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Roberto Martino: il fotografo delle geisha per #AGeishaDay

La luce in fotografia è tutto: è l’unico elemento da cui non si può assolutamente prescindere.

Personaggi di Miriam Bendìa

17 luglio 2018

#AGeishaDay

Gei è l’arte, sha è la persona. La geisha è un’artista, una Sacerdotessa dell’Arte poiché a essa consacra la propria vita.
Dal 6 al 16 settembre 2018, il primo evento al mondo (fuori dal Giappone) dedicato interamente alla figura e alla tradizione della geisha.

Direttamente dal Paese del Sol Levante, quattro donne diverse, per età ed esperienza, saranno a Roma per raccontarci cosa significa essere una geisha. Passando attraverso le quattro fasi della vita di un’artista: gli inizi da apprendista, come maiko (“fanciulla danzante”) o hangyoku (“metà gioiello”), quella come geisha praticante, quella dell’okāsan (la geisha madre che tramanda la tradizione alle nuove apprendiste) e infine quella della saggia e veneranda insegnante che aiuta le maiko a trasformarsi in geiko (“persona d’arte”). Opere d’Arte in movimento.

Prenota qui il tuo percorso.

#AGeishaDay dal 6 al 16 Settembre 2018 a Roma

Roberto Martino sarà il fotografo ufficiale di #AGeishaDay.

Scopriamo insieme perché è stato scelto!

 

Richard Avedon: Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.

Roberto Martino: «Mi piace osservare in profondità attimi fuggenti che non accadranno più. Sono spesso attento alle emozioni scaturite da semplici gesti che, anche se incomprensibili all’occhio umano perché confusi e rapidi, nello scatto acquistano un senso.

Vorrei sempre che il mio obiettivo aggiungesse un qualcosa in più alla realtà, affinché i miei occhi esprimano, attraverso il fotogramma, le sensazioni silenziose provate in quel preciso istante. Vorrei che le mie fotografie trasmettessero autenticità e semplicità, senza menzogne e forzature.»

Ragazza su una panchina, foto di Roberto Martino.

Ricordi il tuo primo scatto? E l’ultimo? Che cos’è la fotografia per te?
Ricordo che la prima vera fotografia, fatta in manuale, fu un ritratto con una Sony Alpha 200 (la mia prima reflex). Ero a Mas Franch, in Spagna, in vacanza, con un caro amico fotografo.

Lo scatto ritrae una ragazza ripresa nell’attimo in cui era seduta su una panchina, lungo un viale alberato immerso nella natura.

L’ultima foto scattata è quella di un’incantevole modella, a Villa Pamphili.

Per me la fotografia è Espressione e Meditazione. È il modo più semplice per tirare fuori l’essenza più intima della mia persona e, nello stesso tempo, lo strumento per entrare in una dimensione estetica, di pura meditazione.

 

Roberto Martino, ritratto di donna.

Simon Evans: «Un fotografo, invitato a cena da un amico, ebbe l’occasione di mostrare alcune sue fotografie alla padrona di casa che, estasiata, alla fine esclamò… “Davvero bellissime! Lei deve avere un’ottima macchina fotografica.” Conclusa la serata, il fotografo si rivolse alla signora e le disse: “Grazie signora, era tutto squisito! Lei deve avere delle ottime pentole…”

Quale rilevanza hanno la tecnica, l’attrezzatura fotografica e la post produzione ai fini della qualità del risultato finale? Che cos’è che rende una fotografia un’opera d’arte?
Secondo me tutto dipende dallo stile che il fotografo possiede. Ci sono stati grandi professionisti che non conoscevano bene la tecnica, avevano un’attrezzature molto scarna e/o se la cavavano appena in post produzione, eppure hanno dato vita ad autentici capolavori.

In realtà quello che fa la vera differenza è lo stile fotografico che contraddistingue un fotografo da tutti gli altri.

Non meno importante è la capacità di vedere la luce che colpisce il soggetto e di sfruttarla al meglio in ogni situazione.

