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Locus: album d’esordio di Giovanni Rago

Rago, classe 1987, si cimenta qui con la sua prima prova da leader in un album nel quale confluiscono non solo le sue già numerose esperienze musicali, ma anche una componente emotiva molto forte che permea tutte le 8 tracce.

Musica di Daniele Votta

16 aprile 2018

Si intitola Locus l’album d’esordio del chitarrista Giovanni Rago, uscito a gennaio per la Headache Production e inciso con il suo trio composto da Mario Guarini (al basso elettrico) e Lucrezio de Seta (alla batteria) nonché con la partecipazione di Elisabetta Serio, pianista di fama internazionale, già al fianco di artisti del calibro di Pino Daniele e Noa.

Può nascere della musica da un rapporto intenso con un luogo? In questo caso da dove nasce questa musica e da quale aspetto particolare?

Se il raggiungimento di questi luoghi è stato motivato da priorità musicali e culturali, ricerche di studio, approfondimenti, esperienze formative, la composizione dei brani è invece legata non solo da queste intenzioni, ma soprattutto dall’attraversamento fisico di questi luoghi. Dall’esperienza viva che si può avere con ognuno di essi, lasciando che in sé stimolino le percezioni, l’intelletto e l’emotività.

Ciascun brano attraversa, raccontandoli, diversi stati d’animo, ognuno legato a un luogo descritto dalla musica e nominato nei titoli.

 

Giovanni Rago

Locus: cosa ha ispirato questo titolo così evocativo?
Cercavo un nome che raggruppasse i luoghi che racconto nel disco, un “luogo tra i luoghi”. Locus ha diverse accezioni, penso al luogo concettuale, letterario e/o immaginario.

Che cos’è il Jazz, per te?
Il Jazz, per me che nasco dal rock, è uno stile di vita molto alternativo. È un linguaggio “colto” che mi permette di dialogare con musicisti di diverse culture.

Un linguaggio libero, seppure possa sembrare pieno di schemi o vincoli.

E cosa non è Jazz, per te?
Non è Jazz la musica che non lascia spazio all’interpretazione dell’esecutore e all’interplay tra i musicisti.

Giovanni Rago

Giovanni Rago Trio: ci presenti i tuoi compagni di viaggio?
Questo disco nasce dall’amicizia con Lucrezio de Seta, batterista e co-produttore dell’album con Headache Production. Grazie a Lucrezio ho conosciuto Mario Guarini, che è poi diventato bassista del trio. Nel disco è presente anche Elisabetta Serio, pianista talentuosa che ho conosciuto qualche anno fa.

La musica può nascere da un rapporto intenso con un luogo?
C’è un confine molto sottile tra rumore e musica, se la musica può nascere dal rapporto con un luogo? Sì, per me il viaggio raccontato dalla musica è un concetto trascendentale, mai scontato e, forse condizionato dai miei studi in composizione per cinema.

“Sento” e immagino la colonna sonora di ogni luogo che attraverso.

E da cos’altro nasce la tua musica?
La mia musica è condizionata da molte cose: stati d’animo, relazioni interpersonali, l’elenco è in continua evoluzione.

Giovanni Rago

Quali artisti consideri come tuoi sensei spirituali?
Adoro Bill Frisell per la sua sperimentazione, John Scofield per il suo sound, Jonathan Kreisberg per il suo fraseggio cool.

Hai già un nuovo progetto in cantiere? Ce lo puoi raccontare?
Sto lavorando a nuovi brani, il prossimo album avrà una dimensione più acustica, decisamente essenziale.
Tra i progetti futuri come docente c’è Sapri Jazz Waves Clinics, una realtà che mi vede impegnato in una duplice veste: Organizzatore dei Corsi e Docente di Chitarra. Ogni anno, insieme ad alcuni amici-colleghi, riunisco una sessantina di allievi provenienti da tutta la penisola italiana, in una full immersion di laboratori jazzistici, concerti, jam session. Otto ore al giorno per sette giorni.

cover album Locus

Il concept del disco è dunque un tema da sempre presente nella letteratura musicale, ovvero il rapporto della musica con il viaggio e quindi con i luoghi.

Ad aprire il disco è Bricklane, brano strutturato su un tema molto melodico, in grado però di svilupparsi con una metrica sempre diversa. Così come anche le successive tracce Barrio Alto, Adelaide e Montserrat, ben illustrano le capacità di questo giovane chitarrista mettendo in luce l’ottimo interplay con De Seta e Guarini.

È in Naples, invece, che entra nell’album il pianoforte di Elisabetta Serio, ottima pianista e compositrice dallo stile estremamente melodico e cantabile, quasi ballabile. La scelta della Serio, che suona anche in Remembering, Prague e Kilimanjaro Lullaby quale ideale contrappunto creativo al sound della chitarra e alla poderosa sezione ritmica di batteria e basso elettrico, rivela la predilezione di Rago per le atmosfere positive. Nonostante in alcuni brani si ritrovino anche toni più cupi e intimisti.

Tuttavia, al di là delle classificazioni stilistiche, l’ascolto di Locus sorprende ed emoziona, ma soprattutto presenta un musicista, che nonostante la giovane età colpisce per la sua capacità di raccontare attraverso la musica la complessità di un vissuto. Un viaggio attraverso il mondo che è anche un’esplorazione degli stati d’animo dell’essere umano.

Daniele Votta

Daniele Votta

Dall’analogico al digitale il percorso, gli obiettivi e le strategie non cambiano. In questo modo la passione per il marketing e la comunicazione che Daniele Votta ha applicato con energia ed entusiasmo, sia nell’organizzazione di eventi che nella produzione radiofonica, è ora approdata al social media marketing. CDA di successo in una delle più importanti radio private, account commerciale per il centro Italia di Edizioni Zero, docente di Marketing applicato alla radiofonia privata nei corsi della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Università La Sapienza di Roma. Oggi fondatore e Managing partner di Bake Agency: agenzia di comunicazione e marketing con base a Roma. Una start up dal carattere forte, innovativo e creativo che si avvale della preziosa e qualificata collaborazione di coworkers da tutta Europa.
Daniele Votta