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“La Francia in scena”: uno sguardo sul mondo

Il festival ha numeri importanti: 73 proposte artistiche e 5 progetti espositivi, per un totale di 220 date (in 27 città italiane). Ne abbiamo parlato con l'Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset.

Ambasciatori della Comunicazione, Rubriche di Massimiliano De Ritis

16 maggio 2018

La convivenza tra diverse identità, le migrazioni, l’Europa e il Mediterraneo come spazio di ricchezza culturale e confronto, i cambiamenti climatici, il futuro dell’Africa: il mondo e le sue trasformazioni caratterizzano la IV edizione de “La Francia in scena”. L’evento (dal 10 maggio al 26 novembre) presenta al pubblico italiano tutta la diversità e la vitalità della scena artistica francese.

Gli ambiti coinvolti sono tanti e tra i più diversi: musica, danza, teatro, performance, architettura, arti visive, circo, la programmazione speciale pensata per il pubblico più giovane e il progetto speciale “Bibliothèques vivantes” che ritorna anche quest’anno dopo il successo della scorsa edizione.

Il festival ha numeri importanti: 73 proposte artistiche e 5 progetti espositivi, per un totale di 220 date in 27 città italiane. Il tutto lungo 6 mesi di una programmazione segnata da 2 importanti presenze in eventi internazionali: la Biennale d’Architettura di Venezia e la 12° edizione di Manifesta, la Biennale d’Arte Contemporanea che quest’anno si svolge a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018.

A rappresentare la Francia alla 16° Biennale d’architettura di Venezia 2018 (dal 26 maggio al 25 novembre) ci saranno dieci luoghi collaborativi, ecologici o solidali, pensati in zone un tempo abbandonate: dal Centquatre di Parigi al Tri Postal di Avignone. Questi spazi, riuniti sotto il nome di “Lieux infinis” (Luoghi infiniti), sono luoghi pionieri, in divenire, che rimangono aperti, possibili.

Lieux infinis, Encore heureux.

 

Episodio centrale in questa edizione sarà (il 16 giugno) l’apertura a Palermo di Manifesta, la Biennale d’Arte Contemporanea itinerante, fondata nel 1996 con l’obbiettivo di esplorare i paesaggi culturali di città. L’inaugurazione di Manifesta 2018 avverrà con “Il Giardino Planetario”: un progetto di riqualificazione del paesaggista Gilles Clément, teorico del mondo come un jardin in cui le diverse specie coesistono grazie all’egida del giardiniere, cioè l’umanità.

In occasione della conferenza stampa di presentazione del festival a Palazzo Farnese, abbiamo incontrato l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset.

Quali sono le novità di questa edizione de “La Francia in scena”?
La prima novità di questa quarta edizione è l’ambizione, perché siamo con più di 200 eventi, siamo su 5 grandi mostre e siamo su più di 20 città italiane con due grandi momenti… A Venezia, con la Biennale di architettura dove saremo molto presenti, e con Manifesta a Palermo (Capitale Italiana della Cultura 2018) dove saremo molto attivi.
La seconda è la diversità, poiché si tratta di spettacoli in tutti i campi. Dall’architettura, alla danza, agli show per i giovani, al circo, a tutte le arti visive: tante cose insieme.
In questa diversità c’è l’apertura. Infatti una nostra peculiarità sarà l’apertura sul Mediterraneo e l’Africa: è molto importante in questo momento essere aperti e avere uno scambio con il resto del mondo.

Il dialogo e l’apertura, come diceva, sono valori particolarmente importanti in questo momento storico, forse l’arte può darci una mano a veicolarli?
Nel 21esimo secolo, dove c’è paura per le identità ma allo stesso tempo ci sono scambi e movimenti nel mondo, è fondamentale (tramite o grazie all’arte) avere confronti, scambi, perché permettono la comprensione e il lavorare e fare delle cose insieme.
Quindi l’arte è assolutamente essenziale!

La cooperazione tra l’Italia e la Francia, e questo festival ne è una testimonianza, può essere una luce nel nostro mondo.


Qui
il programma completo della manifestazione.

Massimiliano De Ritis

Massimiliano De Ritis

Classe 1976, abruzzese di nascita, romano d'adozione. Giornalista radiofonico, ha lavorato in diverse case editrici. Ha intervistato, tra gli altri, Jonathan Coe, Michel Houellebecq, Hanif Kureishi, Mordecai Richler, Amelie Nothomb e Banana Yoshimoto. Attualmente è project manager per Bake. Segue con particolare attenzione il mondo del design e dell'illustrazione. Sogna un periodo sabbatico nelle Langhe, intanto suona la chitarra in una band soul/R&B.
Massimiliano De Ritis

Cover: “10 000 gestes” di Boris Charmatz