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Una rasdora moderna porta la tradizione emiliana sulle nostre tavole

Elena Mazzali ci racconta la sua attività di cuoca a domicilio.

Rubriche, Vite a colori di Sarah Cantavalle

4 dicembre 2018

Emiliana verace trapiantata a Milano, Elena Mazzali da due anni porta le ricette della sua terra d’origine nelle case lombarde. Per la sua attività di cuoca a domicilio ha scelto un nome originale, “Una rasdora single in cucina”, un omaggio all’antica figura di donna che nella società contadina si occupava dell’intero ménage familiare, dall’educazione dei figli alla gestione delle finanze.  In questo caso, però, la rasdora è single perché «allude a quelle ore preziose in cui ci dedichiamo esclusivamente a noi stessi», spiega Elena. Attiva in tutta la Lombardia e l’Emilia, Elena a ottobre di quest’anno è stata anche ospite nel salotto della scrittrice e giornalista bolognese Patrizia Finucci Gallo, con un menù interamente dedicato allo scrittore Giovannino Guareschi.

 

Elena, a un certo punto della tua vita hai deciso di affiancare l’attività di cuoca a domicilio a quella di consulente di web marketing nel settore food&wine. Come è nata questa idea?

Tre anni fa mi sono trasferita a Milano per lavorare in un’agenzia di comunicazione, ma ho sempre avuto il sogno nel cassetto di lavorare nel mondo della ristorazione. Già ai tempi delle scuole superiori avrei voluto fare la scuola alberghiera, poi però per una questione di vicinanza geografica ho scelto un altro indirizzo e mi sono specializzata in comunicazione e marketing. Ho iniziato guardando cucinare mia nonna e aiutando a preparare i piatti durante le feste locali, poi nel 2012 ho avuto l’opportunità di partecipare all’organizzazione del catering per “Italia Loves Emilia”, il concerto di beneficenza a favore della popolazione terremotata nella mia regione. In seguito mi è venuta l’idea di iniziare a pubblicare sui social delle foto incentrate sulla mia vita da freelance e il cibo con l’hashtag #unarasdorasingleincucina, e al contempo ho deciso di pubblicare un blog con ricette e notizie sugli eventi più interessanti del settore food. Il primo vero incarico di cuoca a domicilio risale al 2016, quando ho organizzato un piccolo pranzo in un’agenzia di comunicazione gestita da amici. Ora ho una missione, quella di far conoscere l’Emilia-Romagna a tutti i milanesi secondo la filosofia di nonna: buon cibo, ottimo vino e convivialità!

 

Crostini con crema di radicchio al lambrusco e noci
Crostini con crema di radicchio al lambrusco e noci: qui la ricetta.

 

Per la tua attività hai scelto il nome di “rasdora”, la donna che un tempo teneva le redini della famiglia. Secondo te esiste ancora questo ruolo di “manager familiare” nella nostra società, ora che molte di noi devono dividere il proprio tempo tra vita privata e lavoro?
Anche se fanno del loro meglio, oggi le donne fanno fatica a gestire casa e lavoro, sono costrette a sdoppiarsi, alla ricerca di un equilibrio tra le due sfere. Spesso il ruolo della casalinga moderna non è paragonabile alla rasdora, perché questa figura aveva un notevole potere decisionale nella famiglia.

 

Cappelletti e lambrusco nella frenetica Milano, in un’epoca in cui va di moda il sushi e il cibo fusion. Come sei riuscita a far apprezzare le ricette tradizionali ai tuoi clienti?
La cucina emiliana è molto conosciuta per la sua bontà, ed è la base della tradizione gastronomica italiana, perciò non ho fatto fatica a promuoverla. Non solo: è un tipo di cucina che trasmette una sensazione di casa, calore e familiarità. A volte propongo anche delle rivisitazioni delle vecchie ricette di famiglia, ma credo che la semplicità casalinga dei miei piatti sia uno degli aspetti più apprezzati dai clienti.

 

Crostino di pane con alici e mozzarella
Crostino di pane con alici, mozzarella, timo e riccioli di limone: qui la ricetta.

 

Cosa apprezzi di più del tuo lavoro?
Il poter incontrare persone nuove e condividere con loro la tradizione emiliana, facendo rivivere in qualche modo il ricordo di mia nonna, la rasdora per eccellenza! I miei clienti si sentono coccolati, al punto che spesso nasce un dialogo su aspetti che non c’entrano con il cibo. Anche questo è un aspetto legato alla figura della rasdora, una persona con cui tutti i membri della famiglia potevano confidarsi e chiedere consigli. Questa atmosfera rilassata e conviviale aggiunge ancora più sapore ai miei piatti!

 

Smartphone e convivialità: non credi che le due cose siano un po’ in conflitto? Forse dovremmo pensare a un galateo della tavola 2.0 che bandisca i cellulari durante i pasti?
Sono completamente d’accordo! Utilizzando gli strumenti digitali comprendo l’ansia da condivisione che affligge tutti noi, però credo sia giusto vivere l’esperienza gastronomica senza il cellulare in mano, condividendola in un secondo momento. Continuare a fotografare un piatto prima di mangiarlo fa freddare il cibo e inibisce il dialogo con i commensali, un vero peccato.

 

Crema di ricotta e cannella
Crema di ricotta e cannella: qui la ricetta di Elena.

 

Domandona finale: qual è, secondo te, il valore della cucina tradizionale all’interno della nostra società?
In generale, spesso puntiamo a rincorrere ciò che va di moda. Sembra che le persone vogliano scappare dalle proprie origini culturali, portando avanti ciò che è nuovo, per il timore di sembrare “out”, di non essere al passo con i tempi. Al contrario, la tradizione non viene valorizzata abbastanza. Un po’ come nella vita cambiamo ed evolviamo a seconda delle esperienze vissute pur mantenendo le nostre radici familiari e culturali, anche in cucina dovremmo essere aperti alle novità e alle rivisitazioni, salvaguardando però i sapori e la genuinità della tradizione culinaria italiana.

 

Una rasdora single in cucina
Il sito e la pagina Facebook

 

Sarah Cantavalle

Sarah Cantavalle

Copywriter freelance da 2 anni e nel mondo della comunicazione da 10, Sarah ama costruire nuovi mondi attraverso la parola scritta.
Sarah Cantavalle

“Vite a colori” è un viaggio alla scoperta delle diverse tonalità e sfumature dell’imprenditoria femminile, ascoltando i racconti di donne che hanno scelto di dipingere le loro vite di colori nuovi.