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LUISA CARRADA.
Nozioni di libertà: l’inchiostro, la penna e
la passione

Luisa Carrada ha alle spalle una tesi di Laurea in Storia dell’Arte, un “lungo master”, come piace chiamarlo a lei, a Radiodue, per poi approdare alla comunicazione aziendale che la porta a scrivere e insegnare per molte società diverse.

«Che mi sarei guadagnata la vita con le parole non lo avevo proprio previsto. Sono sempre stata una lettrice vorace, ma il mio vero amore – da piccola – erano le immagini.»

Fa nascere “Il Mestiere di Scrivere”, un esperimento partorito dalla passione, dove ha condensato tutto quello che aveva imparato e che era pronta a condividere.
Un sito che è rimasto così com’è nato, «senza cambiare una virgola» spiega l’autrice.

Luisa Carradae il suo libro "Il Mestiere di Scrivere"

Che cos’è “Il Mestiere di Scrivere”?
«Il Mestiere di Scrivere è nato, quasi per caso, moltissimi anni fa, quando sul web eravamo ancora in pochi e i blog erano ancora di là da venire. È nato dalla mia curiosità, dalla voglia di provare direttamente come fosse scrivere su uno strumento completamente diverso da quelli con i quali ero cresciuta e sui quali avevo studiato. Mi è piaciuto tantissimo, per cui ho continuato con gran gusto. Non mi sono mai fermata, anche se da molti anni proseguo la mia attività sul blog. Ma quel primo sito è sempre online, sotto l’etichetta di “sito vintage”.»

Si scrive sempre per qualcuno, ma chi scrive sa che lo si fa anche per se stessi… Cosa le dà la scrittura?
«Io ho sempre scritto prima di tutto per me stessa e credo che questa spinta valga per molte altre persone. Non che la condivisione non mi faccia piacere, tutt’altro. Anzi, devo ai tantissimi lettori l’aver potuto trasformare una passione in lavoro. Ma non è la prima motivazione, quella che ti fa andare avanti anni, senza tentennamenti e scoraggiamenti.
Io scrivo per mettere ordine nei pensieri e nelle mie letture. Per connettere i puntini. Per continuare ad approfondire e studiare, e anche per ricordare, perché quello cui dai forma attraverso le parole non te lo scordi più. E io sono una gran smemorata. Scrivere sul blog o nei libri mi rassicura e mi appaga.»

Si ricorda i suoi primi esperimenti di scrittura creativa?
«Io mi occupo di scrittura professionale, se vogliamo stare alle suddivisioni classiche. In realtà, sono convinta che tutta la scrittura sia profondamente creativa, anche il “Chi siamo” di un’azienda e l’email a un cliente.
Certo che mi ricordo dei primi testi che ho scritto… A ripensarci mi vengono i brividi, perché ricordo soprattutto le ingenuità, gli errori e la paura, tanta paura! Quella fortunatamente non passa mai, ma impari a gestirla e ad avere un rapporto sereno con quello che scrivi. Io cerco di fare sempre il meglio possibile, ma poi metto il punto e consegno il testo ai lettori con una certa tranquillità d’animo.»

Luisa Carrada e "Il Mestiere di Scrivere"

Perché, secondo lei, le parole riescono ad avere un potere tanto determinante?
«Perché attraverso le parole diamo forma ai nostri pensieri, cioè a ciò che ci rende umani e diversi l’uno dall’altra. Le parole sono tutto ciò che abbiamo, la materia prima della nostra identità e creatività. In più, sono sempre con noi, come il corpo, come il respiro. Vale davvero la pena di curarle e prestar loro molta attenzione, perché possono ferire ma anche fare miracoli.»

Mi conceda un volo pindarico, l’uso delle parole può essere positivo, quanto negativo, il piano comunicativo dello “Stato Islamico” potrebbe esserne un chiaro esempio. Esistono, secondo lei, misure preventive che i lettori possono adottare contro la “mala” comunicazione?
«Certo che ci sono, e un bellissimo manifesto come quello recente di Parole Ostili le riassume molto meglio di quanto potrei fare io. Ma prima ancora delle parole viene il nostro atteggiamento. Vengono la consapevolezza e l’attenzione. Se ci sono queste cose, il linguaggio le rispecchia in modo naturale.»

Passando al lato positivo, che consigli darebbe a un neo-scrittore?
«Ne avrei tanti, ma posso riassumerli in un solo invito: essere instancabilmente curiosi. Di tutto, mica solo della scrittura e degli scrittori! Viviamo tempi fortunati, nei quali abbiamo accesso a un patrimonio di contenuti tale da far venire le vertigini… Almeno a me vengono. La scrittura si feconda con mille altre cose: arte, cinema, fotografia, danza, sport e ogni altra cosa ci piaccia.»

Luisa Carrada e "Il Mestiere di Scrivere"

Quali sono i suoi prossimi progetti?
«Ogni tanto, devo tornare a scrivere un libro. Quindi il mio prossimo progetto è… Pura carta. Non un solo libro, ma di più! E qui mi fermo per scaramanzia, tanto ne saprete qualcosa tra pochissimo.»

Tutti gli scrittori hanno un elenco di “citazioni da non dimenticare”, ci lasci con qualcosa che l’ha ispirata.
«Ho un sacco di ispiratrici e ispiratori, ma devo scegliere. Ecco:

“Che cosa fai? Vivo. Quando sei in forma? Scrivo.”
Lorenzo Jovanotti Cherubini

Mi ricorda i momenti nei quali si scrive con leggerezza e allegria. I più belli, quelli nei quali ci si sente trasportati dalle parole, senza fatica.

“La parte più bella, in assoluto la più godibile, è finire un testo per cominciare a riscriverlo.”
Toni Morrison

Vale per un premio Nobel per la letteratura, ma anche per noi modesti artigiani della parola. Io non vedo l’ora che arrivi il momento della revisione.

“Ogni volta che usiamo le parole, anche se non ne siamo ben consapevoli, siamo, per dir così, costretti a fare delle scelte. Siamo costretti a essere liberi.”
Tullio De Mauro

Scrivere con consapevolezza è il primo, magnifico esercizio di libertà.»

Ilaria Forniti

Ilaria Forniti

Isabelle Allende: «Mi innamoro a squarciacuore dei dettagli».
Leggo molto, mi piacciono le montagne, quelle che cadono a picco nei grandi laghi, il colore intenso della vegetazione, mi fanno sentire libera; per questo tra nome e cognome ci ho messo l’Alaska. Per ricordarmi che tutti abbiamo dentro un posto puro e incontaminato da percorrere.
Amo i paesini dimenticati, quelli dove gli anziani risalgono le salite a fatica con la legna per la stufa. E capire che diventa inverno quando le strade si riempiono dell’odore di fumo e il cielo di nuvole artificiali. Mi piace fotografare i pezzi che nessuno guarda; lì, trovo spesso il senso della poesia e la forza dirompente dell’umanità. Canto sottovoce, di continuo. Scrivo, come terapia. Non amo l’estate, il caldo mi sfianca.
Sono sbadata, inciampo. Per questo, non porto quasi mai i tacchi. Credo nella cultura, nel progresso, nell’intelligenza, nei tratti sani della modernità, nella comunicazione a cuore aperto, quella senza inganni, quella che informa e libera, nella verità più che nelle convinzioni, nella conoscenza senza pregiudizio e in quella parte di uomini che hanno scelto di credere che "crescere" non significa "invecchiare".
Ilaria Forniti

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