Uqido al MARKETERs Experience 2017

UQIDO.
Una software house
a forma di cuore

Il MARKETERs Club, lo scorso 17 Novembre, ha presentato la IV edizione del MARKETERs Experience.
Il tema è stato riassunto nel titolo: Technology – Cutting the Edge!.
Gli ospiti del MARKETERs Experience 2017
Il secondo ospite dell’evento è stato Pier Mattia Avesani, General Manager e Co-Founder di Uqido: ha spiegato come la sua particolare inclinazione nei confronti della tecnologia si sia consolidata nel 2009 quando, insieme all’amico Alberto Siletti, ha creato un’app che gestisce in tempo reale i flussi di attesa all’interno delle sale dei pronto soccorsi.
Il successo è arrivato in fretta, l’app venne chiamata proprio Uqido, che sta per “you queue I do”.

Just Baked è stato media partner del MARKETERs Experience e, oggi, abbiamo chiesto a Enrico Boscolo di parlarci di Uqido. Ci siamo accorti subito che è un progetto di cuore, una specie di interlinea tra le aziende e i suoi clienti, direzionato soprattutto verso quelle imprese che tentano di fidelizzare l’utente con la fiducia.
Il team di Uqido
Uqido ha la forma apparente di una software house, un team di persone super intelligenti che progettano servendosi di alte tecnologie e riescono a creare quei “miracoli digitali” che per noi comuni mortali rimangono magie dei tempi moderni.
Uqido è una realtà in corsa, al passo coi moti veloci, attenta, focalizzata sull’efficienza e il suo Marketing Manager ce l’ha raccontata così…

Partiamo con una domanda base, come nasce Uqido?
«Uqido nasce nel 2010, per merito dei due fondatori Pier Mattia Avesani e Alberto Silletti che brevettano un algoritmo in grado di gestire i flussi di persone all’interno di uffici pubblici e privati. Luoghi che vedono spesso code interminabili sottraendo tempo prezioso alla vita quotidiana dei cittadini. Ora il nostro sistema elimina code è utilizzato in più di cinquanta ospedali (sparsi tra le province di Padova e Treviso) e solo nel 2016 è stato utilizzato da 450.000 persone

Uqido sembra essere una finestra aperta sul futuro, quanto è importante per voi l’open innovation?
«Viviamo in un momento storico in cui è tutto accelerato, l’innovazione tecnologica registra ritmi mai raggiunti prima e ciò accorcia sensibilmente il ciclo di vita dei prodotti.
È fondamentale rimanere aggiornati sulle nuove soluzioni tecnologiche, far parte dei cosiddetti early adopters, assumendosi tutti i rischi del caso. Infatti, il mercato spinge verso una convergenza delle soluzioni tecniche ed è quindi vitale scommettere su quelle giuste.

Vi è inoltre la sempre più forte tendenza all’estrema customizzazione dei prodotti, i clienti ci chiedono software e merci sempre più personalizzati e ciò si ripercuote sensibilmente nel nostro modello di business. Avere una struttura snella e adattiva diventa davvero importante. La modularità nella costruzione di un prodotto assume ora un ruolo chiave che consente di rimanere competitivi.»

Il team di Uqido

In che modo il vostro team di sviluppo si integra per realizzare prodotti e servizi apparentemente diversi tra loro?
«Per garantire merci di qualità, complete e soprattutto rispondenti alle specifiche del cliente, è fondamentale dotarsi delle professionalità adatte. Il team di Uqido, pur arrivando prevalentemente da una formazione ingegneristica e informatica, si è completato con figure che integrino anche altre competenze.

Nel caso dei software, ad esempio, oltre agli sviluppatori, abbiamo Product Designer, UX e UI Designer e Front-end Developer. Nel settore della Realtà Virtuale, invece, oltre ai developer che programmano le esperienze e tutte le funzionalità che le caratterizzano, ci siamo dotati di CG Artist, Technical Sound Designer, Game Designer. Solo così la nostra VR diventa realmente immersiva, piacevole, completa e soprattutto utile nei settori più disparati.»

