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Lo spread vola: di chi è la colpa?

Negli ultimi 2 mesi lo spread italiano sta toccando vette che non si vedevano da un bel po'. Di chi è la colpa? Del nostro governo? Della speculazione internazionale? Dell'Europa? In questo articolo cerco di dare una risposta soddisfacente.

Economia in pillole, Rubriche di Giovanni Occhiuto

23 ottobre 2018

Sono ormai 7 anni che tutti, ma proprio tutti, sentono parlare di continuo dello spread. Da quando il governo Berlusconi cedette il posto al governo Monti nel 2011, proprio a causa del famigerato spread, tutti noi sappiamo più o meno bene cosa sia lo spread e perché è cosi importante.

Avvertenza: questo non è l’ennesimo articolo noioso riguardo cos’è o cosa non è lo spread. Cercherò di andare un po’ più a fondo nel problema e di vedere da cosa sono dipese le recenti fluttuazioni di questo differenziale.

Sì, perché come forse saprai lo spread italiano è definito come il differenziale dei rendimenti tra i titoli di stato decennali italiani (BTP) e i titoli di stato decennali tedeschi (Bund)

Perché è importante lo spread? Due i motivi principali.

Prima di tutto, lo spread è importante perché indica il grado di fiducia degli investitori nei confronti di un paese rispetto ad un altro paese, in questo caso dell’Italia rispetto la Germania. Germania che in UE viene sempre presa come benchmark perché è il paese più solido e con l’economia più forte.

In secondo luogo lo spread, per semplificare al massimo, più è alto e più vuol dire che lo stato dovrà pagare caro le obbligazioni di nuova emissione. Di conseguenza più lo spread è alto e più la spesa in deficit costa perché gli interessi sono alti.

Insomma, in breve più lo spread è alto e più il nostro bilancio come paese Italia si inguaia.

Un spread altissimo può anche portare a forti rischi sistemici perché indica che il rendimento è cresciuto talmente tanto ed il prezzo è sceso talmente tanto che sono pochi gli investitori disposti a sopportare un rischio simile. In tale situazione lo stato farebbe fatica ad emettere titoli di debito e quindi c’è il rischio default, con tutti i terribili problemi che questo comporta (vedere Argentina).

Lo spread negli ultimi mesi

grafico BTP BUND ottobre 2018

Fonte: http://www.borse.it/spread/quotazioni/BTP_Bund/90/giorni

Negli ultimi 2 mesi lo spread ha oscillato da un minimo di 200 a un massimo di 330. Alto. Decisamente alto.

Di chi è stata la colpa? Se ne sono sentite tante di ragioni, soprattutto dalla politica.

Le opposizione dell’attuale governo gialloverde puntano il dito verso la maggioranza per qualsiasi rialzo dell’indicatore.

Se Toninelli si inventa un tunnel del Brennero che non esiste, lo spread sale per questo.

Se Di Maio sbaglia un congiuntivo, lo spread sale per questo.

Se Salvini ci va giù pesante contro l’Europa, contro Juncker o contro Macron, lo spread sale per questo.

Verosimile? Aspetto il prossimo paragrafo per rispondere.

D’altro canto, i membri dell’attuale governo oscillano tra affermazioni come “me ne frego dello spread” e “lo spread sale perché c’è un complotto”, fino a “è colpa della speculazione internazionale” e l’immancabile “è colpa dell’Europa”.

Mmm… Dove sta la verità?

Cerchiamo di capirlo nei prossimi 2 paragrafi.

Paragrafi che spiegano quali sono, a mio avviso, i 2 motivi per cui lo spread sta salendo negli ultimi mesi. Con una distinzione: la prima è una motivazione tecnica, la seconda è una colpa. Vediamo.

Motivo 1 (Motivazione tecnica) > Fine degli stimoli della BCE

In realtà uno dei motivi principali per cui lo spread sta salendo è che pian piano, gradualmente, stanno terminando gli aiuti monetari da parte della Banca Centrale Europea (BCE).

Già in un altro articolo di Economia in Pillole avevo affrontato questa problematica. O meglio, problematica per noi italiani, visto che l’economia italiana avrebbe ancora bisogno di una politica monetaria espansiva.

Qui trovi l’articolo appena citato: BCE, la pacchia è finita. Il QE è al capolinea e, forse, il primo storico rialzo dei tassi avverrà a metà 2019!

Spiego appunto di come il QE, l’acquisto sistematico da parte della BCE di titoli di stato europei, sia ormai vicino al capolinea. È ovvio dunque che i paesi più in difficoltà come l’Italia vedano i propri rendimenti dei titoli di stato salire, visto che viene gradualmente meno il principale compratore: la BCE.

