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Sensibilità, la nuova keyword su cui puntare

Il sopravvento del digitale: ma è davvero questo ciò che volevamo?

Comunicazione di Carola Marani

13 novembre 2018

Saturi, ecco come siamo, le persone, le aziende ed il mercato sono saturi di tutto. Il mondo negli ultimi anni sta cambiando così velocemente quasi da non riuscire più a stare al passo. Innovazione, si pensava solo a quello, mai scontati e sempre nuovi qualsiasi cosa facessimo, e così è stato.

Un Boom, il Big Bang dell’Era digitale, tutto ciò che prima si raggiungeva a piedi ora si raggiunge a colpi di click.

 Non esistono più distanze, non esistono barriere, il tempo si è dilatato e tutto è diventato facile.

 

codici era digitale

 

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo reso apparentemente le nostre vite più semplici e comode. Se dessimo retta al mercato, potremmo realmente riempire il nostro tempo libero sdraiati su un letto, mantenere i rapporti ed instaurarne di nuovi, portare il cinema in casa, così come il cibo, i vestiti e tutto ciò che ci serve, basterebbe solo una connessione e un dispositivo in grado di connettersi.

Ma è davvero questo ciò che volevamo e ci aspettavamo? Prendere piano piano tutto ciò che ci circonda e ricrearlo in un mondo virtuale dove la parola casa prende il nome di piattaforma e le chiavi per entrare si chiamano password?

Non credo e ciò che mano a mano lo dimostra, è che stanchi di tutto stiamo ricominciando a parlare di semplicità, di sensibilità e di umanità.
Lo dimostrano alcuni dei nuovi spot e in particolare oggi parlo di quello che promuove il nuovo smartphone firmato Huawei, diventato virale senza quasi mostrare il prodotto.

 

immagine spot huawei
Credits: Youtube spot Huawei 2018

 

Parla di un giovane e di un tenero animale mai visto prima, mostra cosa potrebbe accadere se il ragazzo pubblicasse sul web la foto che testimonia l’esistenza di una nuova specie. È un viaggio nel futuro, che vede come protagonista la fama, il successo e milioni di visualizzazioni potenzialmente raggiungibili tramite un semplice click fino a ridurre l’animaletto a un fenomeno da baraccone, una mera attrazione da circo. E così, tornando in sé, il ragazzo decide di eliminare la foto, lasciando al piccolo animale la libertà di vivere la sua vita in pace.

Lo spot si conclude con una tag-line semplice ma incisiva: “It’s in your hand”, è nelle tue mani.

Senza ombra di dubbio Huawei prende spunto da tanti casi realmente accaduti, come quello che vede protagonista in Argentina, un cucciolo di delfino trovato vivo su una spiaggia e morto successivamente per disidratazione a causa dalla folla che volendolo a tutti i costi fotografare per poi avere un nuovo contenuto da postare, si è rifiutata di rimetterlo in mare. O come quello di Boris, esemplare di Lori Lento privato dei denti per salvaguardare la sicurezza dei turisti che si sarebbero fatti una foto con lui. Lo scopo? Esclusivamente mediatico.

Il messaggio è chiaro, mettere in luce una situazione sfuggita di mano e ormai sottovalutata. Quasi un Inno a una vita dimenticata, fatta di momenti vissuti e non solo condivisi.

 

 

Huawei, nonostante stesse promuovendo uno dei mezzi che maggiorente ha contribuito alla nascita del mondo virtuale che inizia a starci stretto, ha capito quindi su cosa puntare.

Sensibilità ed empatia. Ecco le nuove parole chiave.

Messo sul web, non poteva che essere visto nel giro di poco da milioni di persone, ed oggi la casa produttrice cinese si merita i miei più sinceri complimenti. Perché?

Dopo tanto, è riuscita a fermare il tempo e a dare nuovamente spazio a emozioni e sentimenti, gli stessi che, a causa della velocità con cui ormai viviamo la nostra vita, sembrerebbero essere diventati d’intralcio.

Carola Marani

Carola Marani

Mente creativa in continua ricerca di nuovi stimoli.

Nata e cresciuta a Roma dal 1992, laureata allo IED, Istituto Europeo di Design, in Fashion Marketing & Communication si definisce una spugna sempre pronta ad assorbire ogni nuova nozione.

Non ama la staticità, soprattutto professionale, perché pensa che passare troppo tempo sullo stesso progetto sia la più grande perdita di opportunità: «è come chiudersi a chiave dentro casa rifiutando di guardare ciò che accade al di fuori!» .

Crede fermamente nel dono della condivisione e dice che senza la condivisione non esisterebbe informazione e crescita, che sia personale o professionale.

Riempie il suo tempo libero leggendo, scrivendo e fotografando.
Carola Marani