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Andrea Paone: Tutto Molto Sbagliato

L'attore ci racconta il nuovo spettacolo e la sua vita (non poi così sbagliata).

Arte di Anna Di Rocco

9 gennaio 2019

Andrea Paone, comico, attore e regista. Nel 2019, il suo Tour lo vedrà protagonista di numerose date in Italia e anche qualcheduna estera. Lo abbiamo intervistato prima che partisse con il suo nuovo spettacolo Tutto molto sbagliato.

 

Andrea Paone in Tutto Molto Sbagliato tour 2019
Andrea Paone – Tutto Molto Sbagliato Tour

 

Nella sua biografia sottolinea d’esser nato per sbaglio a Marino, vicino Roma, ma rivendica il suo esser Toscano dall’accento.

Sei in procinto di laurearti in Scienze della Comunicazione a Roma e sei al contempo giornalista, mi sembra doveroso dunque chiederti se il comico, nella vita, lo fai per sbaglio, per scelta o ambedue?
Dico di esser nato per sbaglio a Marino, perché fondamentalmente ci sono “solo” nato. Dal 9 gennaio del ’93 non ci sono più tornato, nemmeno alla festa del vino sono mai andato! Anche perché essendo toscano, l’unico vino buono è il nostro.
Io sono toscano perché sono cresciuto e ho vissuto sempre nel Granducato. La famiglia di mia madre è una delle famiglie più antiche del paese, l’hanno praticamente fondato. Però qualche sfumatura romana ce l’ho! Mio padre è per metà romano e per metà calabrese… Diciamo dunque che la percentuale nel mio sangue è per lo più toscana.

Chiarito questo punto, ti dico subito che il giornalista non l’ho mai voluto fare e per fortuna l’ho fatto per poco tempo, io volevo fare l’attore come è in America: comico, autore, regista, conduttore. Avere un programma tutto mio, ma non sapevo come si poteva diventare tutto questo, avevo appena finito l’Agrario.
Quando agli esami di quinta raccontai ciò che volevo fare si misero a ridere e mi dissero: “ma iscriviti ad Agraria e falla finita che con il vino, rideresti uguale”.

Siccome sono sempre stato uno che dava ascolto alle persone, mi iscrissi alla Sapienza nella facoltà di Scienze della Comunicazione, perché rimanere a Venturina in provincia non mi avrebbe mai permesso di inseguire i miei obiettivi, o comunque sarebbe stato più complicato.

Tramite l’università entrai a SKY per pochi mesi, poi andai nella sezione “lavora con noi” e mandai un CV a Mediaset, ci rimasi quasi un anno e mezzo… Uno dei periodi più belli della mia vita, ho ancora tantissimi amici al Palatino! Mediaset è stata l’esperienza che mi ha fatto diventare adulto. Durante il colloquio tremavo, anche perché prima di entrare era pieno di belle ragazze, io ero l’unico ragazzo… “Quando mi prendono questi?!”, pensai.

Poi durante il colloquio feci un vero e proprio show. In Mediaset ho trovato persone squisite, mi sono trovato sempre bene con tutti.

Poi sono passato a TV2000: bella esperienza, molto diversa da quelle che ho avuto prima, ma non era il lavoro per me, non sono fatto per le cose meccaniche… Ecco diciamo che nella TV del Papa ho ritrovato la mia retta via…

Io non so se si nasce comici o lo si diventa. So solo che bisogna impegnarsi, scegliere quello che si vuole fare e inseguire i propri obiettivi con umiltà, studio e costanza.

Ma sono stato convinto dagli altri che potevo intraprendere questa vita ed ora non mi vedrei a fare nessun’altra cosa. Ad oggi, non mi sento di dire che faccio l’artista, quando me lo dicono mi metto a ridere, perché per me è come vivere un sogno. Rifammi questa domanda tra 50 anni!

La mi mama però ancora spera che io intraprenda un lavoro serio, magari in un’azienda di vino…

 

Tutto Molto Sbagliato tour comico 2019
Andrea Paone – Tutto Molto Sbagliato

 

Ventisei anni appena compiuti, parti come stagista in Sky, passi per Mediaset e TV2000. Ad oggi ti trovi ad aver già calcato i palcoscenici di New York e con una prossima data fissata a Parigi.
Il tuo primo One man show si intitola Biografia di una fava; anche se già ci pensi tu ad ironizzare, sento d’obbligo chiederti come mai hai scelto proprio la fava.

