La guerra dei mondi. Fake News

LA GUERRA DEI MONDI.
Il problema delle fake news online

Le Fake News sono sempre esistite. Vi ricordate La Guerra dei Mondi? Il programma cominciò alle otto di sera, con una voce narrante che spiegava le intenzioni dei marziani: per anni avevano osservato la Terra e avevano preparato un attacco per impossessarsi del pianeta.

La storia dell’invasione cominciava dopo l’introduzione.

Come se fosse in corso la normale programmazione della giornata, un annunciatore lesse le previsioni del meteo per poi lasciare spazio a un programma di musica. Dopo alcuni minuti, un’edizione straordinaria del giornale interruppe la trasmissione per annunciare alcune misteriose esplosioni su Marte. Durante il notiziario Orson Welles intervenne per la prima volta, interpretando un astronomo dell’università di Princeton che negava la possibilità che ci fosse vita su Marte. Poco dopo, il giornale cominciò a comunicare le notizie che arrivavano da Grover’s Mill, una cittadina del New Jersey, dove sembrava essere atterrato un misterioso meteorite cilindrico. Un inviato sul posto, interpretato da uno degli attori di Welles, raccontò in diretta le reazioni della folla che si era radunata intorno al cratere.

Orson Welles

Il racconto.

Quando il fumo si diradò, l’inviato raccontò di aver colto dei movimenti all’interno del cratere e di aver intravisto qualcosa di simile a un tentacolo. Il racconto si fece ancora più concitato mentre l’inviato descriveva un raggio di calore uscire dal cratere e incenerire la folla. La frase successiva del giornalista fu troncata a metà facendo capire era stato colpito dal raggio. Il racconto proseguiva con la descrizione dell’intervento sul posto della guardia nazionale. Iniziò una battaglia durante la quale i marziani uscirono dal loro cilindro a bordo di veicoli a tre gambe. Un gas nero e velenoso cominciò a diffondersi dai cilindri alieni, mentre altri meteoriti venivano segnalati in tutti gli Stati Uniti. I vari inviati che prendevano la parola descrivevano il panico crescere tra la popolazione mano a mano che i marziani avanzavano. Ma dopo poco ognuno di loro perdeva il collegamento non appena veniva raggiunto dal misterioso gas nero. Alla fine, un ultimo reporter sul tetto del palazzo della CBS descriveva l’invasione di New York, attaccata da alcuni veicoli alieni attraverso il fiume Hudson. Dopo poco anche l’ultimo giornalista smise di parlare, lasciando capire agli spettatori che New York era oramai caduta.

La prima parte dello show finiva con la voce solitaria di un radio amatore che invocava disperato: «2X2L chiama CQ. C’è qualcuno in linea? C’è qualcuno in linea? C’è… Qualcuno?».

Quando la trasmissione riprese (dopo una breve interruzione per trasmettere un annunciatore che ricordava il nome e l’identificativo della radio), veniva fatto capire che in realtà il programma era ambientato nel 1939, un anno dopo l’invasione. L’astronomo interpretato da Welles riprendeva la parola per spiegare che, poco dopo la caduta di New York, i marziani erano stati sconfitti dai germi terresti, contro i quali non avevano alcuna immunità. Dopo questa conclusione Welles uscì dal personaggio e annunciò che la trasmissione non era altro che uno scherzo di Halloween e che era stato un po’ «come mettersi un lenzuolo bianco, saltare fuori da un cespuglio e gridare: buh!»

La leggenda del panico.

Negli anni successivi lo show ebbe così tanto successo che andò diffondendosi una specie di leggenda sull’effetto che aveva avuto sugli americani. Certamente alcuni ascoltatori preoccupati quella notte telefonarono alla radio, o ai loro vicini di casa, per sapere cosa stesse succedendo. Ma quanto furono estesi questi fenomeni non è chiaro. Secondo la leggenda, invece, milioni di americani furono presi dal panico. Ci furono decine di suicidi e di attacchi di cuore, mentre migliaia di persone in preda al panico scesero per le strade.

La forza delle notizie: distinguere il fatto dalla narrativa, allora e ora.

Oggi, l’allarme viene sollevato da politici, ricercatori e aziende tecnologiche su quello che vedono come un’epidemia di fake news sui social media. Eco alle preoccupazioni sollevate su La Guerra dei Mondi.

Facebook.

Il social ha recentemente lanciato un progetto in collaborazione con 5 diverse autorità, incluse quelle che controllano le notizie, per verificare la veridicità delle news che compaiono online sulla piattaforma.

