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Lilith Primavera ha fatto suo il motto felliniano: “Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare”

L'Eros e il piacere sono uno strumento che può essere rivoluzionario perché partono dal Desiderio.

La Carriola di Alessandra Magrini

15 dicembre 2018

Lilith Primavera è un’artista e attivista poliedrica, una performer, una musicista e un’incantatrice di cuori e di animi. La puoi incontrare in qualche locale al Pigneto, il quartiere degli artisti a Roma, mentre coinvolge il pubblico con le sue serate, a metà fra musica e teatro. La puoi scorgere su un set cinematografico o nella redazione di una radio… Per lo più di notte quando le stelle brillano e accendono un mondo che solo i poeti (e i folli) possono apprezzare fino in fondo.
Mi hai emozionata anche questa volta, grazie Lilith!

 

Lilith Primavera Ph Giuseppe Zizza
Lilith Primavera Ph Giuseppe Zizza

 

Come definiresti il tuo lavoro di artista? Sei così poliedrica e originale che non è facile riuscire a decidere come presentarti…
Al momento ho una mia trasmissione radiofonica, che scrivo e conduco, qualche canzone on line ed altre in uscita, presento un discretissimo karaoke domenicale, faccio la dj, organizzo eventi di musica elettronica e happy trash. Sono nel cast di due film, presentati all’ultima Festa del Cinema di Roma: “Linfa” di Carlotta Cerquetti e “Mamma+Mamma” di Karole Di Tommaso.

Questo fa di me un’artista? Sicuramente una persona poliedrica.

In passato ho proposto performance di movimento corporale, musica e video, che mi facevano sentire vicini il Situazionismo di Guy Debord e le Avanguardie Femministe degli anni ’60 e ’70. Oggi lavoro nello spettacolo e mi piace giocare con le mie varie professionalità acquisite negli anni.

 

Lilith Primavera Ph Giuseppe Zizza
Lilith Primavera Ph Giuseppe Zizza

 

Cosa significa il tuo nome, perché lo hai scelto?
Il mio nome è un’eredità di mia madre, Serena, che mi chiamava Lilith quando ero nel suo grembo. Lei e mio padre si lasciarono, in modo turbolento, poco dopo la mia nascita, negli anni ’80. E io fui affidata a lui.

Mia madre non c’è mai stata, nella mia infanzia, per me era una presenza/assenza e la sua vita era avvolta nel mistero. Nessuno in casa ne parlava mai.

A 18 anni, quando ho iniziato la mia vita indipendente (ed ero autodeterminata ad essere me stessa), l’ho cercata. Ho scoperto una donna un po’ provata dagli eventi, ma libera e visionaria.

In lei ho ritrovato un pezzetto di me che non sapevo da chi avessi ereditato.

E lei mi ha dato il mio nome Lilith, che ufficializzai sui documenti qualche anno più tardi.
Mia madre è morta, poco dopo il nostro incontro, per una overdose da eroina.

 

Lilith Primavera
Lilith Primavera

 

A volte sembri un’apparizione di una periferia pasoliniana, a volte ricordi “La dolce vita” e l’atmosfera Felliniana. Ti ritrovi in questa descrizione? Se sì, perché?
Sono nata e cresciuta nella periferia romana opposta a quella di Pasolini: lui Roma Est, io Roma Nord Ovest (Boccea, Palmarola, Ottavia, Monte Mario). Poi mi sono spostata a Trastevere. Ora, dalle finestre della mia abitazione, vedo l’acquedotto che costeggia il Mandrione dove passeggiava Pasolini.

C’è una frase di Fellini che ho fatto mia, da qualche anno: non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.

Che ad oggi per me si traduce in: voglio il mio spazio, il mio posto, desidero essere me stessa e non dovermi spezzare sotto le pressioni sociali stereotipizzanti che mi vorrebbero diversa da come mi sento di vivere la mia vita.

Sono Femminista, ho sempre lottato per Autodeterminarmi in quanto, nata maschio, ho invece deciso di vivermi al femminile. Ho cercato di valorizzare la mia natura di sempre, la stessa che era stata schiacciata da ignoranza e paure. Sentimenti negativi che mi hanno limitato e angosciato da quando ho memoria.

Ma io, oggi, non ho paura: io canto, ballo, sono favolosa e voglio stare bene.

Mi piace la bellezza e la posso trovare (o crearla) anche nel disagio che mi circonda. Quindi sì, potrei essere un personaggio felliniano.

 

Lilith Primavera
Lilith Primavera

 

Cos’è per te l’eros e come affronti questa tematica nella tua trasmissione radiofonica?
Per me l’Eros e il piacere sono uno strumento che può essere rivoluzionario perché partono dal Desiderio, che va al di là di ruoli precostituiti. Favoriscono l’immaginazione e la felicità di ogni persona che vuole vivere nell’amore e nella libertà.

La mia trasmissione è un format leggero in cui si parla di varie tematiche, tra musica e interviste.