Adori le fave col pecorino, da buon romano quale (non) sei, o esistono miti ebrei/esoterici che ti legano a questo vegetale?
Scritta così pare che io abbia fatto qualcosa, quando in realtà mi sono semplicemente messo a credere in me stesso, grazie! In verità sono ancora agli albori, ne devo mangiare ancora molto di palco, voglio e devo migliorare ancora tanto.

Quanto a New York è stata l’esperienza più bella della mia vita, infatti ci tornerò.

In realtà Fava in toscano significa Scemo in una maniera simpatica, è come dare del grullo. Anche se le fave col pecorino non sono per niente male. Per quanto riguarda miti esoterici che legano gli ebrei con le fave non saprei, dovrei chiedere alla mi nonna. Sicuramente la fava, intesa come membro maschile (in toscano significa pure questo), per gli ebrei è un tasto dolente, ma per fortuna non è il mio caso… Ho genitori atei.

Comunque decisi di chiamarlo così perché volevo prendere in giro soprattutto me stesso, un comico per fare ridere deve prima di tutto umanizzarsi. Biografia di una fava diciamo che è stato più un primo esperimento, riuscito, ma comunque il primo.

Ma è nato tutto da Edoardo Montanari che mi ha aiutato a scoprire il mio lato comico e la stand up comedy. Mi mostrò dei video di Giorgio Montanini (il migliore in Italia a fare stand up comedy, per il momento… ahah) e così mi decisi a intraprendere questo genere comico che ormai è il futuro.

Devo molto a Giorgio con cui ora ho stretto una bella amicizia, spesso ho il piacere e l’onere di aprire i suoi show: è emozionante perché lui è di una semplicità, di una bontà d’animo e di un carisma fantastici. Mi dà sempre tanti consigli. Stilisticamente siamo completamente diversi, ma entrambi storyteller nel modo di raccontare.

Uno dei miei sogni è fare una serata insieme a lui. Ci riuscirò, ne sono sicuro.

Per ora mi accontento di essere in una rassegna dove lui ha fatto la serata di esordio, un anno e mezzo fa non l’avrei mai pensato.

 

andrea paone live nel tour 2019 Tutto molto sbagliato
Andrea Paone

 

Tutto molto sbagliato è il tour con cui stai aprendo il 2019.
Hai già dichiarato d’aver tratto ispirazione da Neal Brennan per quanto riguarda la forma, ma ciò di cui vorrei parlare è invece il contenuto dell’esibizione.
Portare avanti un monologo satirico di un’ora e dieci vuol significare non solo avere una bella parlantina, ma anche permettere al pubblico di conoscere varie parti di Andrea.

 

I tuoi tre microfoni e le luci sono un mezzo scenico, ma qual è il tuo fine? Risata o emozione? Satira o intimità?
Tutto molto sbagliato è nato grazie ad un consiglio di un amico che mi disse di guardare Neal Brennan. Finito lo show ho pensato che quello stile dei tre microfoni volevo adottarlo anch’io, dato che non è solo stand up comedy, ma c’è teatro, improvvisazione e monologhi. Come ho già detto prima, non voglio essere solo un comico, io voglio essere prima di tutto un Artista.

Detto questo passo al contenuto… Sicuramente la parlantina ce l’ho sempre avuta, sono uno che venderebbe ghiaccio agli eschimesi.

Nello spettacolo sono senza filtri, e non sto parlando di parolacce, ma proprio della mia vita, parlo del mio modo di vedere il mondo e di tutti i problemi che ci sono.

Non attacco i politici, non avrebbe senso attaccarli, la colpa è di chi li ha messi lì. Il popolo è ignorante, non chi ci governa.

Parlo della separazione dei miei genitori, della mio problema con la bulimia, dei miei viaggi, degli ebrei e di mio nonno, figura determinante della mia vita.

Come potrei dirti di non voler far Satira? Erroneamente si pensa che si fa satira solamente perché si parla di politica, no. Io faccio satira dicendo la MIA opinione su problematiche che mi sono capitate nella vita.

Essa non può escludere l’emozione, la Satira è emozione.

