CARS 3 Movie ©2016 Disney•Pixar All Rights Reserved

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Cars 3: un film fatto
con cuore e saggezza

Per gli amanti di Saetta McQueen e di Cricchetto questo è un film fatto con il cuore e con saggezza.

D’altronde siamo arrivati al terzo episodio della serie e il rischio di annoiare, ripetersi, imitare è altissimo soprattutto per un film di animazione (quindi per un target molto giovane) che parla di auto, di forza, di velocità e di vittoria. Sappiamo tutti che in ogni film di botteghino deve esserci un vincente e un perdente, un protagonista e un antagonista, un Saetta McQueen ed un Jackson Storm, appunto. L’esordiente inaspettato che mette in discussione il campione.

CARS 3 Movie ©2016 Disney•Pixar All Rights Reserved

Quello che invece non è per niente scontato è lo svolgimento della storia che riesce, in piena linea Pixar, a sorprendere.

Cars 3 non è solo un film di auto, ma una lezione di vita a tutto tondo dove la tematica del cambiamento, dell’impossibile da realizzare, viene affrontata in modo diretto, preciso, e non semplicisticamente risolta con una frase tanto granitica quanto tagliagambe come: se non ci sei riuscito è perché non ne avevi la volontà.

Cars 3 ci mette di fronte a una forte autocritica (scusate il gioco di parole) dell’insegnamento anni ’80 e del film Hollywoodiano in generale. Quell’insegnamento che ci ha fatto credere che il domani non importa, che tutto è eterno, che l’importante è la vittoria momentanea, l’essere i migliori, e del domani non preoccupiamoci.

Invece, cari i miei piccoli spettatori, c’è sempre un domani, ci sarà qualcuno che sarà più forte di noi, una nuova generazione pronta a rimpiazzare la precedente. Eccezione fatta per l’Italia dove tutto muta gattopardescamente restando uguale.

CARS 3 Movie ©2016 Disney•Pixar All Rights Reserved

In questo episodio di Cars 3, dicevamo, Saetta McQueen si trova a dover sfidare una macchina più avanzata, più moderna, con meno resistenza all’aria, meglio allenata e che sembra imbattibile. Ricordate Rocky 4? Ivan Drago? Bene, perché qui non siamo in un film con Sylvester Stallone, ma nella realtà (se così si può dire) delle macchine.

La vittoria non è il solo ed unico fine, c’è qualcosa di più. Così, Saetta, seguito da Cruz Ramirez (la sua allenatrice motivazionale), le proverà tutte per vincere l’ultima volta.

Se volete rimanere sorpresi fermatevi qui. Altrimenti proseguite…

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ATTENZIONE SPOILER!

E non ce la farà. Con un viaggio che non è quello tra allievo e maestro (anche in questo Cars 3 si distanzia dall’ortodossia filmica americana) ma tra Cruz e Saetta che prova in tutti i modi a rientrare nel giro delle corse, dopo essere stato vittima di un grave incidente e senza aver potuto dire la sua ultima parola, come fu per Doc Hudson, il suo mentore.

Gli autori sembrano volerci dire che la vita è un cerchione di una macchina con corsi e ricorsi storici, e che l’unico vero obiettivo che renderà eterna la nostra felicità e la nostra esistenza è quella di essere dei maestri per le generazioni future, trasmettere e insegnare.

Un film gustoso anche per i genitori che potrebbero rimanere sorpresi dalla profondità della storia e, forse, anche un pochino arrabbiati nel sentirsi dire che sono vecchi. Ma tant’è, anch’io ho la vostra età, cari vecchietti!  😉

Brava Pixar, a me è piaciuto! Cia-Ciao!

Edoardo Montanari

Edoardo Montanari

Sceneggiatore di documentari, narratore e autore nel senso più ampio del termine: ho adottato Hayao Miyazaki come padre putativo dal giorno in cui ho visto "La città incantata" e tutte le puntate di "Conan il ragazzo del futuro".
Giornalista dal 2015, scrivo per diverse testate online (Puntatona.it e Cinemamente.com) e cartacee (Mzk News) come esperto di cinema e scrittura. Sono un sostenitore della dottrina Zen.
Il mio motto è: «Se puoi pensarlo e capirlo, puoi scriverlo».
Edoardo Montanari

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