Tanto per ricordare che il piacere può manifestarsi in mille modi: fluido e mutevole come le nostre vite, i nostri corpi, la musica e la società.

La trasmissione va in onda tutti i lunedì (da mezzanotte all’una) sulle frequenze di Radio Rock.

 

Lilith Primavera
Lilith Primavera

 

Radio, cinema, teatro, musica, attivismo e serate di karaoke molto particolari: come vivi l’arte?
Come un gioco.

 

Quale sogno ancora vorresti realizzare?
Mi piacerebbe prendere finalmente la patente, così potrei guidare un VAN e farmi un giro!

 

Lilith Primavera
Lilith Primavera

 

Come hai fatto a conquistare il tuo pubblico e come funziona il karaoke che hai ideato?
Mi fa sorridere l’idea di un “mio pubblico”: non la vedo proprio in questi termini. Io propongo cose e situazioni e poi si condividono tra chi ne fruisce.

UDKD, Un Discretissimo Karaoke Domenicale, nasce in quanto la domenica per me è sempre stato un giorno particolare, in cui difficilmente trovavo qualcosa di interessante, lowprofile o carino abbastanza da farmi alzare dal letto. E spesso mi annoiavo sui social in hanghoover.

Io amo la noia e l’ozio, ma sentivo il bisogno di una situazione di condivisione giocosa per riprendermi dal weekend, in leggerezza, e affrontare poi la settimana senza troppo down. Così ho proposto questa serata all’ Hulahoop e ne sono successe di tutti i colori e ho anche stretto tante nuove amicizie! Infatti quando il locale chiuse ero così sconsolata che non avevo intenzione di cercarne un altro, per ricreare quella situazione.

Ma qui è entrata in gioco La Redazione, nelle persone di LuvLoveLavina, Zak e Il Maestro che mi hanno spronata e con cui abbiamo trovato accoglienza al Club55 e al PLF per continuare le nostre domeniche di rehab all’insegna dell’emozione canora e della socialità (in carne ed ossa).

Credo sia qualcosa di importante perché trovarsi (e ritrovarsi) in un posto in cui rilassarsi, uscire eventualmente dalla propria zona di comfort cantando fuori dalla doccia, mettersi in gioco o semplicemente bere un drink e fare due chiacchiere tra un’esibizione e qualche news sul panorama artistico/culturale di persone affini, fa bene.

Crea rete e alleggerisce la testa. Combatte la solitudine, anche.

 

 

Hai partecipato a un video che ha destato molto scalpore: pensi che questa società debba ancora liberarsi?
Ti riferisci al videoclip di “Estasi Vera”, prodotto dal dj Impy con cui organizzo, insieme anche alla dj producer Lady Maru la serata U-Kabarett… Immagino! Ma non è l’unico che ha destato scalpore: nel 2010, per citarne uno, ero la protagonista di un video della regista Lidia Ravviso che partecipò ad un contest di visual art. In molti commenti sul sito del festival (International Videoart Festival) si leggeva che eravamo pornografiche, ma non c’era nulla di pornografico!

La nudità dei corpi non è pornografica.

“Estasi Vera” invece un po’ sì, lo è. Secondo me, anche la pornografia può essere artistica. Il porno è un Genere come un altro. Ci sono l’horror, la commedia, il noir, per elencarne alcuni, e c’è il genere porno. Se non piace l’horror che non si veda, ma non si rompa le scatole a chi lo usa per raccontare storie!

Alessandra Magrini

Alessandra Magrini

"La Carriola" è una rubrica di approfondimento sull'arte e la cultura. Nasce, nel 2006, come trasmissione radiofonica sulle frequenze di Radio Città Aperta, ideata e condotta dall'attrice e autrice Alessandra Magrini.
Nel 2016 la radio chiude le frequenze in FM per trasformarsi in una web radio.
Oggi, dopo le tante richieste dei numerosi artisti che si sono raccontati in quest'avventura durata 10 anni, "La Carriola" ricomincia a traghettare esperienze e passaggi d'arte in nuovo progetto itinerante e poliedrico. La rubrica su Just Baked è sicuramente uno dei luoghi nei quali soggiornerà, con molto piacere, per raccontarvi le molteplici arti che colorano il mondo!
Buon viaggio, l'appuntamento è con Alessandra, ogni sabato.
Alessandra Magrini

 

Cover Photo by Thammie Cascales on Unsplash

 

Lilith Primavera: performer, attivista LGBTQI, femminista, organizzatrice di eventi.
Cresciuta nella periferia romana, Lilith trascorre la sua vita nella capitale fino a 18 anni per poi trasferirsi a Londra. È proprio qui, nella capitale inglese, che entra in contatto con gli ambienti underground e queer degli anni ‘90.
La curiosità e l’esplorazione che la mosse a interessarsi alle diverse realtà è componente innata e costante dell’artista che sin dai primi anni liceali, sviluppò una forte consapevolezza critica e mostrò la sua sensibilità per le questioni di natura politica. L’attivismo sarà componente sempre presente e influenzerà la sua vita e la sua arte.