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Anni Luce, l’osservatorio dei futuri possibili

Romaeuropa Festival 2018, ancora più sbilanciati, ancora più curiosi.

Arte di Daniele Votta

22 ottobre 2018

Si intitola Anni Luce il focus del Romaeuropa Festival dedicato alla creatività teatrale italiana.
Dal 23 al 28 Ottobre gli spazi del Mattatoio (Testaccio) si impregnano della creatività nazionale e lasciano trapelare innovazione e stupore.

Ad aprire la rassegna, Fabiana Iacozzilli, con il suo La Classe – uno spettacolo di pupazzi umani e una suora d’Ivrea.

 

"La Classe - uno spettacolo di pupazzi umani e una suora d'Ivrea" di Fabiana Iacozzilli
“La Classe – uno spettacolo di pupazzi umani e una suora d’Ivrea” di Fabiana Iacozzilli

 

Libertà espressiva, gioia dell’invenzione e l’amore per il teatro dell’assurdo portano la Iacozzili ad indagare il rapporto tra la nostra infanzia e il nostro diventare adulti.

La sua ricerca tocca gli abissi dello sgangherato meccanismo della memoria umana, che rimescola i ricordi sovrapponendoli e affastellandoli.

Lo spettacolo però parla di Vocazioni, dell’autrice e della sua suora.
Gli attori invece sono pezzi di legno, marionette, che riescono a restituire i bambini della sua classe.

Con la loro assolutezza composita, raccontano meglio di chiunque altro la solitudine di questi bambini, il proprio essere piccole cavie da laboratorio nelle mani dei grandi.

La loro impotenza esistenziale ha spinto Fabiana Iacozzilli ad entrare nel mondo della figura e dunque a realizzarne uno spettacolo teatrale imperdibile.

Il 24 e il 25 Ottobre sarà possibile essere spettatori di Vieni su Marte, della compagnia pugliese VicoQuartoMazzini; «che scrive per la scena, la dirige e infine l’abita».

 

"Vieni su Marte" della compagnia VicoQuarto Mazzini - Ph Francesco Tassara
“Vieni su Marte” della compagnia VicoQuarto Mazzini – Ph Francesco Tassara

 

All’interno di un codice grottesco gli attori cercano una verità, attraversando i confini espressivi e le diverse realtà emotive dei personaggi per cogliere la loro umanità.

Nel film Lo sguardo di Ulisse si dice: «Dio per prima cosa creò il villaggio, poi il dubbio e infine la nostalgia»

Il teatro della compagnia pugliese indaga l’insoddisfazione che spinge gli uomini a viaggiare, muoversi e scegliere nuovi percorsi.

“La precarietà del restare fermi in un luogo è un tema centrale del mondo contemporaneo”. Non resta che andare a scoprire un’umanità folle con una cifra poetica e, al contempo, estremamente ironica.

Dal 26 al 27 Ottobre, in scena c’è Chiara Bersani con Gentle Unicorn.

 

"Gentle Unicorn" di ChiaraBersani - Ph Chiara Ernandes
“Gentle Unicorn” di ChiaraBersani – Ph Chiara Ernandes

 

Lei è un’artista disabile di 33 anni, avvicinatasi alle arti performative senza neppure saper bene di cosa di trattasse, e che oggi riempie gli spazi del Mattatoio con una figura mitologica, mutata nel corso dei secoli.

L’argomento incandescente sono senza dubbio i Corpi e la loro presenza nella Società, dando il giusto peso all’ambiente.

In questo lavoro ci sono tre Unicorni, incarnati poi in tre corpi: quello della stessa Chiara Bersani fisicamente presente sulla scena, quello di F. de Isabella presente nel suono e quello di Valeria Foti nella luce.

Scena, Suono e Luce, tre identità distinte che si fondono in un connubio perfetto alla ricerca del quarto Unicorno, rintracciabile proprio nel pubblico.

 

A chiudere, il 28 Ottobre, assistiamo alla Trilogia Sull’Identità di Liv Ferracchiati.

 

"Peter Pan", da sx, Linda Caridi, Alice Raffaelli - Ph Lucia Menegazzo
“Peter Pan”, da sx, Linda Caridi, Alice Raffaelli – Ph Lucia Menegazzo

 

Un progetto, come si evince dal titolo, suddiviso in tre capitoli: Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater e Un eschimese in Amazzonia in chiusura.

L’identità di cui si parla è quella di Genere, una parte dell’impalcatura identitaria di ogni individuo, che Ferracchiati ha sentito il bisogno di analizzare e portare in scena.

Era importante per me tracciare una linea tra consapevoli e distratti, (…) l’obiettivo è avvicinare.

Dal 2013 raccoglie materiale affinché i tre episodi presentino un determinato linguaggio e risultino collegati da un filo sottile ma evidente.

Peter Pan guarda sotto le gonne, pone al centro la scoperta di sé, la parola è pura mancanza, incapacità di nominare quanto accade.
Stabat Mater, ha come tema centrale il diventare adulti e la parola diviene strumento di ricostruzione e di percezione.
Un Eschimese in Amazzonia, vede l’incontro-scontro tra individuo e società, l’Eschimese lavora sulla fragilità della parola.

In una realtà come quella di oggi in cui la parola “gender” è sulla bocca di tutti, la Trilogia Sull’Identità vuole risponde a delle curiosità e ha come obiettivo quello di amplificare le domande insite in ognuno di noi.

Non resta che comprare i biglietti e andare a teatro.

Daniele Votta

Daniele Votta

Dall’analogico al digitale il percorso, gli obiettivi e le strategie non cambiano. In questo modo la passione per il marketing e la comunicazione che Daniele Votta ha applicato con energia ed entusiasmo, sia nell’organizzazione di eventi che nella produzione radiofonica, è ora approdata al social media marketing. CDA di successo in una delle più importanti radio private, account commerciale per il centro Italia di Edizioni Zero, docente di Marketing applicato alla radiofonia privata nei corsi della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Università La Sapienza di Roma. Oggi fondatore e Managing partner di Bake Agency: agenzia di comunicazione e marketing con base a Roma. Una start up dal carattere forte, innovativo e creativo che si avvale della preziosa e qualificata collaborazione di coworkers da tutta Europa.
Daniele Votta

 

Cover: “Peter Pan”, Alice Raffaelli – Ph Lucia Menegazzo