Quali sono gli ostacoli più comuni che si incontrano tra lo sviluppo di un software gestionale ad hoc e la sua implementazione in azienda?
«La difficoltà maggiore, spesso, è entrare in processi aziendali che da anni sono sempre uguali e hanno assunto la dimensione di routine. Portare un cambiamento, anche notevolmente migliorativo, non è mai semplice e ci si scontra con la diversa propensione all’innovazione che caratterizza non solo le differenti aziende ma anche le varie figure all’interno della stessa azienda.

Per rendere questo processo un vero valore, Uqido ha un rapporto sempre molto stretto col cliente, fornisce continuo supporto e consulenza prendendo per mano l’utente e accompagnandolo dall’idea iniziale di prodotto alla sua realizzazione e implementazione.
Solo così si è certi che il software finito e consegnato risponda a ciò che chi lo commissiona ha in mente, solo così si arriva alla piena soddisfazione del cliente.»

Uqido Realtà Virtuale e Realtà Aumentata

Uqido aiuta le aziende a comprendere i clienti, voi come comprendete i vostri?
«Per comprendere è indispensabile saper ascoltare. Dai primi incontri fino al termine del processo produttivo il cliente viene accompagnato, consigliato e gli vengono descritte tutte le possibili soluzioni tecniche. Solo così è possibile aiutarlo nel suo processo decisionale.

Uqido ha implementato nel proprio funnel di lavoro incontri iniziali con l’interlocutore, per identificare le sue necessità attraverso l’interattività e il gioco, degli ‘sprint’ che hanno il compito di raccogliere tutte le idee sul futuro prodotto e di ordinarle. Il plus di questo approccio è sfruttare la contaminazione tra diverse aree aziendali e professionisti esterni, per arrivare a un quadro completo su ciò che il software deve essere in grado di fare.»

Quanto investe Uqido in ricerca e sviluppo?
«Uqido conta su dipendenti fortemente appassionati e curiosi, che dedicano gran parte della loro giornata all’esplorazione di soluzioni tecniche nuove e sviluppo di prototipi creati con moderne tecnologie.
Ciò consente all’azienda di identificare e approcciare a innovazioni utili alla propria causa fornendo contemporaneamente ai suoi dipendenti un forte stimolo, motivazione e gratificazione vedendo applicati i propri studi a progetti e clienti reali.»

Uqido Realtà Virtuale e Realtà Aumentata

Spostiamoci su uno dei servizi presenti nella vostra carta, realtà virtuale e realtà aumentata: cosa sono e in cosa differiscono?
«Ambienti virtuali che seguano le leggi del mondo reale, rendendoli esplorabili grazie a tutti i sensi dell’essere umano e dando la possibilità di interagire con gli oggetti ‘in scena’, questo è sostanzialmente ciò che viene identificato con Realtà Virtuale, o più precisamente Realtà Virtuale Immersiva. È proprio l’immersività la caratteristica chiave di questa nuova tecnologia: catapultare lo spettatore nel virtuale facendogli dimenticare di essere all’interno di una stanza e facendogli vivere emozioni e sensazioni tipiche del mondo reale, ovvero umane e vere!

Nel caso della realtà aumentata, invece, siamo ancora in un mondo ‘reale’, fatto di materia e nel quale viviamo tutti i giorni, dove vengono aggiunti elementi virtuali che arricchiscono l’ambiente. Viene arricchita la percezione sensoriale dell’essere umano. La realtà aumentata utilizza tecnologie e device più alla portata del grande pubblico ma che, al tempo stesso, non sono in grado di garantire gli elevati livelli di qualità e immersività della Realtà Virtuale

Quanto queste tecnologie possono effettivamente impattare sulla nostra quotidianità? E in quali settori sarebbe veramente efficace utilizzarle?
«Le potenzialità di queste tecnologie sono tutt’oggi ancora abbondantemente inespresse. Siamo al punto in cui la tecnologia è sostanzialmente matura ma paradossalmente mancano le idee capaci di conferirle valore.

