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L’ipertensione comunicativa e le informazioni ansiogene

Una società distopica.

Comunicazione di Mihaela Gavrila

19 novembre 2018

RollingStone definisce Michael Moore come l’ultimo europeista rimasto.

Poche persone investono una tale quantità di energie nel promuovere il nostro modello welfare (sul lavoro, nella sanità, nell’istruzione) come il regista americano.

Ma com’è possibile che un americano sia più entusiasta degli stessi europei? Nel 2015 esce in sala Where to Invade Next, documentario diretto e prodotto da Moore, nel quale egli invade (nel vero senso della parola) l’Europa, per mostrare tutte le brillanti idee che mancano invece agli U.S.A.

Dalle università gratuite slovene alle mense scolastiche francesi, dalla gestione dello scandalo finanziario in Islanda al sistema penale che “recupera e non punisce” tutto sloveno,  finendo lungo i resti del muro di Berlino: ciò che il regista vuol dichiarare è un invito rivolto agli americani ad invadere gli altri paesi per rubarne idee, non per disseminare bagni di sangue.

Tuttavia, mettendo da parte l’America e il suo esercito, lo scopo è attirare l’attenzione degli europei stessi; il documentario può far aprire gli occhi a tanti connazionali che sono invitati a capire il profondo significato di Integrazione Europea.

L’integrazione, infatti, è la base dello stare insieme, è un continuo gioco di specchi, di identità, volto a far sì che l’esclusione o l’inclusione diventino fondamenta della qualità della vita all’interno della società (Santoro, 2005).

 

Integrazione - Ph Anna Di Rocco
Integrazione – Ph Anna Di Rocco

 

In una situazione odierna come la nostra, in cui comun denominatore è senza dubbio la paura, una via d’uscita esiste? Se si, qual è?
Prendiamo ad esempio il telegiornale italiano: qualcuno ci ha fatto caso che investe l’80% del tempo a parlare di cronaca nera, del tasso di criminalità e dei migranti?
Questa situazione spiega il concetto di Comunicazione in nero, responsabile degli effetti traumatici di intere generazioni, non curante del fatto che le notizie televisive nazionali sono alla portata di tutti, piccoli e grandi, senza filtri.

La Germania è un interessante caso di studio riguardo la funzione svolta dalla comunicazione per la coltivazione del senso di sicurezza o insicurezza.

L’ipertensione comunicativa, infatti, viene controllata e tenuta a bada mediante tre piccole strategie: moderazione dei decibel dell’emergenza, sterilizzazione della paura e neutralizzazione dello svantaggio sociale.

Affrontare determinati temi con il giusto linguaggio e scongiurare la tendenza di dare loro un’eccessiva rilevanza, porta ad evitare di generare più paura e più svantaggio sociale, soprattutto tra le fasce della popolazione più vulnerabili.

Ancor di più se questa “ipertensione comunicativa” si traduce rapidamente nella diffusione sociale dell’incertezza; la stessa incertezza che pervade un ragazzo italiano quando pensa al suo futuro.
Com’è possibile che su 8 canali Nazionali non ve n’è uno che parli d’arte, di musica, di cultura: un portatore di positività sempre a disposizione?
Perché vengono spesi soldi pubblici per finanziare cinque ore filate di talk show tutt’altro che educativi e fin troppo demenziali, quando sappiamo con certezza che l’abbinamento di questi con le news genera solo irascibilità e pessimismo? Che razza di popolo si cerca di ottenere?

Ma del resto più ignoranti resteranno, più disponibili essi saranno a farsi sfruttare lavorando in modo alienante e con salari da fame.

E, per quanti fatichino a crederci, la strategia è ben pensata, per la terza puntata del Grande Fratello risalente allo scorso Maggio, gli ascolti televisivi ammontano a 4 milioni e 766 mila spettatori.

Allora proviamo ad urlarlo: popolo italiano, sveglia! Il Rinascimento, Dante e Michelangelo sono italiani, non permettiamo alle informazioni ansiogene di distrarci dalla letteratura e iniziamo a pretendere più Cultura e meno reality show.

Mihaela Gavrila

Laureata nel 1996 presso l’Università di Bucarest, consegue il titolo di Dottore di ricerca in “Sociologie della Vita Quotidiana e Metodologie Qualitative” presso l’Università degli Studi di Lecce (XVI ciclo).

È ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale e la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Insegna Sociologia dei processi culturali, Giornalismo radiotelevisivo e Formati e generi televisivi. Presso lo stesso Dipartimento coordina, dal 2005, il “Master in linguaggi, produzione e marketing della radio”, organizzato in collaborazione con Radio Rai, ed è responsabile scientifico di RadioSapienza. Fa parte del collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Scienze della Comunicazione ed è membro del comitato scientifico di vari Master su media e tecnologie comunicative. Ha coordinato “RaiLab. Laboratorio sperimentale per le risorse artistiche RAI”.

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Cover: Muro di Berlino – Ph Anna Di Rocco