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“Passera”: il nuovo EP di Andypop & Mess Morize (anche Dj Knuf)

Una collaborazione era già nell'aria da diverso tempo. Eravamo solo in attesa di uno spunto, un'idea di base che ci potesse ispirare...

Musica di Fabrizio Montini Trotti

12 giugno 2018

Andrea Camerino (Andypop) e Maurizio Bilancioni (Mess Morize, ma anche Dj Knuf) potreste trovarli tanto alla consolle di un temporary club, in una location insolita, quanto in uno studio di postproduzione, al microfono di una radio o alla scrivania della redazione di un magazine.

In oltre 20 anni di attività, le loro diverse anime musicali hanno contribuito (seppur da angolazioni differenti) a costituire un punto di osservazione privilegiato e curioso sull’urban culture capitolina, mantenendo inalterata quella cifra stilistica che contraddistingue il loro stile come portatore di un suono elettronico di qualità.

Bassi profondi, battute lente, ritmi spezzati, propaggini del dub ed echi ambient sono soltanto alcuni degli elementi della ricerca sonora del duo romano, declinata in modo originale e differente da ciascuno ma unita da una decisa attitudine naturale nei confronti del dancefloor.

Recentemente Andrea e Maurizio hanno firmato un lavoro a quattro mani: si tratta di un EP dal titolo Passera di recente pubblicato dalla nuova label indipendente torinese Abformal Recordings: tre tracce (Tiramisù, Magic Number e Tranquillity Places) quale risultato di un lungo lavoro tra i labirintici rivoli della bass music.

Per saperne di più abbiamo pensato di parlarne, a tu per tu, con loro due.

 

Come è nata l’idea del vostro ultimo lavoro Passera e a cosa rimandano sia il titolo dell’EP che i nomi delle tracce?
M+A: Una collaborazione era già nell’aria da diverso tempo. Eravamo solo in attesa di uno spunto, un’idea di base che ci potesse ispirare. Ne è nata Tiramisù, una traccia fondamentalmente Old School ma decisamente proiettata nel futuro. Per quanto riguarda il titolo dell’EP, tutto è scaturito da una serata fatta insieme, qualche mese fa, in un club il cui fantastico indirizzo è Via di Santa Passera!

 

Quali sono gli artisti e le label di riferimento per voi, oggi, e quali sonorità vi hanno influenzato nella preparazione delle tracce di Passera?
M: Più che una label o un producer quello che seguo è il “suono”. Sono in maniera istintiva e naturale attratto da tutto ciò che nel dna del suono ha degli elementi dub e world (africa e asia soprattutto); che poi si declinano in tanti generi: dalla techno, al downbeat, alla house. Tra quelli per i quali sono andato in fissa ultimamente ci sono: Peter Power, Xique Xique, Dub Taylor, poi le etichette Underyourskin records, Offering recordings o anche l’ultimo album di ILL Considered. Ho esagerato? Troppo ampio il raggio d’azione? Vabbè ma sono un dj, vado in cerca del suono e quel suono sta in tante cose che mi piacciono, quindi ci sta.

A: In questo periodo mi sono (nuovamente) innamorato dell’UK Funky. Le nuove produzioni della Roska Kicks & Snares di Roska mi fanno impazzire! Poi, mi piace molto anche Murder He Wrote, un producer anglosassone dalle grandissime potenzialità, e i Bombo Rosa, un combo originario di Rio De Janeiro. Per quanto riguarda il nostro EP, in pochi minuti di musica ci sono tutte le principali influenze stilistiche che nel corso degli anni mi hanno ispirato: dalla jungle al breakbeat, passando per dub, jazz e funk.

 

Andypop & Mess Morize (anche Dj Knuf)

 

Il vostro EP esce su Abformal Recordings, etichetta indipendente di Torino… “Focused on the deepest side of electronic music”. Quali sono i presupposti di questa collaborazione e come si posiziona la Abformal nell’ambito dell’elettronica italiana?
M+A: Abformal è una nuova e piccola etichetta torinese dalle grandi potenzialità. È gestita da un musicista vero Alessandro Raise, un batterista jazz e producer, e proprio per questo ci siamo subito trovati in sintonia. Il suo alias più conosciuto è Jazzatron, un nome di primissimo livello per quanto riguarda d’n’b e jungle.

 

Siete attivi anche in ambito radiofonico con One-Hour, un nuovo format in onda una volta al mese su U-FM. Raccontateci il vostro rapporto con la radio e, in particolare, l’idea dietro questo progetto costruito per una piattaforma web e non per la radio “tradizionale”.
M+A: Come per la produzione dell’ep, anche fare un programma radiofonico insieme ci stuzzicava già da un po’. Poi l’incontro con i ragazzi di U-FM ha fatto sì che questa cosa si concretizzasse. Certo l’approccio è quello di un dj che vuole proporre musica e non di un professionista della radio, quindi con una conduzione fantasupermega friendly.