Il mio fine è sempre far ridere ed emozionare, ma soprattutto il mio intento è far uscire il pubblico dal teatro con una convinzione di conoscere me e il mio punto di vista.

 

andrea paone live nel tour 2019 Tutto molto sbagliato
Andrea Paone

 

Dopo aver riso di gusto davanti ad estratti di performance su YouTube, noto che uno dei tuoi punti di forza è che ricrei un connubio non indifferente tra riso e pathos.

Qual è il trucco per far ridere un pubblico italiano o straniero, con un accento toscano che non passa inosservato? Quando scrivi i tuoi spettacoli, parti dalle tue esperienze personali o guardi al mondo che ti circonda?
Grazie per il complimento, bella domanda… Io non sono un esperto di tecniche di scrittura, questa è una domanda da fare a Saverio Raimondo che tecnicamente penso sia il migliore in Italia a fare battute e ad insegnare a farle.

Io non riuscirei a scrivere per altri comici, perché quando scrivo penso a come dirò io quella battuta e inizio a ridere da solo come una fava.

Però posso affermare che la costruzione di una battuta è matematica, quando scrivi sai che ci saranno delle battute sicure, dove bene o male farai ridere sempre e ovunque. Ci sono comici che hanno studiato un sacco e li stimo per questo, io non ho questa dedizione allo studio, io mi butto, osservo e scrivo tanto.

Io racconto storie della mia vita, parlo delle problematiche che mi sono capitate e pare che facciano ridere sia in inglese che in italiano.

Il mio accento toscano c’è e ci sarà sempre sia in tutte le lingue del mondo, ne vado fiero, perché sul palco sono io, non sono un personaggio ed io parlo così.

A differenza di molti comici non parlo delle mie sfighe, perché fondamentalmente non sono uno sfigato, non sarebbe vero. Sul palco mi prendo in giro dicendo che a differenza di molti altri comici non sono pelato, basso, brutto o grasso e per un comico sono tutte opportunità di battute, io ho un sacco di materiale in meno.

Io ho solo tre problemi: ho paura degli aghi, sono ipocondriaco e mi chiamo Paone…

Sai quante volte mi dicono:
“Lei è parente di Cecchi Paone?”
“No, lui fa Cecchi Paone, io solo Paone…”
“Ma quindi sei gay?”
Vorrei diventare famoso solo per mettere nella mia situazione Cecchi Paone…
“Ah ma lei è parente di Paone?”
“Ehm, no io faccio Cecchi Paone, lui solo Paone…”
“Sicché anche lei vorrebbe vaccinarsi ma ha paura degli aghi?”

 

Leggo sul tuo blog una frase che non posso non citare…

Postate di meno e vivete di più.

La nostra generazione, quella under trenta/over venti, crede abbastanza nei propri sogni? 
Tu sei partito da un piccolo paesino di nome Venturina Terme e, giorno dopo giorno, stai scrivendo la tua storia, che ti vede protagonista di uno spettacolo di vanto tutto italiano. Non cervello in fuga, ma residente italiano che è riuscito a farsi conoscere anche altrove.
Data la tua abilità nel perseguire i tuoi sogni, ci lasci con un buon proposito per il 2019? 
Puoi anche optare per un’improvvisata sul cane, ma facci ridere che è importante essere felici! 



Sono contento ti sia piaciuta. Ogni tanto mi si chiude la vena e scrivo. Esce tutto di getto, spesso non ricordo nemmeno da dove ho iniziato, molto probabilmente soffro di Alzheimer precoce.

Credo che la nostra generazione sia disinnamorata dei propri sogni, proprio per colpa dei social.

Ogni giorno sui vari social network vediamo gente che apparentemente sembra avercela fatta, quando poi in realtà posta solo perché vuole mostrare che la sua vita è migliore della tua. C’è molto odio in giro, in tutti i settori. Bisognerebbe tornare tutti più civili e umani, non godere delle sconfitte altrui. Serve sempre la competizione per raggiungere i propri obiettivi, ma deve essere sana.

Io voglio andare all’estero perché credo nella comicità senza confini e, soprattutto, nel mondo senza di essi. La risata è la stessa in tutte le lingue. Da Venturina Terme a New York.

