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La società del rischio

Mentre l'Italia si nutre di velleità, la Germania diviene nell'immaginario collettivo il Safe Place europeo.

Comunicazione di Mihaela Gavrila

12 novembre 2018

Più diffuso della distanza tra le persone è il loro desiderio di rompere questa distanza.

Theodor Adorono

Un’indagine dell’Istituto Piepoli dimostra quanto, in un’Europa affaticata dalla percezione del rischio, i Paesi come la Germania vengano investiti di un’ulteriore responsabilità nei confronti degli altri Stati, arrestati dalla paura.
Ma perché parliamo di Percezione del Rischio? Ci stiamo preparando ad un conflitto mondiale o c’è qualcosa di più profondo sotto?

Procediamo per gradi, il termine Società del rischio viene teorizzato da Ulrich Beck come conseguenza del “divenire” di uno Stato.
Il Rischio è una sorta di effetto indesiderato che, nel momento in cui viene trattato, porta al centro della riflessione le aspettative della gente.

Intrecciando il rischio a problemi come la qualità della vita, delle relazioni e del futuro individuale, sensibilizzare è il primo passo per far notare alle Istituzioni che le aspettative degli uomini non sembrano più allineate con le loro e che, per quanto si possa considerare questa una visione ottimista intrinseca solo in Gramsci:

la crisi è il momento in cui il vecchio ordine del mondo muore e nuovo mondo deve essere conquistato.

 

Italia e Europa - Ph Anna Di Rocco
Italia ed Europa – Ph Anna Di Rocco

 

Questo momento di passaggio, caratterizzato da errori e contraddizioni ma anche dal desiderio di cambiamento e di equilibrio, vede l’Italia e molti altri membri della UE fortemente ancorati alla Germania, percepita come più ospitale del passato e come fondamentale alleato per ristabilire un ordine europeo.

Incredibile da credere ma comprensibile nel fondo, bisogna evidenziare che non sono le migrazioni, il terrorismo o la sicurezza, le vere esigenze degli europei e degli italiani, ma la crescita economica, la libera circolazione ed esplorazione, la conoscenza e la cultura.

Le complessità del quadro generale europeo attuale, rendono più difficile immaginare una ricetta per l’uscita dalla crisi ma, tenendo conto del monitoraggio dei processi reali, del fattore rischio e dell’osservazione critica-oggettiva della realtà, si possono muovere i primi passi per annullare le distanze.

L’obiettivo diviene dunque uno: configurare un vero e proprio spazio Schengen della cultura e della comunicazione.

Mihaela Gavrila

Laureata nel 1996 presso l’Università di Bucarest, consegue il titolo di Dottore di ricerca in “Sociologie della Vita Quotidiana e Metodologie Qualitative” presso l’Università degli Studi di Lecce (XVI ciclo).

È ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale e la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Insegna Sociologia dei processi culturali, Giornalismo radiotelevisivo e Formati e generi televisivi. Presso lo stesso Dipartimento coordina, dal 2005, il “Master in linguaggi, produzione e marketing della radio”, organizzato in collaborazione con Radio Rai, ed è responsabile scientifico di RadioSapienza. Fa parte del collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Scienze della Comunicazione ed è membro del comitato scientifico di vari Master su media e tecnologie comunicative. Ha coordinato “RaiLab. Laboratorio sperimentale per le risorse artistiche RAI”.

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Cover: Muro di Berlino – Ph Anna Di Rocco