Per quel che riguarda il mio modo di fotografare, essendo un appassionato ricercatore e sperimentatore, la tecnica, l’attrezzatura e la post produzione sono importantissimi. Acquisto le migliori ottiche fisse e sono sempre alla ricerca di nuove tecniche di post produzione che possano esaltare la bellezza dei miei ritratti.

In particolare, cerco di curare molto le luci e le ombre (la vera essenza della fotografia) e di dedicare il giusto tempo alla correzione del colore.

 

Roberto Martino, ritratto di donna.

Il migliore fotografo (uomo) e la migliore fotografa (donna), secondo te?
Rispondere a questa domanda non è sicuramente facile perché sono tanti i fotografi che hanno fatto la storia della fotografia.

Io, personalmente, ho sempre avuto un debole per Mario Giacomelli, uno tra più importanti e innovativi fotografi che l’Italia abbia mai conosciuto. Un uomo dotato di grande umanità e sensibilità che trapelano dalle sue foto.

Tra le fotografe metterei al primo posto sicuramente Francesca Woodman: una delle figure più emblematiche dell’arte degli ultimi trent’anni, benché il suo percorso creativo si sia interrotto sul nascere.

 

Roberto Martino, ritratto di donna.

Quali consigli daresti agli aspiranti fotografi? Un piccolo vademecum di cosa fare e cosa non fare…
Agli aspiranti fotografi consiglierei (soprattutto agli inizi), ancora prima di scattare, di imparare a capire, attraverso l’osservazione della realtà, il modo in cui la luce e l’ombra lambiscono il soggetto.

Io penso che la luce in fotografia sia tutto, è l’unico elemento da cui non si può assolutamente prescindere.

Ed è grazie all’uso sapiente di luci e ombre, che è possibile modellare il soggetto e il messaggio che si vuole trasmettere.

Tra le cose da non fare assolutamente, è quello di porsi dei limiti.

Sento molti giovani fotografi che accampano spesso scuse per non fotografare a causa delle proprie insicurezze. Vuoi perché c’è poca luce, vuoi perché piove, vuoi perché gli spazi non sono sufficientemente ampi.

Ebbene, secondo me, il bravo fotografo è colui che riesce a sfruttare quelli che possono rappresentare dei limiti a proprio favore.

 

Roberto Martino, ritratto di donna.

Organizzi dei corsi per chi volesse apprendere o perfezionare l’arte della fotografia e le tecniche di post produzione? Se sì, come si svolgono? Sono adatti a tutti, principianti e professionisti?
Già da un po’ di anni ormai ho deciso di mettere a disposizione il mio sapere nel modo che amo di più, ovvero restando a contatto con le persone e tenendo workshop di fotografia e post produzione.

I corsi sono stati sviluppati dopo anni di pratica e studio e prevedono un metodo di insegnamento esclusivo ed efficace, dal punto di vista dell’apprendimento, messo a punto sulla base di ciò che ho appreso dai più bravi formatori e comunicatori presenti in circolazione.

Prevedono inoltre vari livelli, in modo da permettere un apprendimento graduale e al contempo completo.

Per informazioni sui miei progetti, questo è il mio sito web.
Qui potete iscrivervi alla newsletter o contattarmi attraverso la fanpage di Facebook.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Roberto Martino, classe 1973.
Appassionato di arti visive. Il grande amore per la fotografia, gli studi specialistici e gli intensi anni di pratica, gli hanno permesso di raggiungere alti livelli di conoscenza e consapevolezza dello strumento.
Lo sviluppo degli scatti in post produzione (con Photoshop, Camera raw e Lightroom) è sempre stato un elemento importante e anche questo degno di un serio approfondimento, fin dalla prime versioni dei programmi dedicati.
La sua esperienza spazia dalla fotografia di matrimonio e paesaggistica, fino alla moda e al ritratto.
I suoi formatori: Marianna Santoni, Nicholas Javed, Alessio Albi, Julia Kuzmenko, Simone Conti, Simone Poletti, Giovanna Griffo, Scott Kelby, Pratik Naik, Massimiliano Uccelletti, Roberto Girardi, Riccardo Melosu, Marta Bevacqua, Joel Grimes, Francesco Ferla, Natalia Taffarel.