tema.»

Cosa intendi per soft SEO o SEO naturale?

«Io scrivo i miei post così come li racconterei ai miei amici, inserendo elementi di SEO che definisco naturali: siccome non sto trascrivendo un discorso orale, ma sto scrivendo un testo per il web, redigo il testo così come lo si fa sul web. Con i titoli, i paragrafi, i grassetti, gli elenchi puntati, le foto e le didascalie. Questa è una soft SEO: una SEO che migliora il testo e lo rende fruibile sia da desktop che da mobile, senza snaturarlo con keyword e trucchetti. Guardatevi tutti i video di Giorgio Tave, che lo spiega meglio di me.»

Parliamo dell’importanza delle foto “brutte”: perché possono fare la differenza quando si cerca di aumentare il traffico sul proprio blog?

«Perché sono autentiche. Molti siti oggi acquistano foto stock, che non sempre possono apparire autentiche, né perfettamente aderenti al testo. Una foto meno bella (non brutta, però!) può risultare più attraente per chi ci legge, in determinati campi. Per esempio la foto di una ricetta, meno patinata, più genuina, può essere indice di sicurezza per il lettore: questa è una ricetta che funziona, perché chi ha scritto l’articolo l’ha davvero cucinata.»

Perché è necessario investire nella pubblicità a pagamento sui social?

«Perché i social non sono nostri, e il loro algoritmo impone di investire denaro in pubblicità, se vogliamo usarli per lavoro, giustamente! Per raggiungere o ampliare la propria base fan su FB, ad esempio, bisogna fare un piano di sponsorizzazioni. Ma non sempre, non su ogni post! Gli insight ci daranno le informazioni necessarie per capire quando e come investire per essere letti. Se ad esempio abbiamo una solida base fan, che interagisce spontaneamente con like e commenti, probabilmente l’investimento sarà minore, e decisamente più mirato.»

Quanto è importante l’hosting?

«Fondamentale. Nessun sito può crescere, se non ha un hosting performante. Noi ad esempio forniamo un servizio di hosting totally managed H24 in italiano, dedicato proprio a chi supera le 100mila pagevies/mese, perché sappiamo che per fare questo mestiere non ci si può permettere di restare offline per qualche giorno. Né avere un sito lento o poco performante, o non avere il certificato https. Velocità del sito, sicurezza del server, navigabilità, impostazione mobile first e certificato https sono tutti fattori di posizionamento su Google, insieme alle altre centinaia di variabili.»

Di tutte le strategie che hai consigliato durante il tuo speech, secondo te, ce n’è una più imprescindibile di tutte?

«Content is the king ovvero la strategia di Google: scrivere bene, scrivere tanto, scrivere post dettagliati, interessanti e utili.»

Mi ha colpito il racconto della tua dedizione quotidiana alla scrittura, anche per farsi venire le idee, mi racconti com’è la tua routine?

«Bisogna essere rigorosi e organizzati. Ho un calendario editoriale in cui progetto gli argomenti del blog; un timing in cui scrivo le attività giornaliere e le campagne sponsorizzate; una scheda campagna per ogni cliente. In base ai giorni della settimana, e in base alle scadenze, concentro le mie attività: scrittura la mattino, video e foto al pomeriggio, raccolta di nuove idee alla fine della settimana lavorativa. Per esempio ogni venerdì imposto le bozze per la settimana successiva, in modo da non trovarmi mai di fronte alla pagina bianca. E se non ci riesco, mi perdono.»

Quali sono, ad oggi, le sfide del fare blogging e in che modo WordPress potrebbe aiutare?

«Wordpress è l’unico strumento che io vedo adatto a fare blogging oggi, sia in Italia che nel mondo. La prima sfida è emergere: possedere le competenze necessarie per scrivere sul web e posizionarsi, e anche il carisma giusto. La seconda sfida è monetizzare: avere le competenze necessarie per guadagnare con il blog, e anche l’esperienza commerciale. Non ho mai creduto che fosse possibile fare il blogger di professione, senza avere una professione.»

Gabriella Chieregatti

Gabriella Chieregatti

Giornalista, dopo lunghi anni passati a lavorare in radio, prima a Torino e poi a Roma, è ora libera professionista nel campo più ampio della comunicazione e della creazione di eventi. Appassionata di musica, innovazione, running e food, compra spesso libri di crescita personale e fisica quantistica. Pendolare sulla rotta Roma - Torino - Roma, ha fatto del nomadismo una cifra esistenziale e mentale, sempre alla ricerca di nuove fascinazioni e terre da esplorare.
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