Per non parlare dei tassi di interesse, che forse la BCE inizierà ad aumentare già nel 2019. Altro fattore molto negativo per lo spread italiano.

L’esser entrati gradualmente in un percorso di fine degli stimoli monetari, siano essi QE o tassi bassi, è una colpa della BCE di Draghi? No, perché la BCE deve tener conto dei bisogni monetari di tutta l’Eurozona, non solo di un paese.

Che è anche il motivo per cui io sono personalmente contrario al sistema euro e al sistema unione monetaria attuale: diverse economie avrebbero bisogno di diverse politiche monetarie, unirle tutte sotto uno stesso tetto porta a situazioni di squilibrio.

Situazioni di squilibrio come ad esempio quella attuale italiana, in cui l’Italia avrebbe ancora bisogno di aiuti monetari ma la BCE non può più concederli, perché invece la situazione monetaria complessiva dell’Eurozona giustifica del tutto la fine di tali aiuti.

Un bel problema!

In sintesi, lo spread sta salendo anche e soprattutto per questa motivazione tecnica: la graduale fine delle politiche monetarie espansive attuate negli ultimi anni da parte della BCE. Ma non è certo una colpa di Draghi, che anzi ha fatto di tutto in passato per attuare politiche estremamente espansive che aiutassero l’Italia. La colpa al massimo può essere data al sistema euro,

Motivo 2 (Colpa) > Colpa dei governi italiani dal 2011 in poi

Renzi e Di Maio

Tornando al discorso dei congiuntivi di Di Maio, reputo non esatto dire che ad ogni gaffe o errore di superficialità (vedi la famosa “manina” di Salvini) del governo lo spread salga per questo.

D’altronde, ci sono paesi come gli USA il cui presidente fa gaffe a ripetizione quasi ogni giorno, ma la situazione economica è la più solida di sempre.

Il problema è più profondo, il problema è economico.

Ovvero: i governi italiani degli ultimi anni non hanno in alcun modo attuato le riforme strutturali necessarie per far ripartire l’economia. Se la BCE ci ha aiutato con politiche monetarie giuste, i governi italiani non ci hanno certo aiutato con politiche fiscali ed economiche efficaci. Che avrebbero dovuto far ripartire l’economia.

Sarò diretto: si è passato dal nulla del governo Renzi all’assistenzialismo del governo grillino.

Che occasione persa!

Come scrissi in questo articolo, Renzi ha governato nel periodo dal punto di vista monetario migliore della storia dell’Italia. Il deficit si pagava in modo super conveniente tanto erano forti gli acquisti della BCE ed i tassi erano a zero.

Era un periodo perfetto per fare riforme strutturali come abbassare sul serio le tasse, investire in infrastrutture, favorire il credito alle imprese. Che misure economiche sono invece state fatte? Gli 80 euro. E si è paralizzato il paese per più di anno andando appresso a una riforma costituzionale poi bocciata. Che colossale occasione perduta.

Il governo gialloverde d’altro canto sta letteralmente buttando gli ultimi vantaggi monetari attraverso una forte spesa per l’assistenzialismo.

L’assistenzialismo è l’ultima cosa di cui l’Italia avrebbe bisogno per ripartire. Non è nemmeno questione di quanto si sia speso per il famigerato reddito di cittadinanza (alcuni parlano di 17 miliardi). Siano essi 1 milione o 17 miliardi, sono soldi buttati! Invece di far ripartire l’economia italiana si è investito in assistenzialismo, il contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno.

Risultato: lo spread sale.

Conclusione: speriamo bene!

È ragionevole dire che gli unici partiti a non avere colpe sono quelli che non hanno governato negli ultimi anni, penso a Forza Italia o agli estremismi di destra o di sinistra. Ma il punto non è a chi dare o non dare la colpa.

Il punto è che alla luce di quanto scritto in questo articolo, non posso che essere un po’ pessimista sul futuro economico del paese. Non resta che dire: speriamo bene!

Giovanni Occhiuto

Giovanni Occhiuto

Nato a Cosenza, fiore all’occhiello del Sud Italia. Si è laureato all’Università Bocconi di Milano in Economia Aziendale e Management.
Ha poi avuto alcune esperienze di studio e lavoro all’estero. Si è specializzato a Londra in International Business. E ha lavorato in Olanda per la multinazionale Unilever (in ambito marketing e project management).
Oggi si occupa di SEO e di Web Marketing. È appassionato di economia, di tecnologia, di marketing e di Valentino Rossi. Ma la sua citazione preferita viene da MJ, Michael Jordan: “Limits, like fears, are always just an illusion”, ovvero “I limiti, come le paure, sono spesso solo un’illusione”.
Giovanni Occhiuto