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Io da grande voglio fare il Ghostwriter

Quando una storia merita di essere raccontata

Comunicazione di Giancarlo Currò

25 ottobre 2018

– Ho letto con piacere il suo curriculum, e ho l’impressione che lei abbia una certa esperienza nella scrittura. 

– Le piacciono le sfide? 

– Non capisco, mi scusi. Non ho tempo da perdere. Come se la cava con la SEO?

– Fortunatamente male. Mi creda però, non è cattiveria. Non fa per me.

– È stato un piacere.

Cala la notte: io non credo nei miracoli, e odio i falsi.

 

Chi legge con piacere un curriculum oggi? 

Scrivere è mestiere, ascolto, fatica, revisione, cultura, fascino, bisogno, urgenza, tenacia, anzi ostinazione, un momento prima del posizionamento su un motore di ricerca.

Sì, certo, prova a spiegarlo alle centinaia di giovani apprendisti web content seo addicted specialist che popolano la rete.

lettere Photo by Nathaniel Shuman on Unsplash
Photo by Nathaniel Shuman on Unsplash

 

Che male c’è? Hai bisogno di un contenuto? Ci sono le factories, pardon, i marketplace editoriali, che ti pagano a parola purché non scopiazzata, prodotta in tempi rapidi e grammaticamente corretta. Per gli autori, o i presunti tali, serve solo fare un passo indietro, per contratto. L’anonimato non è un scelta: si chiama ghostwriting.

Qualche dubbio, sul fatto che questo sia il miglior mondo possibile, viene. La sensazione è che questo mercato della parola scritta abbia almeno due conseguenze.

1) II web è ecologicamente imperfetto, perché zeppo di contenuti superflui e inadeguati, oltre che ottimizzati – brrrr, in ottica SEO.

Minaccia o opportunità? Dipende dai punti di vista.

Muore chi si immerge, vive chi emerge.

2) Il ghostwriter cambia pelle. Inevitabile: Bill Gates lo aveva profetizzato.

Spiderman Photo by Joey Nicotra on Unsplash
Photo by Joey Nicotra on Unsplash

 

Peccato grave

C’è stato un tempo in cui non era facile trovare in giro qualcuno disponibile a scrivere per conto terzi libri, articoli, saggi, nascondendo il proprio contributo dietro a una pur semplice e necessaria revisione. Qualcuno bravo, si intende.

C’è stato un tempo in cui leggere Calvino, Pasolini, Moravia non era una malattia.

Un tempo in cui il ghostwriting aveva un fascino suo, fatto di silenzi, ascolto e schizofrenia: altro che posizionamento sui motori di ricerca.

Alibi: bisogna avere coraggio, rompere gli schemi e reinterpretare il proprio credo professionale. Studiando la SEO, se ti chiedono di scrivere contenuti per il web che non firmerai mai: anche questo è ghostwriting. Almeno credo, perché io la SEO non la studierò mai: preferisco scrivere. Punto.

maschera da volpe Photo by Natã Figueiredo on Unsplash
Photo by Natã Figueiredo on Unsplash

 

Dieci consigli per, sette mantra per, ventiquattro motivi per: chiedilo a Google se non puoi proprio farne a meno.

Coraggio, hai mai pensato che è più importante la tua riflessione, la tua intuizione?

Ma insomma, cosa devo fare?

  • Fatti leggere. Spendi il tempo necessario per analizzare le esigenze del destinatario della comunicazione, ancora prima di quelle dell’autore. Intuisci un registro, datti uno scopo e rifletti sul modo più efficace per raggiungerlo. Cosa si aspetta da questa storia il mio lettore?
  • Rispetta le regole e abbandona responsabilmente ogni gelosia. Raccogli quante più informazioni possibili, impara a misurarne la densità, studia, approfondisci, e poi studia, studia, studia. Cosa racconto in questa storia?
  • Assumi la personalità del finto autore. Conosci per quanto possibile le sue abitudini, i suoi gusti, i modi del committente, ascoltalo in pubblico e in privato. E poi prendine le sembianze intellettuali, ritoccale se necessario, crea il suo stile. Come racconto questa storia?

Una sfida, una grande sfida, ancora prima di un mestiere: provate a pensare quale incredibile esperienza editoriale potrebbe essere oggi quella di scrivere l’autobiografia di un ministro degli Interni, di un rapper o di un calciatore in pensione. Godimento puro.

La muta

Bontà loro, ci pensano le grandi società di consulenza. Succede dunque che qualcuno si accorge dell’importanza nel marketing di un prodotto o di un servizio dello storytelling, inteso come arte di raccontare la storia del proprio brand, del proprio essere azienda, di ogni azienda, di ogni piccolo reparto della propria azienda, con l’obiettivo di acquisire proseliti e credibilità. Succede anche che i manager della prima linea delle prime aziende in ogni dove pubblicano, per fare un esempio, tre/quattro contributi su LinkedIn ogni mese. E succede anche che quelli più ambiziosi pubblicano la propria visione di leadership, il proprio pensiero di management, coach illuminati, per le incredibili collane del business. Tutto di proprio pugno, post e tweet inclusi.

C’è spazio per tutti.

ragazza che legge Photo by iam Se7en on Unsplash
Photo by iam Se7en on Unsplash

 

Take away 

My dear, sei arrivato fino in fondo. Tenacia e pazienza sono doti. Quel che ho scritto non aveva alcuno scopo pedagogico. Non volevo illuminarti, svelarti segreti, convincerti. Mi interessava piuttosto raccontarti una frustrazione. Mi capita spesso di avere a che fare con gente che ha bisogno di contenuti. Spesso, molto spesso, sono falsi d’autore da confezionare rapidamente, con budget e risorse irrisorie. E allora perché farlo?

La sfida è aperta. Scrivere per conto terzi è una fonte incredibile di conoscenza, un modo elegante per contribuire a raccontare una storia che merita di essere raccontata, un’occasione unica per misurarsi con la comprensione, al contempo, di un lettore e di un autore.

Ricordati, my dear: leggi, ascolta, leggi, leggi, leggi e poi scrivi; fai tue le Lezioni Americane di Italo Calvino.

Accetta le sfide: la fuga non è un’opzione.

Giancarlo Currò

Giancarlo Currò

Siciliano, naturalizzato a Roma. Due figli, ama leggere, ascolta tanta musica, cucina benissimo. Odia la fuffa, le mani lisce, le strade asfaltate. Si è occupato, si occupa, si occuperà di comunicazione, di marketing, di scrittura efficace. E poi c’è l’Enel, la grande azienda per cui oggi lavora. Adora scrivere qualunque cosa, in qualsiasi momento, su qualsiasi pezzo di carta.
Giancarlo Currò

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Cover Photo by Finan Akbar on Unsplash