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Paro, il cucciolo di foca e la terapia delle coccole

L'incantevole robot che stimola le risposte emotive nei pazienti affetti da disturbi cognitivi.

Comunicazione di Miriam Bendìa

5 dicembre 2018

Il suo nome è Paro ed è un robot interattivo creato dal professor Takanori Shibata, sviluppato dalla AIST (National Institute of Advanced Industrial Science and Technology), pioniere dell’automazione industriale Giapponese.

Paro è stato presentato all’Istituto Giapponese di Cultura, a Roma, dal suo stesso papà che spiega il vantaggio più grande che si è ricavato da questo circuito peloso 

Questo cucciolo-robot può evitare l’utilizzo dei farmaci.

Paro porta con sé i benefici tratti dalle terapie e li restituisce a prima vista: è infatti in grado di rapportarsi con pazienti portatori di malattie degenerative, come l’Alzheimer o la Demenza Senile, all’interno di ospedali o strutture di assistenza estesa dove la presenza e il contatto con un animale stimola la mente e l’emotività del paziente.

Paro è stato pensato per ridurre lo stress, per stimolare interazioni e incentivare la motivazione e l’umore dei guarenti.

 

Il dolce cucciolo di Foca ha cinque tipi di sensibilità: tattile, luminosa, uditiva, termica e di postura, al fine di garantire una migliore percezione dell’ambiente che circonda il piccolo animale peloso.

Tramite il sensore luminoso, Paro riconosce se è giorno o notte e con la capacità tattile comprende la differenza tra il venir accarezzato e l’esser picchiato per poi indurre la ripetizione della prima azione e sviare la seconda. Lo strumento sanitario più dolce al mondo saprà identificare la provenienza della voce, distinguere i saluti dalle presentazioni e rispondere al suo nome.

Il robot-terapeutico è pensato esclusivamente per i benefici del paziente, è in grado di organizzare il proprio comportamento in base alla persona con cui si relaziona. Dotato di intelligenza e di memoria semplice ed efficace, affinché possa ricordarsi il modo in cui viene chiamato, i toni della voce e l’ultimo comportamento avuto nei suoi confronti.

 

Robot Paro

 

Il New York Times lo definisce come un punto morbido tra i circuiti, ed è proprio l’amore il fulcro di questo servizio medico.

L’affetto può essere di grande conforto sulla scia della perdita, di memoria, di forze e di vitalità.

Il Giappone e l’Italia sono i Paesi con il tasso di anzianità più alto al mondo. Tra i temi legati al benessere delle persone anziane, la demenza senile è un argomento di grande portata e si è notato che proprio in questi pazienti l’interazione con Paro ha contribuito a ridurre i sintomi fisiologici e comportamentali, a migliorare l’umore e a restituire fiducia e felicità negli occhi dei pazienti.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa