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Come si trova lavoro in Italia?

Se una porta è chiusa, ce ne sarà una aperta lì attorno.

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

6 dicembre 2018

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Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali. Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com

La domanda di oggi: come si trova lavoro in Italia?

Risposta di Constantin Minov, avido lettore, minimalista e blogger su Quora.it

 

Photo by Carl Heyerdahl on Unsplash 
Photo by Carl Heyerdahl on Unsplash

 

Un giorno qualcuno mi disse che siamo in crisi di lavoro qui Italia. Ho detto ottimo. È il miglior tempo per cercare lavoro. Un’altra volta qualcuno mi disse che molti giovani in Italia sono disoccupati. Ho detto ottimo, sono un giovane anche io, clandestino tra l’altro e disoccupato.

Cosa ci vuole quindi a trovare lavoro?
La risposta a questa domanda cambia in base a chi sei, dove ti trovi e in base ad alcune variabili che fanno leva sulla tua decisione.

Mettiamola così: se domani mattina ti dovessi svegliare con una condanna a morte dietro alle tue spalle avendo come unica via d’uscita farti assumere da qualcuno qui in Italia, ti garantisco che troveresti lavoro in meno di 24 ore.
Se invece ti svegli al mattino in casa dei tuoi genitori, probabilmente gli incentivi cambieranno la tua opinione. Non sei quindi più costretto a trovare un lavoro. Non subito. Non hai quindi soldi da spendere questo è vero, però dormi in un letto, sotto un tetto e mangi a spese altrui. In questo contesto è chiaro che stiamo incentivando la disoccupazione.

Il mio contesto era questo: trovare lavoro in una settimana oppure finire per strada.

Noti come gli incentivi cambiano? Ho un ultimatum da rispettare quindi non posso permettermi di essere disoccupato. In questo contesto la parole crisi e precariato non valgono.

 

Photo by Dil on Unsplash
Photo by Dil on Unsplash

 

Con queste consapevolezze, il mio primo lavoro qui in Italia lo trovai proprio così: bussando ad ogni porta del mio quartiere. Sapevo che da qualche parte qualcuno aveva bisogno di qualcosa. Dovevo semplicemente trovare quel posto dove il dipendente dava delle pessime prestazioni e dare in cambio del mio meglio.

Poi ho incrociato qualcuno che aveva bisogno di scaricare un container pieno di scarpe arrivate credo dai paesi asiatici per poi venderle sul mercato italiano. Ho fatto 50€, pranzo pagato e un pacco di sigarette. Credo di aver lavorato 12 ore, con indosso una maglietta a maniche corte, ed eravamo a novembre.
A fine giornata mi chiesero se l’indomani potessi ritornare.

Ho imparato una lezione: se insisti non ti possono ignorare all’infinito.

 

Poi ricordo che nel periodo di boom degli internet-caffè, iniziai a pubblicare un annuncio, tutti i giorni e per un mese di seguito, su tutti i siti che conoscevo, compresi i giornali locali.
Il punto era proprio questo: se ti trovano ovunque, in ogni posto, non potranno ignorarti per sempre.
Fu così che in due settimane ricevetti tante di quelle telefonate da non saper più dove andar e cosa scegliere.

Una volta al lavoro capii di non poter fare altro se non dare il massimo delle prestazioni.
Se mi chiedevano di fare 8 ore io ne facevo 9. Una delle cose che notai subito è che molti svolgono il proprio lavoro con disprezzo.

Ergo, bastava essere l’1% più accurati degli altri affinché qualcuno si accorgesse di te; è questo a fare la differenza.

Ovviamente in molti ne hanno approfittato.
Ero giovane e inesperto, non conoscevo l’arte dell’inganno. Quel che dicevo di fare, lo facevo punto.
Ma non venivo mai realmente pagato per tutto il lavoro svolto, un po’ perché giocavano con le mie debolezze, un po’ perché ero clandestino e lavorando in nero la minaccia di un licenziamento era sempre dietro l’angolo. 

Ho fatto il babysitter, l’accompagnatore di anziani, l’assistente di archivio, il lavoratore edile, l’idraulico, l’aiuto elettricista, l’imbianchino, il magazziniere, le pubblicità porta a porta, lo sgombero cantine, riparazioni per pc, lezioni di inglese, sanificazione dei locali adibiti a camere mortuarie, venditore di oggetti al mercatino dell’usato e così tanti altri lavori da poter diventare logorroico nell’elencarli tutti.

Poi di altri anni ne sono passati, ho messo da parte un po’ di soldi e mi sono trovato nella posizione di dover decidere se comprare un’auto, un telefono oppure altro.
Ho speso fino all’ultimo centesimo nello studio e nell’istruzione e oggi, con i libri letti ci guadagno da vivere. 

Ho sempre consegnato più valore aggiunto di quanto richiesto perché avevo imparato le regole del gioco: se ti chiedono 100% , tu offri 200%, non verrai ignorato.

Oggi ho 31 anni. Non ricordo d’essere disoccupato da quando ne avevo 14. Non ricordo nemmeno le crisi economiche e non so cosa sia il lavoro precario perché non ho mai accettato l’uso di questi termini.

Non ho mai accettato un NO perché non potevo permettermelo. Se una porta era chiusa, doveva essercene per forza un’altra aperta lì da qualche parte.

 

Valentina Tosi

Valentina Tosi

Vive a Mountain View (California) dove riveste il ruolo di Head of Community Relations per l’Italia, in Quora. Valentina si è unita all’azienda nell’aprile del 2017 e si è occupata del lancio di Quora in Italiano, dopo aver lavorato a Google come Territory Manager per l’America Latina. Da quando si è trasferita in Silicon Valley, nel 2011, ha rivestito ruoli simili in altre aziende hi-tech. In precedenza ha vissuto a Barcellona, dove ricopriva il ruolo di Country Manager in una start-up del settore software as a service. Laureata in Lingue e Cultura per l’Impresa all’Università di Urbino, è nata e cresciuta a Gatteo Mare, in Romagna.
Valentina Tosi

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Cover Photo by Jan Tinneberg on Unsplash

 

Constantin Minov è uno scrittore e, prima di ciò, un avido lettore.
Vive a Milano, parla italiano, inglese e russo.
Gestisce un blog multitasking e, per spiegarlo con le sue parole,  si assicura che tutti i componenti necessari siano messi al loro posto, per offrire una migliore esperienza e garantire migliori risultati quando si guardano i canali televisivi via web.
Oltre al suo sito, ha un profilo personale su Quora.it.