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ESTATE 2017.
JustBaked Summery

Estate fa rima quasi sempre con musica. La musica dell’estate è quella che rimane più a lungo impressa nella memoria di ognuno di noi. È la musica delle emozioni, delle passioni, delle sorprese, dei ritorni insperati e degli incontri inaspettati.
Quelle estive sono le note che ci accompagnano lungo un viaggio, fisico o spirituale che sia, alle origini o ai confini, l’importante è che sia lontano dalla quotidianità. Un viaggio desiderato a lungo, immaginato per soddisfare le nostre inclinazioni, esorcizzare le nostre paure, per tornare alle origini o per andare alla ricerca di un nuovo inizio seguendo i ritmi scanditi da culture altre.

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Noi del team di Just Baked lasciamo che la musica ci segua in ogni attimo del quotidiano, è spesso fonte di ispirazione per il nostro lavoro, all’occorrenza valvola di sfogo, compagna d’avventure. E cosa c’è di meglio per accompagnare un viaggio di una nuova playlist?

La nostra JustBaked Summery parte da Londra, cuore pulsante della musica contemporanea, con i bassi profondi e i battiti cardiaci dei The XX, il trio di Wandsworth di recente apprezzato dal vivo anche in Italia. Le stesse latitudini valgono per i Radiohead che in Oknotok celebrano il ventennale del loro capolavoro OK Computer con alcuni inediti, tra cui l’ispirata Lift. Di matrice britannica anche il trip-hop “prima maniera” di Adrian Thaws, in arte Tricky, qui insieme alla sua musa ispiratrice Martina Topley-Bird.
Il jazz cinematico dei Portico Quartet e le rime “sporche” di grime by Ghostpoet (tra pochi giorni al Siren Festival di Vasto per la sua unica data italiana) lanciano un ponte ideale verso i suoni d’oltreoceano. Ci spostiamo prima lungo la costa californiana, per un ritorno di spessore come quello di James Murphy con i suoi LCD Soundsystem, e poi in North Carolina con il folk dai riverberi gospel e soul di Hiss Golden Messenger.

Nel nostro itinerario sonoro non poteva mancare l’elettronica, declinata secondo diverse angolazioni e mai avara di contaminazioni, con esordi di carattere quale quello del producer Mura Masa e del duo di Dusseldorf dei Grandbrothers, insieme agli ispirati ritorni di artisti già noti ma in continua evoluzione quali Drake, Four Tet, Laurel Halo, Machinedrum, Floating Points e Henrik Schwarz.

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La sperimentazione fa da contraltare alle trame elettroniche nelle ripide architetture afro-futuriste di Nicole Mitchell, nelle esotiche contaminazioni firmate dal “nostro” Andrea Mangia in arte Popolous, nel neo-soul con influenze hip-hop di LNDFK, giovane songwriter tunisina, cresciuta a Napoli e residente a Parigi (tra pochi giorni protagonista del Gaeta Jazz Festival).
Infine nella nostra playlist non potevano mancare i suoni dalle chiare radici afro-americane, rivisitati con originalità come l’afrobeat dalle chiare influenze jazz degli United Vibrations, l’afro-punk garage degli Tshegue, il neo-soul di Mali Music e il jazz nelle forme più ibride del collettivo Tangents e in quelle decisamente più affabili del trio Tingvall.

Menzione speciale per la traccia di chiusura affidata a una riuscita collaborazione tra il pianista Greg Foat e il multistrumentista Warren Hampshire che con Galaxies Like Grans of Sand combinano eclettismo e ricerca colorando il loro jazz-folk strumentale con i suoni captati da frequenze parallele, attingendo con originalità tanto ai soundtrack italiani degli anni ’60 quanto ai corposi archivi della british library music.

Dunque buone vacanze, emozioni, passioni, sorprese e buoni ritorni insperati e incontri inaspettati con la nostra JustBaked Summery.

Fabrizio Montini Trotti

Fabrizio Montini Trotti

Classe ’75, appassionato di musica con il vizio della scrittura, Fabrizio è un inguaribile collezionista di vinile, da sempre alla ricerca di nuovi generi e talenti da ascoltare e da proporre. Non a caso la radio e la consolle sono stati, per un po’ di tempo, il suo habitat naturale.
Pur avendo appeso le puntine al chiodo, continua ad applicare i precetti del jazz, la sua prima passione, al lavoro e alla vita quotidiana, convinto che improvvisazione e ispirazione derivino dalla convergenza di vari elementi, proprio come predicava il suo “mentore” Sun Ra.
Al profeta dell’Alabama deve anche la sua devozione per l’afrocentrismo, che studia e declina nelle sue diverse forme musicali, dalla riscoperta dei suoni tradizionali fino all’elettronica.
Fabrizio Montini Trotti

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