Luis Enríquez Bacalov

LUIS BACALOV.
Con el repiro del tango

Non ci sono parole.

Luis Enríquez Bacalov è morto ieri a Roma, all’età di 84 anni. Nato in Argentina, è arrivato in Europa ventenne e, dagli anni ’60, si è stabilito in Italia.

Bacalov ha lavorato come arrangiatore, compositore e pianista, collaborando con i più famosi musicisti, da Sergio Endrigo (fra tutte: Io che amo solo te) a Martha Argerich. Ma la società creativa è stata sempre così divisa in compartimenti quasi impermeabili da rendere impossibile definirlo. Louis Bacalov era un musicista eminentemente pratico, capace di muoversi con disinvoltura sia in ambito musicale sia nelle scelte di carriera.

Una dote che gli derivava proprio dalla sue origini argentine: «Da ragazzino – aveva raccontato ad “Avvenire” – vivevo a Buenos Aires, all’epoca una città davvero interessante dal punto di vista culturale. Ho sentito grandi solisti e direttori di orchestra, mi sono nutrito bene… Ma in America latina, rispetto all’Europa, non si fa differenza tra musiche. Se si studia Beethoven o Chopin non è che non si fa folklore e jazz. In Europa la tendenza è a chiudersi: si guarda con imbarazzo, se non disprezzo, ciò che non è grande musica occidentale. Eppure praticare gli altri generi è un ottimo allenamento, è un bagno di flessibilità e di rigore».


Forse il suo brano più famoso è quello vincitore del premio Oscar nel 1995 per la colonna sonora del film Il Postino, cui seguì anche una violenta polemica con Sergio Endrigo che lo accusò di plagio. Né aiutano la definizione univoca dello stile di Louis Bacalov alcune sue sperimentazioni linguistiche ardite: un Concerto Grosso alla maniera barocca, scritto nel 1971 per i New Trolls, alla ricerca di quella commistione di generi alla base anche della Mass di Bernstein, composta nello stesso anno, sulla scia della Misa Criolla di Ariel Ramirez (1964), a cui Bacalov farà esplicito riferimento nella sua Misa Tango (2000).

De Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini si ricordano le musiche di Bach, ma l’autore a lui accostato nella colonna sonora è proprio Bacalov. Qualcuno potrà ricordare il motivetto di Django Unchained (Quentin Tarantino) che risale agli spaghetti-western con musiche di Bacalov, già autore della colonna sonora di Django (1966, Sergio Corbucci) e poi di molte altre per i “poliziotteschi” degli anni ’70.

Si divertiva molto a suonare il tango, al pianoforte, e spesso terminava i suoi concerti con divertenti versioni di El Choclo.

«Mio padre ascoltava il tango alla radio. E cantava. Inconsapevolmente mi sono imbevuto di quei ritmi. Per un po’ non li ho frequentati, però ora riaffiorano nella mia produzione. Ma a lungo il tango è stato considerato solo come qualcosa di folkloristico, non degno dei grandi compositori. Non escludo che questa mentalità abbia influenzato anche me. A 40 anni ho deciso che dovevo conoscere tutto del tango».

Forse non esistono parole per definirlo. Forse basta la musica.

Francesco Antonioni

Francesco Antonioni

Crea musica per diversi generi e occasioni. «Un compositore che sa bene cosa fare e come realizzare le proprie idee», ha scritto il Guardian nel gennaio 2009. «Non è una sorpresa, visto il delicato controllo del suono, del movimento e il rigore della scrittura», ha fatto eco il Times.
Sin dagli esordi il suo talento è stato salutato dalla critica come una promessa, ricca di inventiva, di freschezza e di indipendente originalità: «Il pensiero che questa musica trasmette è una conquistata libertà da qualunque dogma avanguardistico, ma anche antiavanguardistico», ha scritto Dino Villatico su Classic Voice.
Nel febbraio 2014, le sue note eseguite dall’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (diretta da Antonio Pappano) sono state accolte da un grande successo di pubblico e di critica. «La musica contemporanea funziona e piace quando sono chiari il pensiero, la tecnica e l’immaginazione. La prova? Gli occhi che si fermano di Francesco Antonioni» – Luca della Libera, Il Messaggero.
Dal 2002 conduce la trasmissione radiofonica Radio3-suite e dal 2015 presenta il programma musicale Petruska Presenta, su Rai 5. Ha scritto e curato le voci di aggiornamento sulla musica classica e contemporanea dell’Enciclopedia Italiana Treccani 2015.
Francesco Antonioni

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