Eriko cantante e idol

ERIKOTTERO.
Eriko racconta
il Giappone agli italiani

Lei si chiama Eriko ed è giapponese. Lui si chiama Silvio ed è italiano. In comune hanno la passione per la musica e insieme sono i K-Ble Jungle.

Eriko Kawasaki e Dj Shiru: i K-Ble Jungle

Il sodalizio artistico ha avuto inizio con il tour intitolato ERIKO + DJ Shiru LIVE! che, nel 2012, ha toccato moltissime città italiane e ha poi oltrepassato i nostri confini per arrivare in Svizzera, in Francia e in Giappone. I loro spettacoli si distinguono non solo per le originali canzoni, ma anche per il ritmo unico, per le fantasiose coreografie di Eriko, per il mix di arti portate sul palco e per i costumi di scena colorati e stravaganti.

Eriko Kawasaki e Dj Shiru: i K-Ble Jungle

Che ne dite di iniziare il nuovo anno al ritmo delle loro canzoni?

Eriko, che cos’è Erikottero?

«È un tentativo di far conoscere un po’ meglio il mio Paese agli italiani, in modo leggero e divertente ma non superficiale… Un compito difficile, spero di riuscire bene nell’impresa! Ho notato che ci sono molti siti di italiani che spiegano la cultura e le tradizioni del Giappone, quindi, abbiamo pensato con Silvio, che avrei potuto provare io a farlo… Visto che sono giapponese!»

Silvio, che cos’è Ochacaffè?

«Un’associazione nata per far avvicinare Italia e Giappone. Patrociniamo corsi di lingua in Italia e facilitiamo chi vuole andare a farli in Giappone. Invitiamo artisti giapponesi in Italia, organizziamo eventi nei due Paesi e ci divertiamo molto a farlo! Lavoriamo sia con la cultura tradizionale che, sempre più spesso, con quella pop.»

Eriko, cosa consigli agli italiani che vogliono imparare il giapponese?

«Purtroppo l’unico modo è studiare moltissimo. Non ci sono scorciatoie! Sicuramente vedere anime e ascoltare musica J-Pop aiuta, ma bisogna studiare, con costanza e pazienza, la grammatica e gli ideogrammi. Ochacaffè vi può consigliare delle scuole dove imparare al meglio la mia lingua, basta scrivere una mail per richiedere le informazioni!»

Silvio, cosa consigli ai giapponesi che vogliono imparare l’italiano?

«Chiedete a Eriko che ha imparato così bene! A parte gli scherzi, li invitiamo in Italia, dato che il modo migliore per apprendere una lingua è andare nel Paese dove si è costretti a parlarla giorno e notte.»

Eriko, perché hai scelto l’Italia? …E cosa ti manca del Giappone?

«Sono venuta in Italia perché ho studiato musica lirica, desideravo cantare l’opera. Passo lunghi periodi in Italia e viaggio molto in Europa per i concerti dei K-ble Jungle. In quei momenti mi mancano molte cose del Giappone ma soprattutto la famiglia e gli amici. E poi la puntualità dei mezzi pubblici, l’ordine e pulizia delle strade…»

Silvio, chi sono i K-Ble Jungle?

«Un esperimento di fusione totale: ci trovate Italia e Giappone, ma anche musica da discoteca e opera lirica, J-Pop e canzoni dei cartoni animati… Eriko e me (aka DJ Shiru) ma anche le KJ Girls, le nostre ballerine ufficiali che ci accompagnano nei festival più importanti.

Eriko Kawasaki e Dj Shiru: i K-Ble Jungle

La pronuncia del nostro nome può essere all’inglese (Cheibol Giangol) oppure alla giapponese (Cheeburu Gianguru). Il significato viene dall’espressione italiana (non traducibile, ma è una licenza poetica) “giungla di cavi”. In pratica quello che si crea quando facciamo le prove, attaccando amplificatori, casse, microfoni, computer, mixer… Dove poi non si capisce cosa collega cosa. Mi piaceva l’idea dei cavi che uniscono elementi tra di loro molto differenti e che si intersecano, fino a creare un tutt’uno dove non si capisce più che quegli elementi in origine erano cose diverse.»

Programmi per il futuro?

«Continuiamo a far uscire minimo un video a settimana e due CD all’anno… Il nostro stile musicale si sta spostando un po’ dal J-Pop alla musica da discoteca, infatti il prossimo CD che uscirà in primavera sarà abbastanza diverso dal precedente. Più energia e suoni più sporchi… Ma dal vivo continueremo a mescolare tutto, perché è più divertente!»

Un augurio speciale ai nostri lettori, per il nuovo anno?

Silvio: «Un augurio che suona come un consiglio, se amate il Giappone approfonditene la conoscenza leggendone gli autori, ascoltandone la musica, ammirandone la pittura… Ne vale la pena!»

Eriko: «Venite in Giappone! Quando faccio i concerti, in patria, mi piace molto avere fan italiani nel pubblico.»

 

Ph: Eriko e Silvio ritratti dal maestro Naoya Yamaguchi (Studio Diva, Tokyo).

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

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