Devo molto al mio Paese, perché anche se lo prendo in giro negli spettacoli, mi ha dato la possibilità di crescere con una quantità di persone meravigliose e dal cuore d’oro. Da me esiste un gruppo che si chiama Sei Venturinese se…  Organizzano un sacco di feste, ogni anno, e sai a chi va il ricavato? Sempre in beneficenza.

Io li prendo in giro perché la festa si chiama Carciofo Pride (che ho anche presentato una volta, è stato un onore) ma capisci bene che se non lo facessi, non farei bene il mio lavoro. Però sono orgoglioso del fatto che, in un momento storico così incivile, il mio piccolo paese sia in prima linea per la solidarietà.

Buoni propositi per il 2019… Mmmh, vediamo… Per prima cosa venite a vedere il mio spettacolo, perché questa è una cosa che tengo a sottolineare: l’intero ricavato verrà donato in beneficenza ad un ragazzo toscano di 26 anni che ha sofferto molto nella sua vita perché la Juventus arriva sempre in finale e poi perde, ma è un bravo ragazzo.

Poi dovreste rimuovere da Facebook tutti i vostri genitori over 50 e cancellare le zie che commentano ogni vostra foto scrivendo che siete i più bravi e i più belli, quando non è assolutamente vero!
Inoltre bisognerebbe togliere i figli a chi mette le loro foto sui social con una emoji sopra la faccia, anche perché tra 20 anni si rivedranno e penseranno che sono stati adottati e che il loro vero genitore è un Teletabbies.

Infine, vi ricordo ancora di venire a vedere i miei spettacoli, ma non per me, bensì per il giovane ragazzo che ha bisogno di aiuto!  😉

Anna Di Rocco

Anna Di Rocco

Ci son voluti nove mesi di cottura anche per lei, questa volta l’impasto aveva come ingredienti base due bicchieri di fotografia, 350 grammi di creatività grezza, 325ml di entusiasmo parzialmente scremato, 325 grammi di meticolosità e una spolverata di ironia.
Con la sua macchina fotografica vuole arrivare dove l’occhio umano si interrompe, con le parole vuole riportare alla mente i dettagli ai quali nessuno fa più caso.
Anna ha vent’anni ed è il frutto di una generazione tutta made in Italy in cui a pochi viene data una possibilità. Anna ha rimpiazzato i suoi sogni e li ha trasformati nei suoi obbiettivi: ha iniziato a preservarli, ad innaffiarli e a tenerli vivi anche con l’umidità romana. Anna ha vent’anni e sta meticolosamente annotando su un taccuino i germogli che, pian piano, stanno crescendo.
Anna Di Rocco

 

Andrea Paone nasce per sbaglio a Marino (provincia di Roma)  il 9 gennaio 1993, per sua fortuna è Toscano ed è ancora vivo. Ultimamente ha fatto gli esami del sangue e risulta quasi astemio anche se non ha senso.
Dopo aver passato la gioventù in Toscana, per la precisione a Venturina Terme (Livorno), ed essersi diplomato come Tecnico Agrario, decide di partire per Roma. Qui inizia a studiare Scienze della Comunicazione alla Sapienza frequentando il corso in Tecnologie e Culture Digitali dei Nuovi Media della Comunicazione.
Come tutti i ragazzi della sua età, ha cambiato una miriade di lavori, ha iniziato come stagista in Sky, poi è approdato in Mediaset e ci ha lavorato per quasi 2 anni. Alla fine del contratto, dopo esser stato un po’ di mesi negli Stati Uniti, passa al lato oscuro della forza e inizia a lavorare a TV2000.
Nello stesso periodo può vantarsi di essere Direttore Editoriale di una rivista dal nome incomprensibile: MZK News.
All’inizio del 2017 conoscerà Daniele Fabbri che gli permetterà di avvicinarsi alla Stand Up Comedy. Nel giro di un anno e mezzo inizierà ad aprire gli spettacoli di Giorgio Montanini ed esordirà con il suo spettacolo Tutto Molto Sbagliato che lo porterà in giro per l’Italia e in alcuni dei comedy club più importanti del mondo.
Per sopravvivere fa un sacco di lavori, oltre centoventisette l’anno (tutti retribuiti al minimo), il che a pensarci bene non è una cosa pazzesca, in Italia, per questo va all’estero.
Ma ancor meno pazzesco è che non sia ancora diventato ricco e che, come si diceva all’inizio, sia ancora vivo.

 

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