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“De Natura Sonorum”: concerti senza musicisti

Il 3 e 4 novembre, torna a Villa Sciarra il primo festival di musica acusmatica di Roma.

Musica di Miriam Bendìa

24 ottobre 2018

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Teatroinscatola, è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018 promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

Dopo aver conquistato New York e la Francia e aver ribaltato le definizioni canoniche di concerto, orchestra e suono, la “musica per altoparlanti” torna, tra le mura della storica villa ai piedi del Gianicolo. Con una serie di happening di musica acusmatica a cura di Federico Placidi e di Giovanni Costantini, direttore del Master in Sonic Arts dell’Università di Tor Vergata.

L’orario scelto è quello del pomeriggio che volge alla sera.

Il primo fine settimana (27 e 28 ottobre) verrà dedicato al Maestro del Ventesimo secolo Karlheinz Stockhausen e al visionario compositore francese Bernard Parmegiani.

Il secondo weekend di De Natura Sonorum si focalizzerà sulla figura di Iannis Xenakis, pioniere dell’uso del computer nell’ambito della “composizione algoritmica”, di indole irrequieta e dalla vita turbolenta. Nato in Romania e presto trasferitosi in Grecia, paese d’origine del genitore, prese parte alla Resistenza contro il nazismo, fu ferito gravemente e perseguitato fino a che, rifugiatosi a Parigi, iniziò a studiare composizione, arrivando ai massimi livelli.

Suo merito la fondazione del CEMAMu (Centre d’Études de Mathématique et Automatique Musicales), istituto dedicato allo studio dell’applicazione informatica nella musica, dove ha concepito e sviluppato il sistema UPIC, che permette la realizzazione sonora diretta della notazione grafica di forme geometriche.

Federico Placidi (sabato 3 novembre, alle 16) cura la regia del suono di La Légende d’eer dopo aver condotto il secondo seminario in programma, laboratorio di ascolto sulla musica acusmatica, una guida all’ascolto del concerto. Domenica 4 novembre, alle 16, Xenakis sarà ancora protagonista con Persepolis, la cui regia del suono è curata sempre da Federico Placidi.

Quelle acusmatiche sono opere musicali composte e sviluppate in studio di post-produzione audio e diffuse in concerto attraverso un numero variabile di altoparlanti, che da asettici strumenti di riproduzione diventano consapevoli protagonisti della proiezione sonora.

L’acusmatica è un genere musicale nato, alla fine degli anni quaranta, in Francia.

La definizione deriva dal termine “Akusmatikoi” e descrive il suono che si sente senza individuarne la causa, così come accadeva ai discepoli di Pitagora, che dovevano ascoltare i suoi insegnamenti senza vedere il maestro.

Il filosofo greco infatti era celato da un velo, restituendo all’udito “la totale responsabilità di una percezione che normalmente si appoggia ad altre testimonianze sensibili”, come scrisse il compositore francese Pierre Schaffer nel suo “Traité des objects musicaux” coniando per la prima volta il termine di Musica Acusmatica.

Il velo di Pitagora dunque diventa una metafora dell’altoparlante, che condensa in se stesso tutte le vie percettive dello spettatore, focalizzando ogni sua energia sull’ascolto.

Nessuno strumento dal vivo, ma una regia del suono (sound diffusion) curata da un musicista o compositore che ricrea una sorta di drammaturgia acustica. Come? Utilizzando qualunque tipo di materiale sonoro, spostando continuamente il confine tra suono e rumore fino a considerare tutti i suoni esistenti o immaginabili potenzialmente idonei per la creazione artistica.

La diffusione delle composizioni avviene attraverso un sistema di “proiezione del suono”.

Qui tutte le informazioni sul programma.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa