Tom Holland stars as Spider-Man in SPIDER-MAN™: HOMECOMING.

CINEMA.
Spider-Man:
Homecoming

Il più famoso eroe della Marvel, Spider-Man, arriva nelle sale italiane (stasera) in Spider-Man: Homecoming. Distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia in 800 copie, il film è diretto da Jon Watts e interpretato da Tom Holland nel ruolo del protagonista. Peter Parker torna a casa dopo l’esperienza con gli Avengers, sotto l’occhio vigile del suo nuovo mentore Tony Stark (Robert Downey, Jr). Completano il cast Michael Keaton, Zendaya, Jon Favreau, Donald Glover, Tyne Daly e Marisa Tomei.
Interpretare Spider-Man è sempre stato un sogno per Holland: «Cinque anni fa, mi trovavo all’Empire Awards a Londra e un giornalista mi ha chiesto ‘se ne avessi la possibilità, quale supereroe vorresti essere?’ – ricorda l’attore – ho risposto: ‘Tra dieci anni mi piacerebbe essere lo Spider-Man di Andrew Garfield’. Non avrei mai immaginato che tutto accadesse così in fretta».


Stasera è il gran giorno. Dopo anni di attese, speranze, paure e delusioni, esce Spider-man Homecoming. Ennesimo reboot del nostro amichevole vicino in rossoblu.
Un ragnetto quattordicenne, pieno di volontà e scapestrato ci aspetta sugli schermi dei cinema e, devo dire che, dopo la prima visione, si candida a essere uno dei miei film Marvel preferiti (alla pari di Ant-Man e il primo collettivo degli Avengers).

Tom Holland è Spider-Man in "Spider-Man: Homecoming".
A differenza di ogni precedente film che ha avuto come protagonista l’aracnide più amato dei fumetti, non vedremo l’acquisizione dei poteri e la scoperta delle abilità (scelta originale, controcorrente e saggia da parte dei sei sceneggiatori), ma la storia ci viene proposta in medias-res tramite un piccolo videoblog che stimola, incuriosisce e coinvolge dall’inizio fino alla fine.
Ma la parte più curiosa e originale del film è proprio la soggettiva che, a differenza degli altri film, fa percepire gli Avengers come quello che sono: anni luce distanti dalla vita reale; dei semidei, dei miti, l’immagine dell’eroe da raggiungere con il massimo sforzo.

Tom Holland è Spider-Man in "Spider-Man: Homecoming" della Columbia Pictures.
Immaginate la sensazione che potreste provare quando, dopo aver letto, visto fotografie, seguito alla tv interviste del vostro beniamino vi ritroverete finalmente al suo cospetto, e, dopo poco, tornerete alla vostra quotidianità. Ecco, questo è il grande pregio del film, dare lo spaccato di un ragazzo, semplice, giovane, volenteroso e talentuoso che cerca di raggiungere i propri miti commettendo anche quegli errori che tutti noi abbiamo fatto nella vita. È un film reale e irreale, divertente e maturo, proprio in quella zona grigia che lo stesso Stark chiede al “bimbo ragno” di seguire. Quella piccola zona grigia tra quello che lo stesso Stark farebbe e quello che non farebbe.

Laura Harrier e Tom Hollan in "Spider-Man: Homecoming".
Anche se piuttosto lungo, il film tiene bene la narrazione per tutte e due le ore di cui è composto. L’unica cosa che potrebbe dispiacere agli amanti del VFX è la “gommosità” del protagonista che può apparire eccessivamente artefatta e fasulla. Anche se, personalmente, la trovo divertente e giustamente rappresentata.

Popcorn d’obbligo, ma mangiateli lontano da me perché l’odore del burro fuso mi disgusta e mi rovinerebbe il film. Non vedo l’ora di rivederlo.
Buona visione a tutti.

Edoardo Montanari

Edoardo Montanari

Sceneggiatore di documentari, narratore e autore nel senso più ampio del termine: ho adottato Hayao Miyazaki come padre putativo dal giorno in cui ho visto "La città incantata" e tutte le puntate di "Conan il ragazzo del futuro".
Giornalista dal 2015, scrivo per diverse testate online (Puntatona.it e Cinemamente.com) e cartacee (Mzk News) come esperto di cinema e scrittura. Sono un sostenitore della dottrina Zen.
Il mio motto è: «Se puoi pensarlo e capirlo, puoi scriverlo».
Edoardo Montanari

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