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Enrico Cogno, posso farti un’intervista?

Enrico Cogno racconta a Stefano Pavetti come mai è stato deciso di rifare, proprio in questi giorni, il sito del Centrostudi Comunicazione.

Comunicazione di Just Baked

20 luglio 2018

Enrico Cogno, mi hanno chiesto di intervistarti. Posso?
Parti male. Potrei risponderti NO. E finirebbe lì.

Allora come devo iniziare?
Ricicla Marzullo.

Nel senso di “Enrico, fatti una domanda e datti una risposta”?
Non è il massimo, ma funziona. Allora: perché abbiamo deciso di rifare, proprio in questi giorni, il sito del Centrostudi Comunicazione?

Già. È una scuola che non è più attiva da dieci anni: pensavo che i siti si facessero solo per promuovere delle cose che sono in vita.
Oppure per fare ricordare qualcosa.

A chi?
A quelli che l’hanno vissuto (perché ricordare è piacevole) e a quelli che sono troppo giovani per averlo potuto conoscere.

Enrico Cogno & Umberto Eco
Enrico Cogno & Umberto Eco

 

Ma questo si fa con i libri, no?
È vero, ma i libri purtroppo si leggono poco, costa molto produrli, quindi è piuttosto difficile farseli pubblicare e soprattutto distribuirli. La rete risolve questi problemi.

Quindi questo sito sostituisce un libro?
Sì, in modo molto più sintetico e più agevole da leggere. Ovviamente è responsive e quindi lo puoi leggere sullo smartphone anche di notte mentre aspetti il taxi.

Perché lo avete fatto adesso?
Prima che fosse troppo tardi. Non so se te l’hanno detto, però noi umani siamo tutti dei prodotti in scadenza. Ma mentre un litro di latte la scadenza la indica per legge in modo leggibile, noi non sappiamo la nostra data di scadenza. Dopo gli 80 però devi darti una mossa…

Ho capito. Adesso come vado avanti con l’intervista? Non ne ho mai fatta una.
Mi pareva. Lo sai che una studentessa di lettere, nel preparare la tesi, intervistò Moravia e, un po’ per l’emozione e un po’ perché era imbranata come te, iniziò, per rompere il ghiaccio, domandando al mostro sacro della letteratura: “Lei di cosa si occupa?”. Forse voleva sapere a quale opera lo scrittore stesse lavorando, ma Moravia, che aveva un caratteraccio, pensò che non avesse neppure capito chi stesse intervistando e disse, gelido: “Signorina, vede quella struttura di legno con una maniglia? La apra e scompaia!”

Vuoi dire che finisce così anche adesso?
No, tranquillo. Ma tu questo sito lo hai visto?

Gli studenti del Centrostudi Comunicazione Cogno Associati
Gli studenti del Centrostudi Comunicazione Cogno Associati

 

Lo so a memoria. Ho visto che è ricorda i trent’anni che il Centrostudi Comunicazione ha dedicato alla cultura della comunicazione. È diviso in capitoli: la genesi, lo scenario sociale del 1978, quando la scuola nacque, i master che svolgeva, il profilo degli studenti, le attività editoriali, gli eventi che ha organizzato, l’elenco dei docenti, le testimonianze di alcuni ex allievi e altro, compreso il tuo blog. Ma perché non c’è l’elenco di tutti gli allievi?
Non avrebbe avuto senso elencarli: sarebbero state molte migliaia di nomi, un elenco illeggibile. Sarebbe bello poter disporre di tutti i loro recapiti aggiornati, ma tieni presente che i primi dati risalgono a quarant’anni fa….

Ma se ognuno si facesse vivo e vi desse il recapito aggiornato?
È il mio sogno! Si potrebbe creare un network fantastico. Quasi tutti sono professionisti di un livello davvero rilevante, sparsi in mezzo mondo.

Però avete elencato tutti i docenti.
Si, sono esattamente 385. Anche questo è un elenco lunghissimo, ma abbiamo voluto citarli tutti, perché è proprio grazie a loro che il Centrostudi Comunicazione ebbe quel successo.

Ho visto che hai portato nelle aule dei mostri sacri, come Paul Watzlavick, Edward De Bono, Tullio De Mauro, Annamaria Testa, Guido de Rossi del Lion Nero…
Sì, ma adesso non citarli tutti anche tu… Sono tutti riportati e molti non sono più tra noi.

Adesso chiudi tu, che non so come si fa.
Ricordo solo l’indirizzo informatico: www.cognoassociati.it oppure www.cognoassociati.it/centrostudi.

Grazie. Buona navigazione.

 

 

Intervista di Stefano Pavetti

Just Baked

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Raccontiamo belle storie, per chi ha voglia di ascoltarle e di viverle.
Dalla sinestesia alla multimedialità. Tanti percorsi che annullano il senso del limite alla ricerca di una mente, un’intelligenza collettiva da condividere in uno spazio comune in cui creare e ricreare, conoscersi e riconoscersi.
In viaggio alla scoperta dell'Arte della Comunicazione.
Il viaggio è appena iniziato. Chissà quanto ci porterà lontano: ci vuole fantasia e ci vuole coraggio. Volete essere dei nostri?
Just Baked

Cover: la seduta inaugurale del corso di giornalismo. Era il 3 ottobre del 1978. Da sinistra a destra: Nino Jodice, Gianni Bisiach, Enrico Cogno, Ruggero Orlando, Gianluigi Rondi, Margherita Bruno e Dante Alimenti.