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ROMA.
Red Bull Music Academy Bass Camp

La celebre Academy musicale firmata Red Bull torna in Italia, questa volta a Roma, per la sua versione Bass Camp. Lo spin-off di 4 giorni (Giovedì 14 – Domenica 17 settembre 2017) tra sperimentazione e confronto, dedicato alle arti multidisciplinari e alla musica. Quattro giornate articolate tra lecture, workshop, sessioni guidate in studio di registrazione e serate aperte al pubblico (in diverse location scelte tra i poli di accumulazione sonora romani). Mission: attrarre energie e dare impulso al movimento di quel corto circuito creativo di esperienze e di talenti esistente attorno alla scena elettronica, al clubbing e alla DJ culture.

Red Bull Music Academy, da 20 anni, rappresenta il punto di riferimento di giovani producer, dj e musicisti di diversa attitudine, background, provenienza geografica ed artistica, uniti dall’unica ambizione di conoscere, aprirsi e confrontarsi in un contesto stimolante qual è un laboratorio di avanguardie.
Il punto di forza di tutti gli eventi targati RBMA, non ultimo l’imminente Bass Camp romano, risiede nella sua vocazione itinerante e open-minded, in grado di catalizzare gli enzimi produttivi di luoghi fisici e virtuali aperti alle contaminazioni e capace di far convergere, come in un ideale collisione, un insieme stratificato di stili ed influenze musicali, quanto mai eterogeneo, attraverso i suoi protagonisti.

Oltre che dalle location e dalla selezione del panel dei partecipanti e dei tutor, il concept dell’Academy non può prescindere dai contenuti e dai temi oggetto degli incontri e dei workshop “a porte chiuse”. Qui, pur nelle specificità di ogni singola lecture, troveranno spazio argomenti di confronto come l’evoluzione delle performance dal vivo, l’attenzione alle mutate esigenze della music industry, la relazione, imprescindibile, tra strumenti tradizionali e computer music. Senza trascurare il richiamo all’importanza delle radici e dell’identità musicale, della ricerca e della composizione, con particolare attenzione alla creazione del ritmo inteso nelle sue diverse accezioni.

Lorenzo Senni

Lorenzo Senni

Nella road map che porterà alla ventesima edizione dell’Academy, in programma a Berlino nel 2018, per il Roma Bass Camp sono 16 gli aspiranti musicisti italiani chiamati a sperimentare, creare musica e confrontarsi da pari a pari con i tutor che li guideranno all’incontro tra le loro diversità, all’interno del processo creativo: Chevel, CRLN, DNN, Edisonnoside, Giesse, Go Dugong, Harptical, Key Clef, L I M, LNDFK, Morkebla, Petit Singe, RAW M.T., Stèv, Turbojazz e Yakamoto Kotzuga.

Di giorno, nell’affascinante cornice del temporary hub di Casale Gallo alle porte di Roma, “saliranno in cattedra” i tutor Marco Passarani, il dj e producer cileno Matias Aguayo e il mixing engineer Andrea Sologni. Sabato 16 sarà la volta di Tullio De Piscopo il quale sarà protagonista di un’attesa conferenza alla quale seguirà un workshop sulla batteria.

La notte, invece, Red Bull Music Academy Bass Camp si sposta in alcuni luoghi rappresentativi della capitale per tre serate aperte al pubblico caratterizzate da una line-up artistica particolarmente eclettica: si parte giovedì 14 all’Hotel Butterfly, nei dock del Guido Reni District, per il party di apertura con i dj set del produttore, speaker radiofonico e giornalista David Nerattini che insieme a Francisco, progetto solista di Francesco De Bellis, accompagnerà l’audience tra colonne sonore e le library della musica italiana, dell’italo-disco e del pop nazionale.

Jòhann Johansson Ph Jónatan Grétarsson

Jòhann Johansson Ph Jónatan Grétarsson

L’attenzione nei confronti del soundtrack, declinato nella sua forma sinfonica ed orchestrale, torna venerdì 15 quando sul palco dell’Auditorium Parco della Musica si esibirà il celebre compositore svedese Jòhann Johansson, autore di colonne sonore di film quali Prisoners, La teoria del tutto, Arrival e, più di recente, Blade Runner 2049. Il suo ultimo lavoro discografico intitolato Orphée, pubblicato per la Deutsche Grammophone ha suscitato l’attenzione della critica ed un successo tale da consentirgli di essere considerato tra i più promettenti performer della scena scandinava.

La serata conclusiva in programma sabato 16 tra le architetture post-industriali dell’Ex Dogana si aprirà con il live di Caterina Barbieri, giovane artista sperimentale bolognese che ha studiato musica elettronica in Svezia al Conservatorio di Stoccolma, città in cui ha anche frequentato l’Elektronmusikstudion (EMS), storico centro nazionale di musica elettroacustica.
Subito dopo prenderà i controlli Lorenzo Senni, tra i più apprezzati producer italiani di musica elettronica, attualmente nel rooster della Warp Records, che presenterà la performance audio-visiva dal titolo “Oracle”.

Con l’avanzare della notte saranno i beat a regolarizzare le pulsazioni del dancefloor con la techno night condotta da Giorgio Gigli, il belga Hiele, lo statunitense Rrose, l’attesa performance del dj e produttore libanese, residente a Berlino, Rabih Beaini aka Morphosis e Lory D, portavoce “storico” del Suono di Roma sin dai primi anni ’90.

 

Fabrizio Montini Trotti

Fabrizio Montini Trotti

Classe ’75, appassionato di musica con il vizio della scrittura, Fabrizio è un inguaribile collezionista di vinile, da sempre alla ricerca di nuovi generi e talenti da ascoltare e da proporre. Non a caso la radio e la consolle sono stati, per un po’ di tempo, il suo habitat naturale.
Pur avendo appeso le puntine al chiodo, continua ad applicare i precetti del jazz, la sua prima passione, al lavoro e alla vita quotidiana, convinto che improvvisazione e ispirazione derivino dalla convergenza di vari elementi, proprio come predicava il suo “mentore” Sun Ra.
Al profeta dell’Alabama deve anche la sua devozione per l’afrocentrismo, che studia e declina nelle sue diverse forme musicali, dalla riscoperta dei suoni tradizionali fino all’elettronica.
Fabrizio Montini Trotti

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