Ciò che rendere realtà virtuale e realtà aumentata davvero interessanti è la possibilità di incrementare la disponibilità di due risorse sempre più care agli individui: spazio e tempo. È possibile spostarsi in ogni dove rimanendo comodamente a casa o nel proprio ufficio, dare uno sguardo ‘reale’ a ciò che è stato in passato o a quel che sarà in futuro. Sostanzialmente entrare in una dimensione in cui non serve l’immaginazione ma in cui è possibile realmente vedere, ascoltare, sentire o semplicemente percepire qualcosa che non c’è nella realtà.
Ciò apre un novero di possibilità incredibili per numerosi settori, dalla medicina all’intrattenimento, passando per architettura, design di prodotto, Industry 4.0, formazione, promozione dei beni culturali.»

Lei crede che in un futuro prossimo gireremo con dei cardboard nella borsa, proprio come facciamo oggi con i nostri smartphone?
«Beh, con i cardboard spero proprio di no, la qualità di quella VR non è proprio delle migliori! Scherzi a parte, il vero salto di qualità che l’intero settore delle “tecnologie immersive” dovrà fare è fornire ai consumatori dispositivi wearable, economici, che si integrino nelle nostre vite senza diventare invasivi e capaci di conferire valore aggiunto attraverso il loro utilizzo.

Solo così le nuove tecnologie possono ambire allo stesso percorso vissuto dagli smartphone ed entrare nella quotidianità di ognuno di noi.»

Uqido Realtà Virtuale e Realtà Aumentata

Mi permetta una domanda un po’ diretta, si spogli per un attimo della veste digital e pensi alla nostra umanità: non crede che la realtà virtuale sia una forma di allontanamento dal senso puro della vita?
«Penso ad un progetto che ci vede coinvolti, con la nostra VR, nell’oncologia pediatrica: ai giovani pazienti che non possono uscire dall’ospedale, che possono incontrare a malapena i genitori. Una tecnologia in grado di distrarli, di intrattenerli, di far vedere loro il mondo, a mio avviso, è qualcosa di incredibilmente utile, che restituisce quella parte di vita che è stata sottratta, che restituisce il senso di esserci.

Fino a che un’innovazione tecnologica lascia immaginare scenari di questo tipo, secondo me vale la pena approfondirla e renderla disponibile a tutti.»

Insomma, che futuro ci aspetta?
«Mi auguro un futuro in cui la tecnologia sia sempre più al sevizio dell’essere umano e del suo benessere.
Riferendosi alla realtà virtuale e, più in generale, all’immersive computing si parla di tecnologie abilitanti e inclusive, due termini che la dicono lunga sulle loro potenzialità.

Accorciare le distanze, abbattere muri, aumentare le opportunità, accrescere il benessere devono essere gli obiettivi di chi fa innovazione, ragionando in questo modo ci si può attendere un futuro roseo.»

Ilaria Forniti

Ilaria Forniti

Isabelle Allende: «Mi innamoro a squarciacuore dei dettagli».
Leggo molto, mi piacciono le montagne, quelle che cadono a picco nei grandi laghi, il colore intenso della vegetazione, mi fanno sentire libera; per questo tra nome e cognome ci ho messo l’Alaska. Per ricordarmi che tutti abbiamo dentro un posto puro e incontaminato da percorrere.
Amo i paesini dimenticati, quelli dove gli anziani risalgono le salite a fatica con la legna per la stufa. E capire che diventa inverno quando le strade si riempiono dell’odore di fumo e il cielo di nuvole artificiali. Mi piace fotografare i pezzi che nessuno guarda; lì, trovo spesso il senso della poesia e la forza dirompente dell’umanità. Canto sottovoce, di continuo. Scrivo, come terapia. Non amo l’estate, il caldo mi sfianca.
Sono sbadata, inciampo. Per questo, non porto quasi mai i tacchi. Credo nella cultura, nel progresso, nell’intelligenza, nei tratti sani della modernità, nella comunicazione a cuore aperto, quella senza inganni, quella che informa e libera, nella verità più che nelle convinzioni, nella conoscenza senza pregiudizio e in quella parte di uomini che hanno scelto di credere che "crescere" non significa "invecchiare".
Ilaria Forniti

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