 

Maurizio, sul tuo profilo soundcloud c’è scritto che Mess Morize è “the dub side of DJ Knuf”. Ci spieghi cosa significa e quali sono i due lati del tuo profilo artistico?
Da circa quattro anni ho adottato il b-side name o dub-name Mess Morize per la produzione di cose più “dark” rispetto al suono di Dj Knuf, tirando fuori due ep: Yife e Low and Slow, release dal sapore dub, techno, ambient. Ho prodotto anche Planet E, un album firmato Mess Morize and Star Hip Troopers dove ho mescolato il suono dark – dub – techno con il jazz di alcuni dei musicisti più rappresentativi della scena jazz italiana, cd uscito per Parco Della Musica Records. E, anche se ancora in fase embrionale, sto pensando al nuovo capitolo insieme alla “truppa”. Con il classic name Dj Knuf, sto lavorando alle nuove produzioni più solari e dance, collaborando anche con degli mc di Brooklyn… Basta! Non voglio svelare altro al momento.

 

EP Passera di Andypop & Mess Morize (anche Dj Knuf)

 

Lo scorso anno è uscito un EP per la Wonderwheel di Nickodemus che raccoglie alcuni remix di brani realizzati da DJ Khalab in coppia con Baba Sissoko. Tra i beatmaker presenti in compagnia di Dengue Dengue Dengue e Clap! Clap! c’è anche Mess Morize. Raccontaci questa esperienza.
Il lavoro in studio con Dj Khalab è costante, nello specifico l’album “Khalab & Baba” è stato missato da me e in alcune tracce ho collaborato anche alla produzione come Mess Morize, per l’album dei remix, Khalab mi ha chiesto di farne uno, ed è stato bello “vestire” la traccia Sa Wo Sa con i miei suoni.

 

In qualità di giornalista musicale, speaker radiofonico, DJ e produttore per diverse etichette sia italiane che internazionali rappresenti uno dei punti di riferimento della drum’n’bass in Italia fino alla bass music. Raccontaci il tuo percorso in ambito musicale.
Musicalmente sono nato in un periodo in cui bisognava fare una scelta di campo. Non si poteva essere, tranne rarissime eccezioni, sia dj che produttori. Era ovviamente una questione condizionata da denaro e tecnologie, in quanto mettere su uno studio di un certo livello significava sborsare un bel po’ di soldi. Inoltre, fare il dj era molto difficile allora: oltre ad esibirsi, bisognava accaparrarsi i dischi migliori da suonare. I vinili non si compravano certo con la carta di credito. Ero sempre alla ricerca del pezzo che potesse svoltarmi la serata. In tempi più recenti, ho ridotto il numero di serate in discoteca e mi sono dedicato alla produzione, rallentando notevolmente i bpm ma privilegiando sempre bassline fluide e corpose.

 

Qualche anno fa hai curato le due edizioni della compilation We Play Garage dedicata alla Garage Uk, Bass House e Future Garage, pubblicata da Elastica Records, etichetta italiana. Qual è lo stato di salute della bass music italiana? Ha ancora senso parlare di Garage Music?
A: Lo stato di salute della scena bass italiana è davvero ottimo, sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di musica molto “mentale” e “complicata”. Ho sempre odiato la ricerca della complessità in musica. La “musica nera”, in tutte le sue accezioni, difficilmente riesce ad affermarsi dalle nostre parti. We Play Garage è stato un semplice esperimento e, dalla grandissima mole di produzioni ascoltate, ti assicuro che se ci fosse qualche stimolo culturale in più, anche in Italia si produrrebbe Garage senza particolari problemi o limitazioni…

 

Se volessimo provare a ragionare su una scena musicale romana, quali artisti, DJ e produttori affini ai generi che più ti appartengono consiglieresti di seguire?
A: Apprezzo soprattutto Nan Kolè, sia musicalmente che umanamente. Tra i DJ, non posso non citare il grande Riccardo Petitti (recentemente scomparso), che ha saputo ispirarmi ed emozionarmi come pochi altri.

 

Infine un regalo per la community di Just Baked, una playlist che Andrea e Maurizio hanno realizzato appositamente per noi: i primi 5 video scelti da Dj kNuf/Mess Morize e i succezssivi 5 da Andypop.
Buon ascolto!

 

 

Fabrizio Montini Trotti

Fabrizio Montini Trotti

Classe ’75, appassionato di musica con il vizio della scrittura, Fabrizio è un inguaribile collezionista di vinile, da sempre alla ricerca di nuovi generi e talenti da ascoltare e da proporre. Non a caso la radio e la consolle sono stati, per un po’ di tempo, il suo habitat naturale.
Pur avendo appeso le puntine al chiodo, continua ad applicare i precetti del jazz, la sua prima passione, al lavoro e alla vita quotidiana, convinto che improvvisazione e ispirazione derivino dalla convergenza di vari elementi, proprio come predicava il suo “mentore” Sun Ra.
Al profeta dell’Alabama deve anche la sua devozione per l’afrocentrismo, che studia e declina nelle sue diverse forme musicali, dalla riscoperta dei suoni tradizionali fino all’elettronica.
Fabrizio Montini Trotti