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Come fare brand positioning

Ti puoi “posizionare” ovunque, ma se comunichi o interagisci in modo vecchio o “esausto” non fai molta strada.

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

8 gennaio 2019

Quora è una piattaforma di domande e risposte per condividere e accrescere la conoscenza nel mondo, un modo per connettersi con esperti che partecipano con contenuti di qualità.

Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali. Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com

La domanda di oggi: Come fare brand positioning? 

Risposta di Massimo Nava, Creative Director, Social Expert, Teacher e Digital Artist.

 

brand positioning, I target del mercato, le strategie da usare
Photo by rawpixel on Unsplash

 

Per fare brand positioning la premessa più ovvia è avere alle spalle uno studio concreto e approfondito (non improvvisato, cioè) dell’attività in oggetto, del segmento di mercato, del target desiderato e di tutte le dinamiche eventualmente utili, sicuramente da conoscere.

L’analisi iniziale è fondamentale, lo dico sempre, inoltre essa è utile ad identificare dati e riferimenti per fissare: punti di forza, di debolezza, criticità e orientamento necessario (magari anche in termini di “evoluzione” delle caratteristiche espositive).
Una rapida motivazione: ti puoi “posizionare” ovunque, ma se comunichi o interagisci in modo vecchio o “esausto” non fai molta strada.

Le caratteristiche generali in grado di soddisfare il fabbisogno in oggetto considerano dunque:

  • Valorizzazione della percezione del brand: dei prodotti e del contesto specifico (presupposto che include anche eventuali figure chiave da promuovere, influencer di supporto e partner noti se disponibili).
  • Aggregazione tematica “intelligente”: quale che sia l’argomento “chiave” del brand in questione, divenire un punto di riferimento per il pubblico da suggestionare grazie a contributi pertinenti, eventualmente esclusivi (comunque non inflazionati), aiuterà di certo la percezione dell’identità in questione.
  • Relazione costante e apertura diretta al pubblico designato: con ciò si intende anche la capacità di interagire con ogni utente al meglio, in ogni circostanza, anche e soprattutto nel “post-vendita” o fase similare.
  • Storytelling: identità, reputazione e percezione del brand possono essere canalizzati in un approccio strategico reso più “accessibile” oggi grazie alle tante piattaforme social. Se fatto bene lo Storytelling può aiutare il posizionamento anche all’interno delle singole piattaforme, in associazione ad un hashtag, un contesto o una community (è solo uno spunto, ci sarebbe tantissimo da dire in merito allo ST ed alle sue convenienti ripercussioni).
  • Coinvolgimento degli utenti e/o dei blogger orientati, oppure -in certi casi- proposte “(in)formative” in linea con le specifiche dell’entità da promuovere. Si tratta cioè di contribuire concretamente e attivamente al “fabbisogno” del pubblico desiderato, se possibile.

 

brand positioning, lavorare con un blog
Photo by Lukas Blazek on Unsplash

 

In termini di mercato poi si considerano la serie di dinamiche specifiche per ciascun settore (puntando a valorizzare, senza spammare come gesto fine a se stesso): dalla presenza in portali tematici, contenitori e riviste fino alla partecipazione a fiere, eventi.
Giveaway o partecipativi, referral, lead generation, comarketing e altre azioni destinati agli utenti e/o ai player di settore sono solo la punta dell’iceberg di iniziative da schedulare e promuovere nei “luoghi” fisici o virtuali frutto dell’analisi iniziale.

Forse sono stato troppo generico ma, come ho scritto all’inizio, ci sarebbe da scrivere pagine e pagine sull’argomento, meglio ancora se focalizzato su un segmento specifico da esplicitare con esempi e casi studio di riferimento.

Spero comunque che il mio contributo torni utile all’orientamento iniziale!

Valentina Tosi

Valentina Tosi

Vive a Mountain View (California) dove riveste il ruolo di Head of Community Relations per l’Italia, in Quora. Valentina si è unita all’azienda nell’aprile del 2017 e si è occupata del lancio di Quora in Italiano, dopo aver lavorato a Google come Territory Manager per l’America Latina. Da quando si è trasferita in Silicon Valley, nel 2011, ha rivestito ruoli simili in altre aziende hi-tech. In precedenza ha vissuto a Barcellona, dove ricopriva il ruolo di Country Manager in una start-up del settore software as a service. Laureata in Lingue e Cultura per l’Impresa all’Università di Urbino, è nata e cresciuta a Gatteo Mare, in Romagna.
Valentina Tosi

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