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29 e 30 Settembre 2018: Robinson in scena al REf18

Proseguono gli appuntamenti con i talk e gli incontri di Robinson in scena al REf18. Il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra il Romaeuropa Festival e Robinson, l’inserto domenicale di cultura de La Repubblica.

Arte di Miriam Bendìa

28 settembre 2018

29 Settembre – Introduzione allo spettacolo Saigon di Caroline Guiela Nguyen

ore 19.15 | Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi

Con: Caroline Guiela Nguyen (regista) e Katia Ippaso (giornalista e critica teatrale)

 

30 Settembre – Talk dopo lo spettacolo #minaret di Omar Rajeh

ore 18.30 (al termine dello spettacolo) | Sala Squarzina del Teatro Argentina

Con: Paolo Matthiae (Archeologo e Professore Emerito dell’Università di Roma La Sapienza), Omar Rajeh (coreografo e danzatore) / modera: Raffaella De Santis (giornalista de La Repubblica)

 

lo spettacolo Saigon di Caroline Guiela Nguyen

 

Proseguono gli appuntamenti con i talk e gli incontri di Robinson in scena al REf18, il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra il Romaeuropa Festival e Robinson, l’inserto domenicale di cultura de La Repubblica. L’intento è quello di costruire uno spazio dedicato al pensiero e abitato dai grandi temi culturali e di attualità.

In occasione della prima nazionale di Saigon (29 e 30 Settembre), della pluripremiata regista franco-vietnamita Caroline Guiela Nguyen (alle ore 19.15 all’Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi), il pubblico potrà assistere ad un’introduzione all’universo poetico dell’artista attraverso un dialogo con la giornalista e drammaturga Katia Ippaso.

Il Vietnam (quello degli espatriati che dopo la Guerra di Indocina si trasferirono in Francia), la perdita delle proprie radici, la nostalgia per antiche storie d’amore. In pratica gli elementi che compongono la raffinata scrittura scenica della giovane artista saranno spunti di discussione e approfondimento, avvicinandoci alla storia di identità per troppo tempo ignorate dal mondo occidentale.

 

lo spettacolo #minaret di Omar Rajeh

 

La prima mondiale di #minaret, il nuovo lavoro del coreografo e danzatore Omar Rajeh (29 e 30 Settembre), ci porterà invece ad Aleppo. Il terribile atto di violenza che ha raso al suolo questa città, insieme alla sua popolazione e alla sua cultura è, infatti, il punto di partenza dal quale il coreografo libanese ha costruito uno spettacolo per danzatori e droni, manifesto artistico e riflessione sul nostro ruolo dinanzi alla violenza delle immagini che quotidianamente percepiamo attraverso i media.

Se lo spettacolo evoca in forma metaforica le possibilità di ricostruzione e di rigenerazione di culture e popoli, dei reali processi di recupero e ricostruzione si parlerà il 30 Settembre, alle 18.30 nella Sala Squarzina del Teatro Argentina (dopo la seconda replica dello spettacolo) con l’Archeologo e Professore Emerito dell’Università di Roma La Sapienza Paolo Matthiae e con lo stesso Rajeh guidati dalla giornalista de La Repubblica Raffaella De Santis.

 

 

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Romaeuropa Festival – Edizione trentatré
Between Worlds

Il festival della creatività internazionale condivide narrazioni e scenari da quattro continenti:
dal 19 Settembre al 25 Novembre sulla scena romana.

27 i luoghi del festival che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche oltre a mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione. Circa 55.000 posti di spettacolo in vendita, 38 prime nazionali e 29 programmi internazionali, 10 coproduzioni, per un’edizione che supera i confini europei aprendosi sempre più al mondo intero e ai nuovi sguardi capaci di raccontarlo e interpretarlo.

Più di 60 le compagnie delle quali 40 per la prima volta al Festival, provenienti da 24 nazionalità differenti, oltre ai vari ensemble, per un totale di 311 artisti coinvolti con i loro suoni, visioni di mondi utopici e immaginari o storie reali (che fanno i conti con le grandi trasformazioni e le grandi contraddizioni della contemporaneità).

«Torna il Romaeuropa Festival, una delle grandi eccellenze culturali del Lazio. Stavolta abbiamo un motivo in più per sostenere questa importante istituzione culturale: Romaeuropa, infatti, darà vita a sei importanti momenti culturali ad Amatrice, Accumoli e Cittareale», afferma a tal proposito Nicola Zingaretti. «Tre produzioni di livello assoluto che contribuiranno a portare vita e speranza nelle comunità dei territori del sisma. Un altro passo verso la rinascita».

Da parte sua Luca Bergamo afferma: «Romaeuropa è la porta d’accesso per chiunque voglia conoscere, scoprire, approfondire idee, esperienze di donne e uomini di paesi lontani. Il Festival ogni anno raccoglie per chi vive e visita la Capitale un programma che permette di aiutare a decodificare la complessità della nostra realtà sociale. È un viaggio che da Roma ci porta lontano, per poi ricondurci a casa con un’esperienza culturale importante e, sicuramente, cresciuti».

«Promuovere l’apertura alla conoscenza è un modo per poter negare i falsi preconcetti riguardo i rischi che la nostra società corre incontrando altre civiltà» spiega Monique Veaute, «È una sfida che il Romaeuropa Festival 2018 intende accogliere invitando artisti dall’Africa, dall’Asia, dal Medio Oriente, dal Nord e Sud America».