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Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce

Il pittore desiderava portare la natura a sé, creare il suo di paesaggio e ci riuscì per davvero.

Arte, Film di Anna Di Rocco

25 novembre 2018

Un viaggio a ritroso lungo la Senna, spina dorsale della vita di Monet, ripercorsa fino al cuore di Parigi.
Attraverso luoghi significativi ripercorriamo la vita, le scelte artistiche, i lutti e le conquiste del padre dell’impressionismo, per comprendere come sia arrivato sulla strada dell’arte moderna.

Monet non è che un occhio, ma buon Dio che occhio!

Paul Cézanne

 

Claude Monet, oltre che artista è un uomo.

In quanto uomo egli ha le proprie fissazioni, che si concretizzano in uno studio attento e maniacale della luce e della sua incidenza sulla natura.

 

locandina del documentario-film sull'Impressionista Monet
Le ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e luce

 

Nel film di Giovanni Troilo, la guida degli spettatori è affidata a Elisa Lasowski (Trono di Spade e Versailles), attraverso i suoi passi verrà ripercorso il sentiero dall’artista. Al cospetto di luoghi incantevoli quali Poissy, Argenteuil, Vétheuil e Giverny l’osservatore viene immerso nella natura come il pennello nel colore.

Non mancano poi altrettanti preziosi interventi: incontriamo più volte lo storico e scrittore Ross King (autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna), la fotografa fiamminga Sanne De Wilde e la giardiniera della Fondazione Monet, Claire Hélène Marron.

 

 

Attraverso voci e suoni, passando tra il Musée Marmottan Monet, il Musée de l’Orangerie e il Musée d’Orsay, viene scoperta l’ossessione di un uomo nei confronti della pittura, suo modo di eludere la melanconia, i lutti e la guerra.
Ossessionato dall’acqua, dall’aria e dalla luce, la vita dell’artista si riallaccia costantemente a elementi della natura.

Se dapprima lo studio di Monet era su di una barca affinché potesse toccare l’acqua ogni qual volta lo desiderasse, più passava il tempo più la natura non sembrava essere a sufficienza e la sua divenne qualcosa in più di un’ossessione: si tramutò in malattia.

Il pittore desiderava portare la natura a sé, creare il suo di paesaggio e ci riuscì per davvero. Nella sua casa di Giverny, Monet si è cimentato in una vera e propria architettura botanica e, nel 1890, iniziò finalmente i lavori per la realizzazione del suo Stagno delle ninfee.

Un’alluvione e la Prima Guerra Mondiale segnarono fortemente il percorso finale dell’artista, che vi fu esclusivamente grazie all’intervento dell’amico e Primo Ministro Francese George Clemenceau.

Figurando le sue Ninfee sulla tela, Monet ha dipinto un atto di pace nei confronti dei bombardamenti e della guerra in corso.
La serie delle ninfee di Monet conta duecentocinquanta dipinti; quadri che portano con sé il profumo della natura mischiato alla polvere da sparo, che vanno differenziandosi nel tempo con l’accrescere della cecità del pittore.

Gli occhi migliori della storia dell’arte, in grado di scomporre la luce e i colori che lasciano all’occhio dello spettatore la magia della sintesi additiva.

Dalla morte del pittore si può affermare che egli non abbia mai smesso di vivere: si è fatto strada come paladino dei movimenti astratti, nel cuore delle persone che ogni giorno si prendono ancora cura del suo giardino, ed è arrivato nel ventunesimo secolo su di un grande schermo.

Decretando così, il successo di uno straordinario genio.

Anna Di Rocco

Anna Di Rocco

Ci son voluti nove mesi di cottura anche per lei, questa volta l’impasto aveva come ingredienti base due bicchieri di fotografia, 350 grammi di creatività grezza, 325ml di entusiasmo parzialmente scremato, 325 grammi di meticolosità e una spolverata di ironia.
Con la sua macchina fotografica vuole arrivare dove l’occhio umano si interrompe, con le parole vuole riportare alla mente i dettagli ai quali nessuno fa più caso.
Anna ha vent’anni ed è il frutto di una generazione tutta made in Italy in cui a pochi viene data una possibilità. Anna ha rimpiazzato i suoi sogni e li ha trasformati nei suoi obbiettivi: ha iniziato a preservarli, ad innaffiarli e a tenerli vivi anche con l’umidità romana. Anna ha vent’anni e sta meticolosamente annotando su un taccuino i germogli che, pian piano, stanno crescendo.
Anna Di Rocco

Le Ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e luce è una pellicola prodotta da Ballandi Arts e Nexo Digital. Arriverà nelle sale cinematografiche, in collaborazione con TIMVISION Production, esclusivamente per il 26, 27 e 28 novembre.
La Grande Arte al cinema è un progetto originale esclusivo di Nexo Digital.