We are the news

Il problema delle fake news.

Fece la sua apparizione persino durante l’addio del Presidente Obama il 10 gennaio 2017. Sembra che le fake news sui social siano la nostra moderna Guerra dei Mondi, con l’aggravante che la supposta crisi successiva alla Guerra dei Mondi da noi poi si diffonde per davvero.

Le lettere degli ascoltatori.

Forse la prova più vera di quello che seguì allo scherzo della Guerra dei Mondi furono le lettere degli ascoltatori inviate alla Federal Communications Commission, alla CBS, a Orson Welles e al produttore Richard Wilson nei giorni seguenti la trasmissione. Infatti, solo 6 dei 1.974 che scrissero, riferirono di essere fuggiti terrorizzati da casa. Un ascoltatore raccontò la sua reazione dopo aver ascoltato la trasmissione: «non sono uscito dalla finestra, non ho tentato il suicidio, non mi sono rotto il braccio mentre costruivo un frettoloso rifugio nel mio appartamento …». L’ascoltatore dichiarò inoltre che nessuno dei suoi colleghi aveva creduto alla trasmissione.

Perché allora la reazione pubblica alla trasmissione fu così esagerata?

Era almeno in parte perché i giornali, risentiti del fatto che la radio stava prendendo il sopravvento come mezzo di informazione, avevano usato l’opportunità di screditare il nuovo mezzo tentando di definirlo, nella mente del pubblico, come mancante della credibilità del vero giornalismo (quello stampato).

Senza suggerire motivi analoghi oggi, vale la pena chiedersi:

quante persone veramente credono alle fake news, come ci hanno creduto quegli ascoltatori della Guerra dei Mondi otto decenni fa?

È vero che le fake news degli articoli legati alle elezioni presidenziali del 2016 (negli Stati Uniti) erano estremamente popolari. Infatti, hanno ottenuto un maggior seguito su Facebook rispetto alle storie vere, secondo un’analisi condotta da BuzzFeed. Tuttavia, secondo un altro studio di BuzzFeed, solo il 18% degli utenti dei social si fidano delle notizie che leggono su Facebook.

Fake News

La percentuale.

Sembra corrispondere a quelle della trasmissione La Guerra dei Mondi. Anche se milioni di persone l’hanno ascoltata, pochi sembravano avere difficoltà a distinguere il fatto dalla finzione. La trasmissione del 1938 suggerisce che le fake news non sono un fenomeno nuovo, ma ciò non significa che i social media debbano ignorare la loro proliferazione.

La preoccupazione per le fake news.

Invece, la trasmissione La Guerra dei Mondi suggerisce che la preoccupazione per le fake news in una certa misura non è corretta. La scala in cui viene prodotta e diffusa, i profitti lucrativi da realizzare e il contesto politico in cui viene consumata la falsa notizia, sono oggi differenti e tutte le possibili cause sono allarmanti.

Una grande lezione.

Per affrontare le fake news, la Guerra dei Mondi ci offre una grande lezione: i lettori stessi potrebbero non essere così ingenui come sembrano.

Claudia Roggero

Claudia Roggero

Avvocato specializzata in diritto d’autore – Film, Television & New Media Lawyer. Dal 2003 sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Roma. Il cinema e’ la mia passione e per questo ho deciso di specializzarmi in diritto dei media e dello spettacolo, passando per la proprieta’ intellettuale. Ho lavorato presso importanti studi legali nel campo della proprietà intellettuale ed esteso la mia esperienza alle modalità di tutela e sfruttamento di prodotti televisivi, musicali, editoriali e multimediali; alle attività di studio e attuazione di progetti promozionali e pubblicitari; alla realizzabilità di progetti sperimentali nell’impiego delle nuove tecnologie.
Per qualche anno sono fuggita dall’Italia maturando una vasta esperienza all’estero nella redazione di accordi di distribuzione nazionale e internazionale, dai settori più tradizionali del cinema, della televisione e dell’Home Video, ai nuovi formati di sfruttamento dei diritti derivati dalle più recenti tecnologie. Attualmente collaboro con un’agenzia cinematografica a Roma e rappresento artisti, scrittori, produttori e registi nel campo del cinema, della televisione e della musica. Il diritto d’autore mi stimola ancora molto e “…difendo la cultura libera in equilibrio tra anarchia e controllo” (Lawrence Lessing)
Claudia Roggero

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