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Ringo Starr e la sua All Starr band

Cos’è la All Starr Band? Il buon Ringo, ormai da circa 25/26 anni, ha creato questa super band i cui componenti sono tutte “star“ a loro volta essendo dei solisti di successo o componenti (o ex componenti) di gruppi importanti.

Rubriche, Stop and Smell the Roses di Giovanni Savini

12 luglio 2018

Come si può evitare di cadere nella retorica, nella celebrazione, nel già detto e già sentito, quando si parla di un artista come Ringo Starr?

La risposta è molto semplice: dando per scontato che tutti sappiano chi è Ringo Starr e qual è la sua storia, concentrandosi solo sull’evento contingente: in questo caso il concerto tenuto l’11 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (Roma).

Ringo Starr e la sua All Starr band in cocerto - 11 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (Roma)

Perché altrimenti il rischio è di finire a parlare dei Beatles per righe e righe (anche se verranno inevitabilmente citati con una certa frequenza), tralasciando il fatto che dei Beatles si sa già tutto e che chi non ne sa poco o niente difficilmente potrà soddisfare la sua sete di sapere leggendo questo articolo.

Ergo, diamo il via alle danze: sono le 21:10 quando Ringo Starr e la sua All Starr band salgono sul palco della Cavea e si lanciano in un concerto godibilissimo, divertente, scattante, commovente e allegro allo stesso tempo.

Ringo Starr e la sua All Starr band in cocerto - 11 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (Roma)

Ma cos’è la All Starr Band? Ecco, magari è il caso di soffermarsi un momento sul concetto che sta dietro questo gruppo. Il buon Ringo, ormai da circa 25/26 anni, ha creato questa super band i cui componenti sono tutte “star“ a loro volta essendo dei solisti di successo o componenti (o ex componenti) di gruppi importanti.

La formazione non è mai fissa e ogni due-tre anni viene cambiata, con alcuni membri che sono durati il tempo di un tour ed altri che hanno fatto parte della compagine più a lungo.

Quest’anno abbiamo Steve Lukather dei Toto alla chitarra, Graham Gouldman dei 10cc al basso, Gregg Rolie della storica prima formazione dei Santana alle tastiere, Colin Hay dei Men at Work alla chitarra, Gregg Bissonette (quotatissimo batterista americano che ha suonato in studio e live con nomi importantissimi, dai Toto agli E.L.O.) alla batteria, e Warren Ham, polistrumentista che ha lavorato con Kansas, Olivia Newton John e Donna Summer tra gli altri.

Ringo Starr e la sua All Starr band in cocerto - 11 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (Roma)

La scaletta è quindi composta da brani presi dal repertorio dei componenti della band e da brani del repertorio di Ringo (da solista e con i Beatles). Si comincia con ”Matchbox”, cover di Carl Perkins che Ringo cantava con i Beatles e “It Don’t Come Easy” dall’esordio come solista di Ringo, che, a dispetto dei 78 anni appena compiuti salta qua e là sul palco, si muove con scioltezza e disinvoltura e soprattutto canta con voce piena ed intonata.

Sì, perché per quei pochi che non lo sapessero, Ringo è anche un bravo cantante! Dotato di un timbro baritonale molto pieno e rotondo, ha cantato come voce solista su alcuni brani dei Beatles, anche famosi (e ovviamente si occupa sempre delle parti vocali sui suoi brani solisti).

Qualche esempio? “Yellow Submarine” (introdotta dicendo: se non conoscete le parole di questa canzone, allora siete veramente nel posto sbagliato), “I wanna be your man”, “Don’t pass me by”, di cui è anche autore e che introduce dicendo scherzosamente…

Quando ero nei Beatles ho scritto un sacco di canzoni… Ma quasi nessuna è stata registrata!

E, soprattutto, la conclusiva “With a little help from my friends”: tutti brani affidati all’ugola di Ringo che dopo 50 e passa anni li canta ancora con passione senza tradire stanchezza o routine. E anche quando si siede alla batteria, affiancato dal validissimo Bissonette, suona con la scioltezza di un ventenne, ma un ventenne che la sa molto lunga… Fatevi un giro in rete e leggete cosa pensano i batteristi più famosi del mondo dell’abilità di Ringo.

Ed è molto intrigante vederlo suonare i brani dei Toto o di Santana, dividendo i passaggi con Bissonette mostrando di divertirsi un mondo.

Ringo Starr e la sua All Starr band in cocerto - 11 Luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica (Roma)

I componenti della All Starr Band non sono da meno: ognuno di loro ha un repertorio tale che le due o tre canzoni che singolarmente propongono rendono la scaletta del concerto priva di “zavorra”. Lukather propone “Rosanna” e Hold the line”. Gould tra le altre delizia la platea con una magnifica versione di “I’m not in love” cantata splendidamente. Colin Hay ci fa rivivere gli anni 80 con “Who can it be now” e la sua voce roca ma ancora pungente. E Rolie ci riporta ai primi album di Santana con “Black Magic Woman”, tra assoli di organo Hammond e duetti di percussioni tra Bissonette e Ham, vero jolly della formazione impegnato a fiati, percussioni e tastiere.

Il pubblico, inizialmente più “composto”, è saltato in piedi incitato da Lukather dopo quattro brani e per tutta la durata del concerto ha reagito con entusiasmo alla proposta musicale della All Starr Band.

Non cito tutte le canzoni per non fare una “lista della spesa” (ma la scaletta la troverete a fine articolo), voglio però sottolineare l’affiatamento tra i musicisti, ognuno dei quali ha introdotto le proprie canzoni o quelle degli altri (come Lukather che ha presentato Colin Hay in maniera molto affettuosa e simpatica), mostrando il proprio carattere (dall’estroverso Lukather ai più riservati Gouldman e Hay) in modo piuttosto naturale.

In definitiva, se non si era capito, vedrei un concerto così ogni sera.

Ma, potendo, io vedrei veramente un concerto ogni sera. Buonanotte!

Giovanni Savini

Giovanni Savini

Vive a Roma e, da sempre, si ciba di musica.
Bambino, si addormentava abbracciato al papà ascoltando i dischi di Fabrizio De André. Il papà, vedendolo dormire, si alzava piano piano e toglieva la puntina dal giradischi.
Questo bastava per farlo svegliare, protestando: "Perché hai tolto la musica"?
Ancora oggi, senza musica, sarebbe come se gli mancasse l'aria.
Un giorno, fra qualche secolo, vorrebbe fare il musicista.
Giovanni Savini

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Scaletta:
“Matchbox”
“It don’t come easy”
“Dreadlock holiday” (Graham Gouldman)
“Evil ways” (Gregg Rolie)
“Rosanna” (Steve Lukather)
“Down under” (Colin Hay)
“Boys”
“Don’t pass me by”
“Yellow Submarine”
“I’m not in love” (Graham Gouldman)
“Black magic woman/Gypsy Queen ” (Gregg Rolie)
“You’re sixteen”
“Anthem”
“Who can it be now” (Colin Hay)
“The things we do for love” (Graham Gouldman)
“Oye como va” (Gregg Rolie)
“I wanna be your man”
“Hold the line” (Steve Lukather)
“Photograph”
“Act naturally”
“With a little help from my friends/Give peace a chance”